“RINVIARE L’APERTURA DELLA CACCIA”

Il Partito Animalista Italiano (PAI) del Friuli Venezia Giulia ha chiesto alla Regione FVG il rinvio dell’apertura della caccia, prevista a settembre, a tutela della fauna selvatica. La lettera è stata inviata al Presidente della Regione Massimiliano Fedriga, al Presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, all’Assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna Stefano Zannier e al Presidente della IV Commissione consiliare permanente Giuseppe Ghersinich. “Abbiamo domandato – dichiara il commissario e coordinatore regionale del PAI del Friuli Venezia Giulia, Fabio Rabak – il rinvio almeno fino al mese di ottobre 2026 dell’apertura dell’attività venatoria”.
La richiesta nasce dalle particolari condizioni climatiche e ambientali che hanno caratterizzato l’estate, con temperature elevate, deficit idrico e incendi che hanno sottoposto la fauna selvatica e gli habitat a una forte pressione.
«Dopo un’estate segnata da caldo, scarsità d’acqua e incendi riteniamo necessario garantire alla fauna selvatica un ulteriore periodo di tranquillità e recupero, evitando di aggiungere già nel mese di settembre un ulteriore fattore di pressione e disturbo».
Nella lettera inoltre si domanda alla Regione l’acquisizione urgente di una valutazione tecnico-scientifica di ISPRA sulle effettive condizioni della fauna selvatica e degli habitat regionali e la valutazione di ulteriori misure di tutela nelle aree maggiormente compromesse.
La richiesta di rinvio costituisce una misura urgente di tutela nell’ambito dell’attuale quadro normativo e non modifica in alcun modo la posizione fermamente contraria alla caccia del Partito Animalista Italiano, né, ovviamente, deve essere interpretata come una legittimazione dell’attività venatoria per la cui abolizione il PAI si batte, precisa la portavoce regionale Irene Giurovich.












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