Made in Italy: Coldiretti, in 10mila al Brennero per cambiare il codice doganale che ruba 20 miliardi agli agricoltori

«Tanto più in questo contesto storico e geopolitico, diventa fondamentale proteggere il nostro comparto agroalimentare. Chiediamo dunque ancora con maggior forza di mettere mano al codice doganale, così che in etichetta ci sia l’origine primaria della materia prima che serve a produrre il cibo che troviamo nelle nostre tavole». Lo dichiara Martin Figelj, presidente di Coldiretti del Friuli Venezia Giulia, alla guida della delegazione regionale presente alla mobilitazione del Brennero. «Una giornata spartiacque – prosegue Figelj –, durante la quale ci faremo sentire con orgoglio e la volontà di cambiare le cose». Presenti anche i presidenti e i direttori territoriali, il direttore regionale Cesare Magalini, numerosi soci, Coldiretti Fvg è al Brennero appunto perché l’applicazione del criterio doganale rischia di penalizzare gli agricoltori e le filiere italiane, non riconoscendo la rilevanza delle materie prime impiegate. Per questo le lettere inviate a Regione e Comuni, affinché intraprendano azioni politiche nelle sedi istituzionali competenti, propongono di escludere i prodotti agroalimentari dall’ambito del codice doganale e di adottare come unico criterio di individuazione dell’origine il luogo di provenienza della materia prima. L’amministrazione regionale ha già raccolto la sollecitazione e altrettanto hanno fatto varie amministrazioni comunali.














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