Rotta balcanica. Cisint a Gorizia incontra i vertici della Polizia di Frontiera. Sopralluogo al parco Piuma con gli amministratori della Lega: “Migranti da bloccare ai confini esterni dell’Ue”

GORIZIA – 13 LUG. “A lavoro per azzerare la Rotta balcanica e il suo impatto sulle nostre città”. È questo l’obiettivo che da tempo anche in Parlamento europeo e nella commissione LIBE, persegue l’eurodeputata della Lega Anna Maria Cisint, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo al Parco Piuma insieme agli amministratori e consiglieri goriziani della Lega, dove da tempo bivaccano gruppi di richiedenti asilo provenienti dai flussi della Rotta balcanica.
“Insieme ai consiglieri e gli assessori della Lega stiamo combattendo per eliminare gli accampamenti di quei migranti tutti maschi e tutti islamici presenti al parco Piuma a dormire e bivaccare, la cui presenza è la diretta conseguenza dei flussi della Rotta balcanica che continuano a interessare il nostro confine.”
E proprio per questo successivamente Cisint si è recata a Casa Rossa per un incontro istituzionale, da lei richiesto, con il direttore della IV Zona della Polizia di Frontiera per Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige, dott. Gianluca Grego.
“Grazie alle nuove norme che abbiamo voluto in Europa, con la modifica al Patto Migrazione e Asilo e con il nuovo regolamento sui rimpatri, oggi è finalmente possibile accelerare le procedure di identificazione, trattenimento e rimpatrio degli immigrati irregolari che non hanno diritto di rimanere in Italia” – commenta così l’europarlamentare della Lega a margine dell’incontro – “ora però è necessario adeguare questi strumenti alla realtà dei confini terrestri, che presentano caratteristiche profondamente diverse rispetto agli sbarchi via mare”.
“La peculiarità del nostro territorio, dove il confine entra direttamente nelle città di Gorizia e Trieste, rende infatti più complessa e più lunga la fase di identificazione e screening da parte delle Forze dell’Ordine. Da ciò consegue la pressione costante sui nostri centri urbani. Per questo mi sono fatta parte attiva con il Governo e, in particolare, con il Sottosegretario all’Interno Nicola Molteni per individuare misure specifiche dedicate al nostro confine orientale, anche attraverso un incontro operativo da organizzare a Gorizia”.
“La strada maestra resta però quella di blindare i confini esterni dell’Unione europea, in particolare tra Bosnia e Croazia, rafforzando ancora Frontex, impiegando più uomini e mezzi e, dove necessario, realizzando anche barriere fisiche. Dobbiamo impedire che il confine tra Italia e Slovenia diventi, di fatto, la vera frontiera esterna dell’Europa e che le nostre città vengano trasformate in aree di arrivo della Rotta balcanica. È evidente che l’obiettivo dei migranti irregolari è raggiungere l’Italia, non fermarsi in Croazia o in Slovenia. Per questo Frontex deve essere messa nelle condizioni di bloccare efficacemente gli ingressi illegali lungo il confine esterno dell’Unione. E questi temi saranno oggetto anche della mia prossima interlocuzione con il Commissario europeo alle migrazioni Brunner.”
Sulla questione Schengen Cisint sostiene la linea del Governo appoggiando la deroga alla sospensione: “Le nostre Forze dell’Ordine stanno sostenendo uno sforzo straordinario e meritano il massimo sostegno. Grazie alla sospensione di Schengen e al ripristino dei controlli al confine, dall’avvio della misura nella sola provincia di Gorizia sono stati rintracciati oltre 6.000 immigrati irregolari ed effettuati circa 2.200 respingimenti. Senza questo presidio migliaia di clandestini sarebbero entrati indisturbati nel nostro Paese, alimentando irregolarità, insicurezza e degrado nelle nostre città.”
Così Anna Maria Cisint, europarlamentare Lega.












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