Fronte comune tra Comune e sindacati per un cambio di rotta nel modello produttivo dei cantieri navali di Monfalcone

Fronte comune tra Amministrazione comunale e organizzazioni sindacali sulla necessità di cambiare radicalmente l’attuale modello produttivo dei cantieri navali, anche in vista della costruzione delle nuove navi da crociera di 226 mila tonnellate annunciate dall’Ad di Fincantieri Folgiero.
E’ quanto emerso in un incontro fra il sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, il consigliere delegato Anna Maria Cisint e i rappresentanti sindacali provinciali e locali, nel corso del quale sono state analizzate le situazioni che attengono alle maggiori realtà cittadine dell’economia del mare.
Per Cgil, Cisl e Uil hanno partecipato Andrea De Luca, Michela Anastasio, Andrea di Giacomo e Antonio Rodà. Tre le questioni principali sulle quali si è registrata la piena convergenza delle parti, assieme alla preoccupazione per le gravi conseguenze che ne derivano sia per l’occupazione, sia per le ricadute sul territorio dall’attuale modalità di gestione dei fabbisogni aziendali. Un aspetto rilevante è quello della legalità dovuta al sistema dei subappalti per i rischi concreti e documentati che derivano non solamente dal dumping salariale e contrattuale, ma anche da possibili infiltrazioni mafiose e dalle forme di caporalato e di pizzo praticato nei confronti soprattutto degli extracomunitari. Peraltro, l’espansione di questo modello ha penalizzato ed emarginato la manodopera locale con pesanti ricadute sociali nel territorio. I sindacati hanno rilevato l’insostenibilità di una situazione dove l’80% delle lavorazioni relative alle navi è affidato a personale esterno e solo il 20% a quello alle dirette dipendenze, mentre l’on. Cisint ha sottolineato le richieste da tempo inviate a Fincantieri per intervenire per una drastica riduzione di queste forme di lavoro e le proposte formulate per garantire stabilità e un controllo più efficace sull’organizzazione del complesso sistema produttivo in ambiti specializzati attraverso la creazione di Società Consortili partecipate. Un secondo aspetto rilevante è rappresentato dalla massiccia presenza di manodopera extracomunitaria, con tutti i problemi che ne derivano non solo lavorativi, ma anche scolastici, sanitari e assistenziali.
Il sindaco Fasan ha sottolineato le preoccupazioni per le ricadute che si potrebbero determinare per la città dall’ampliamento del cantiere per l’aumento delle dimensioni delle navi, con il rischio di nuovi arrivi in un contesto già tutt’ora insostenibile, e ha ricordato che ha invitato a questo scopo l’Ad di Fincantieri in Comune per parlarne.
I rappresentanti sindacali hanno denunciato un’ulteriore questione dirompente relativa al tema della sicurezza del lavoro legata sia al sistema degli appalti e dei turni – specie alla vigilia della consegna delle navi – sia alla incapacità dell’apprendimento della lingua italiana da parte dei lavoratori stranieri, sia dalla carenza dei controlli all’interno dello stabilimento. Di conseguenza anche i protocolli per la sicurezza e le riunioni risultano inefficaci se non si interviene alla radice del modello produttivo. Da qui il fronte comune tra amministrazione comunale e Cgil, Cisl e Uil per contrastare questo sistema. Il sindaco Fasan, nel riferire sulle conseguenze della presenza straniera in città, ha rilevato l’impoverimento che deriva anche per le realtà del commercio e del terziario, con riflessi sulla relativa occupazione.














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