11 mila firme in una settimana contro il DDL “Spara Tutto” Denunciato alla Commissione Europea per violazione dei trattati internazionali
Adesioni a tempo record anche dal Friuli Venezia Giulia. In una settimana oltre 11 mila adesioni alla denuncia preparata dal Partito Animalista Italiano (PAI) contro il DDL Caccia 1552, denominato “Spara Tutto”. Una campagna veicolata solo sui social che chiedeva ai cittadini di firmare online la denuncIa del PAI: in circa una settimana la casella è stata riempita dalla firme, tanto che la campagna è stata chiusa in anticipo per formalizzare l’invio delle adesioni alla Commissione Europea di fronte alla quale il nostro paese è stato denunciato per la manifesta illegalità internazionale della riforma. A renderlo noto è la portavoce del FVG, la giornalista Irene Giurovich insieme al coordinatore regionale Fabio Rabak. La denuncia, il cui primo firmatario è il presidente nazionale del Partito Animalista, l’avvocato Cristiano Ceriello, dimostra come la riforma violi diversi trattati: la Direttiva Uccelli (Direttiva 2009/147/CE), in quanto il DDL consente l’abbattimento di specie protette e prevede la caccia in periodi non consentiti e fuori stagione, violando tutte le tutele sugli uccelli migratori; la Direttiva Habitat (Direttiva 92/43/CEE) in quanto l’estensione dell’attività venatoria ad aree protette, demanio marittimo e zone sensibili mette a rischio gli ecosistemi tutelati e indebolisce le Valutazioni di Incidenza Ambientale (VIncA) necessarie per la rete Natura 2000. Inoltre, il provvedimento, a livello internazionale, si pone in forte rotta di collisione con la Convenzione di Berna.
“Se dovesse passare la norma – dichiara Irene Giurovich – e dopo la denuncia del Partito Animalista Italiano, l’Italia rischia la condanna europea e l’apertura di una procedura d’infrazione con ingenti danni economici a carico di tutti gli italiani. Ricordiamoci, come un recente sondaggio Ipsos ha dimostrato, che oltre il 90 per cento dei cittadini italiani è contrario alla caccia”.
“L’ufficio legale – conclude l’avvocato Ceriello – è pronto non solo a preparare un referendum, ma pure ad agire presso le Corti di Giustizia italiane per chiedere l’intervento della Corte Costituzionale”. Insomma la battaglia è appena iniziata.











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