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Conclusa la  Fieste de Patrie dal Friûl ed. 2026:  la prima celebrata in due Comuni

By Maira Trevisan
13 Aprile 2026
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La 49^ edizione della Fieste de Patrie dal Friûl è stata la prima “itinerante”, e ha condotto i presenti prima ad Artegna e poi a Montenars, “casa” di pre Checo Placereani, accompagnando il pubblico in due luoghi simbolo della pedemontana friulana, nel 50° anniversario del sisma che colpì il Friuli.

 

Due i momenti particolarmente significativi, a partire dalla consegna, da parte dell’ARLeF, di una targa al rettore dell’Università degli Studi di Udine, Angelo Montanari. Un segno di riconoscimento per il ruolo fondamentale svolto dall’ateneo friulano nel percorso di rinascita successivo al terremoto del 1976. Un gesto dal forte valore simbolico, che ha voluto ricordare come l’Università sia nata dalla volontà del popolo friulano, diventando nel tempo presidio dell’identità e della cultura friulane, come si legge sulla targa stessa: “A cincuante agns dal Taramot dal 1976 ARLeF e rint onôr ae Universitât dal Friûl nassude de volontât dal popul furlan tant che imprest vîf di rinassite, identitât e avignî”.

 

Organizzata quest’anno dai Comuni di Artegna e di Montenars, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dell’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la Fieste de Patrie dal Friûl, con cui si sono celebrati i 949 anni della Stato Patriarcale (3 aprile 1077), è cominciata ad Artegna con il tradizionale alzabandiera, accompagnato dalla “Filarmonica Luigi Mattiussi” diretta dal Maestro Herbert Fasiolo. Il corteo si è quindi spostato nella chiesa di Santa Maria Nascente per la Messa in friulano celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco e accompagnata dal “Gruppo Corale Spengenberg” di Spilimbergo. La mattinata è proseguita in piazza Marnico con le danze e i colori dei Balarins de Riviere, fino alla celebrazione civile al Nuovo Teatro Monsignor Lavaroni, con la lettura della Bolla imperiale accompagnata dal Gruppo storico “Il Barbacane” e i tamburi della “Cucurbite sonorae” di Venzone. È seguito il tradizionale scambio della bandiera tra Carlo Spagnol, sindaco del Comune di Sacile, che ha ospitato la manifestazione nel 2025, e i rappresentanti dei due Comuni ospitanti: il sindaco di Artegna, Alessandro Marangoni e la vice sindaco di Montenars, Annalisa Zanitti. 

 

Dopo i discorsi di Marangoni e Zanitti, nel corso della cerimonia civile sono intervenuti: Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan; Walter Bandelj, presidente SSO Svet Slovenskih Organizascij; Alfredo Sandrini presidente del Kanaltaler Kulturverein; Dorino Favot, presidente dell’ANCI FVG – Associazione Nazionale Comuni Italiani; la consigliera dell’ACLiF – Assemblea Comunità Linguistica Friulana, Monica Feragotto; Angelo Montanari, rettore dell’Università degli Studi di Udine; Eros Cisilino, presidente dell’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana; la deputata, Isabella De Monte; l’europarlamentare Anna Maria Cisint; Manuele Ferrari del Consiglio Regionale FVG; Barbara Zilli, assessore alle finanze della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia.

 

Presenti, inoltre, i Consiglieri regionali Elia Miani, Markus Maurmair, Massimo Morettuzzo e Serena Pellegrino; Maurizio Negro, assessore del Comune di Gorizia; Federico Pirone, assessore del Comune di Udine; il presidente di Ente Friuli nel Mondo, Franco Iacop; il presidente del Teatri Stabil Furlan, Lorenzo Zanon; la rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale, Donatella Mosenghini e tanti sindaci e rappresentanti dei Comuni friulani e dei Comuni friulanofoni del Veneto.
Ad arricchire la cerimonia anche la proiezione, in esclusiva, del video, a cura dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, che offre una nuova versione dell’inno del Friuli “Incuintri al doman” e che, grazie all’interpretazione folk rock dei “Corte di Lunas” e la regia di Marco Fabbro, ha portato il pubblico nelle festanti atmosfere medievali. Di tutt’altro genere il secondo video proiettato: protagonista la simpaticissima Desiree Chiappo Debegnach, del noto canale YouTube YoupalTubo, “interrogata” sul “Parcè che il Friûl si clame Patrie” da Marco Del Ben, meglio conosciuto come Marcutti. I presenti hanno poi potuto apprezzare anche una clip che ha mostrato alcune delle tante “Acuile in Comun” poste all’esterno dei palazzi dei 130 Comuni aderenti al progetto, avviato durante la Fieste del 2025. L’iniziativa promossa dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e dall’ARLeF ha lo scopo di valorizzare e promuovere l’identità friulana. Autore dell’opera è il designer Stefano Borella che si è ispirato all’aquila della bandiera del Friuli, il simbolo che più di tutti unisce i friulani. L’organizzazione dell’iniziativa è curata in collaborazione con City ADV.

 

Altrettanto significativo è stato il momento dedicato a sottolineare il valore delle varianti linguistiche del friulano. Elemento che arricchisce la lingua e che deve essere preservato. A intervenire in proposito è stata la signora Annamaria De Monte. Arteniese doc, ha portato la testimonianza della “parlata” locale in cui la “e” la fa da padrona. La signora ha ricordato quanto quella variante sia espressione autentica della ricchezza culturale del territorio e come, in quanto tale, debba essere valorizzata e soprattutto tramandata alle nuove generazioni.

 

Terminate le celebrazioni, la giornata è proseguita a Montenars, con un momento conviviale che ha visto protagonista Dario Zampa. Mentre nel pomeriggio tutti nuovamente ad Artegna dove è partita un’interessante passeggiata storico-archeologica, a cura della cooperativa Riscoperte.
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