Un nuovo ecocentro grande quattro volte l’attuale, la Giunta autorizza il documento di indirizzo alla progettazione

Pordenone, 15 luglio 2026 – La città potrà contare su un nuovo centro di raccolta rifiuti esteso su circa 4.200 metri quadrati, quattro volte la superficie dell’attuale struttura di via Santorini. La Giunta comunale ha autorizzato, su proposta dell’assessore Mattia Tirelli, il documento di indirizzo alla progettazione del nuovo ecocentro comunale, che sorgerà in via delle Crede, in prossimità dell’Autostrada A28 e di Via Nuova di Corva, in un’area di proprietà comunale che è anche interessata da un intervento di bonifica ambientale. L’investimento complessivo è di 1,8 milioni di euro, coperto da un contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.
“Non stiamo semplicemente ampliando una struttura esistente — dichiara l’assessore Mattia Tirelli — ma costruendo un centro di raccolta completamente nuovo e moderno, pensato per rispondere alle esigenze di conferimento dell’intera città. In parallelo prosegue la procedura di bonifica ambientale del terreno, avviata già un anno fa e oggi in linea con i tempi previsti, che restituirà un’area finalmente riqualificata. È un’opera strategica che rafforza il ruolo di Pordenone tra le città italiane più avanzate nella raccolta differenziata dei rifiuti.”
Il nuovo ecocentro, gestito da GEA S.p.A., sorgerà in posizione baricentrica rispetto al quadrante sud della città, mentre gli utenti della zona nord potranno continuare a conferire i rifiuti anche presso il centro di raccolta di Roveredo in Piano. La struttura ospiterà tettoie dedicate ai rifiuti elettronici e a quelli da spazzamento stradale, una piattaforma sopraelevata di conferimento a doppia corsia con aree di fermata pensate per non ostacolare il deflusso dei veicoli, un’area pesa e un prefabbricato a uso ufficio con servizio igienico, oltre a un impianto di videosorveglianza, punti luce e una recinzione perimetrale alta due metri con cancello scorrevole. Anche la viabilità interna sarà riorganizzata, con percorsi distinti in entrata e in uscita pensati per evitare incolonnamenti e ridurre il rischio di incidenti. Per contenere l’impatto visivo sul contesto residenziale limitrofo, il progetto prevede inoltre una barriera verde realizzata con siepi e nuove alberature.
Il nuovo centro sarà organizzato per accogliere un ampio ventaglio di rifiuti urbani differenziati: dagli imballaggi in carta, plastica, vetro, legno e metallo alle apparecchiature elettriche ed elettroniche, dai rifiuti ingombranti a quelli da piccoli interventi domestici di ristrutturazione, fino a batterie, farmaci, oli esausti, vernici e altre tipologie che richiedono una gestione controllata. Un’offerta più ampia e organizzata rispetto all’attuale struttura, pensata anche per agevolare il lavoro degli operatori e ridurre i tempi di attesa degli utenti.
L’area scelta, un tempo utilizzata come cantiere per la costruzione della limitrofa Autostrada A28, richiede un intervento preventivo di bonifica e messa in sicurezza del suolo. La procedura di caratterizzazione ambientale, avviata circa un anno fa e già approvata dalla Regione, ha permesso di delimitare con precisione le aree interessate dal riporto storico, così da poter procedere con gli interventi di risanamento in sinergia con la realizzazione della nuova struttura, senza rallentare il cronoprogramma dell’opera. L’investimento, pari a 1,8 milioni di euro, trova copertura in un contributo della Regione Friuli Venezia Giulia assegnato attraverso la Direzione centrale Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile.
Il percorso approvativo prevede il progetto di fattibilità tecnico-economica entro la fine dell’anno, il progetto esecutivo entro la metà del 2027 e l’affidamento dei lavori nell’estate dello stesso anno, con conclusione del cantiere e apertura del nuovo centro previste per l’estate del 2028.
Un investimento che rafforza il sistema comunale di gestione dei rifiuti, restituendo alla città un’area riqualificata dal punto di vista ambientale e accompagnando la crescita della raccolta differenziata con infrastrutture più moderne, funzionali e sostenibili.














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