AFRO CELEBRATO AD UDINE DALLO STRAVINSKJI ENSEMBLE

Venerdi 24 luglio lo Strawinskji Ensemble celebra Afro Basaldella ed il suo mondo.
Il gruppo, guidato da venticinque anni da Giulia D’Andrea, musicista colta e raffinatissima , da molto tempo lavora su questo artista.
Lo testimoniano i concerti, sempre affollatissimi, tenuti in questi ultimi anni in siti di grande suggestione nella nostra regione.
Ultimo, in ordine di tempo, il ciclo proposto nello studio di Celiberti, dove è stato proposto un delicato affiancamento fra i due Maestri dell’arte nati in Friuli.
In questa nuova occasione, la serata si terrà in una realtà udinese da poco aperta, con gesto coraggioso da Tomi Vugrinec: la Galleria Punto Aps.
Un modo per valorizzare la volontà di chi ha scelto di cercare di investire nell’ idea dell’arte, di credere nella cultura come motore di rinascita, come mezzo di resistenza all’omologazione.
L’omaggio ad Afro sarà un’occasione unica e preziosa: durante lo spettacolo al pubblico si proporranno racconti, stimoli, brani musicali di grandissima presa, opere d’arte.
In questa occasione verranno eseguiti: ‘Come di un’ Alba’, brano dedicato ad Afro e composto da Renato Miani, musicista friulano di grandissimo valore che adesso insegna Composizione al Conservatorio di Venezia; ‘In Memoria’, intensa composizione degli anni Ottanta di Daniele Zanettovich che celebra Igor Strawinskji, che di Afro fu amico; ‘27/8’, delicatissima partitura di Luca Zuliani dedicata all’Amore Universale, chiusura ideale di una serata dedicata alla forza deflagrante dell’Arte, capace di seminare Pace in un mondo che sembra desertificato.
Tre momenti musicali speciali, raffinatissimi.
Accanto alla musica, raccontate in modo non scontato, una serie di straordinarie opere d’arte che narrano Afro ed il suo mondo: gli incontri, gli amici, le influenze e le condivisioni.
Materiali provenienti da collezioni private, normalmente non visibili al pubblico e raccolti per la prima volta per questa serata, che si configura come una occasione unica, una magica condivisione, nel nome dell’arte e della poesia.
Le opere saranno visibili sono per il tempo del concerto, a rendere l’occasione irripetibile, un gesto di Comunione fra Artista ed appassionati, che sconfigge i limiti del tempo e dello spazio.
Vedremo lavori di alcuni rappresentanti della Scuola Romana, come Ziveri o Guttuso.
Sarà possibile incontrare opere preziose di Mino Maccari.
Verranno mostrate due incisioni di Umberto Mastroianni, che cercano di dare forma alla musica.
Sarà proposta una quasi sconosciuta opera di Fernand Leger dedicata all’Arte Astratta, tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione di quel movimento.
Riappariranno da una vecchissima cartella un ‘foglio’ degli anni Sessanta di Emilio Vedova, un raffinatissimo ritratto di donna di Renato Birolli, una materica natura morta di Morlotti.
Fino ad una pagina di ‘Derrier le mirroir’ di Mirò, al cui fianco Afro lavorò nel Palazzo dell’Unesco a Parigi.
Non si rincorreranno dati biografici o nozionismi scontati: l’idea è di guidare gli intervenuti nel mondo dei fratelli Basaldella, cercando di illustrare il loro mondo , il profumo di quel tempo, ma anche di spiegare la rivoluzionarietà del loro modo di essere artisti, il coraggio di superare barriere e steccati.
Perché i fratelli Basaldella erano figli di un territorio che ancora oggi non ha saputo coglierne tutta l’essenza, ma nel quale loro non smisero mai di credere.
Lo spettacolo di venerdi non vuole celebrare un artista morto cinquanta anni fa.
Vuole raccontare come sia ancora prepotentemente vivo, attraverso la sua arte ed il coraggio della sua testimonianza.
Un coraggio che rincuora chi, come gli artisti della serata, porta avanti l’idea di Arte come una donchisciottesca missione contro i mulini a vento dell’indifferenza, dell’interesse personale, dell’egoismo.
Articolo scritto da Gianluca Macovez













Ciao mondo!