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CARTA DI PORDENONE GUARDA AL 2027: PARTE IL PERCORSO PER FARE DI PORDENONE LA CAPITALE DELLA CULTURA DELLA PARITÀ

By Maira Trevisan
21 Luglio 2026
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Pordenone, 20 luglio 2026 – A oltre dieci anni dalla sua nascita, Carta di Pordenone rilancia la propria missione e apre una nuova fase. L’obiettivo è avviare il cammino verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, trasformando la città in un punto di riferimento nazionale per la cultura della parità, attraverso il linguaggio, la comunicazione e il contrasto agli stereotipi di genere.

Il Protocollo sulla rappresentazione di genere nei media nato nel 2015 da un’alleanza tra istituzioni, mondo dell’informazione e realtà impegnate nel contrasto alla violenza di genere, fu promosso dal Comune di Pordenone (Assessorato e Commissione Pari Opportunità), dall’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, da Assostampa FVG, dal Circolo della Stampa di Pordenone, dalla Consigliera di Parità di Area Vasta di Pordenone, dall’Associazione Voce Donna – Centro Antiviolenza e dal Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone diventando negli anni un modello seguito anche in altri territori.

Oggi, superato il traguardo del primo decennio, Carta di Pordenone guarda al futuro con un percorso che accompagnerà il territorio verso il 2027, con l’obiettivo di consolidare quanto costruito finora e rafforzare il ruolo della comunicazione come leva di una cultura del rispetto e dell’uguaglianza.

«La parità di genere è innanzitutto una sfida culturale – afferma l’assessora alle Pari Opportunità Guglielmina Cucci –. Per questo abbiamo deciso di fare di Pordenone 2027 l’occasione per rafforzare un percorso che guarda ben oltre l’evento della Capitale della Cultura. Vogliamo che Pordenone diventi la capitale della cultura della parità, mettendo in rete istituzioni, professionisti, associazioni e cittadini».

Il percorso prenderà avvio già nel 2026 e proseguirà durante tutto il 2027, anno in cui Pordenone ospiterà anche il Festival della Parità, promosso insieme ad ANCI.

Sono previste iniziative di rilievo nazionale e nuove collaborazioni, con l’obiettivo di consolidare il ruolo della Carta di Pordenone come laboratorio permanente sui temi del linguaggio, della comunicazione e della prevenzione della violenza di genere.

«Carta di Pordenone – prosegue Cucci – ha saputo anticipare temi oggi al centro del dibattito pubblico, dimostrando come il linguaggio sia uno strumento fondamentale per costruire rispetto, contrastare stereotipi e prevenire la violenza. Oggi vogliamo crescere senza perdere quello spirito pionieristico che l’ha caratterizzata fin dall’inizio, inserendola in un quadro sempre più ampio di politiche per le pari opportunità, in linea con le strategie europee e con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030».

La prima azione in programma è una rilevazione affidata a Ires FVG (istituto di ricerca economica e sociali), finalizzata a raccogliere i punti di vista degli aderenti sui cambiamenti introdotti nelle pratiche comunicative di ciascuna realtà e sugli effetti culturali prodotti sul territorio, nonché le possibili azioni di miglioramento e sviluppo.

«Vogliamo capire quanto la Carta abbia inciso in questi dieci anni – sottolinea Cucci – e raccogliere idee, suggerimenti e proposte per renderla uno strumento sempre più partecipato, efficace e capace di promuovere una comunicazione rispettosa, inclusiva e attenta alla rappresentazione di genere».

L’Airone di Carta a GiULiA Giornaliste

Il primo appuntamento pubblico è previsto il 13 settembre, al Teatro Verdi, con la consegna dell’Airone di Carta, il riconoscimento attribuito a persone o organizzazioni che si sono distinte nella promozione della cultura della parità.

L’edizione 2026 premierà GiULiA Giornaliste, l’associazione nazionale delle giornaliste professioniste e pubbliciste impegnata nella lotta agli stereotipi, alle discriminazioni e ai “soffitti di cristallo” nel mondo dell’informazione e promotrice, tra le altre iniziative, della rassegna Sui Generis.

“In questa prima occasione, – dichiara il Presidente del Teatro Giovanni Lessio – il Teatro Verdi, in collaborazione con il Comune di Pordenone, impreziosirà la cornice dell’evento offrendo un concerto con protagonista Marina Rei, cantante e polistrumentista la cui attenzione al mondo femminile si è distinta nell’arco di tutta la sua carriera. Il Teatro vuole così dare un ulteriore segnale di quanto il mondo della cultura possa offrire esempi e spunti di riflessione sui temi di Carta di Pordenone”.

Il programma del 2027

Durante l’anno di Pordenone Capitale italiana della Cultura il percorso proseguirà con incontri e approfondimenti dedicati ai grandi temi della contemporaneità: il ruolo del mondo maschile nella costruzione della parità, i nuovi linguaggi digitali e le sfide poste dall’intelligenza artificiale.

A chiudere questo cammino sarà, nell’ultima parte dell’anno, un evento di grande valore culturale e simbolico: la mostra “Una vita da scienziata”, ideata e realizzata da Fondazione Bracco, ospitata al Museo civico di Storia Naturale “Silvia Zenari”, che prende spunto proprio dal progetto “100esperte”, ideato da Osservatorio di Pavia e Associazione di giornaliste GiULiA, sviluppato con Fondazione Bracco grazie al supporto della Commissione Europea, Rappresentanza in Italia. Attraverso testimonianze e ritratti d’autore – a cura del noto fotografo Gerald Bruneau – l’esposizione racconterà il talento, le competenze e i percorsi professionali di grandi scienziate italiane parte del progetto #100esperte (100esperte.it), nato per dare visibilità alle esperte nei media e superare gli stereotipi di genere che ancora limitano la rappresentazione delle donne in settori strategici del sapere.

La mostra rappresenterà il momento conclusivo del percorso di Carta di Pordenone nell’anno in cui sarà la Capitale italiana della Cultura: un’iniziativa che, attraverso la forza delle immagini e delle storie, renderà tangibile il messaggio che il protocollo promuove da oltre dieci anni, mostrando come una comunicazione più equa possa contribuire a costruire una società più inclusiva.

 

 

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