POLINOTE MUSIC FESTIVAL, PARIGI: “QUALITÀ, ACCESSIBILITÀ E PARTECIPAZIONE PER UNA CULTURA DAVVERO APERTA A TUTTI”

Pordenone, 29 maggio 2026 – L’Assessore alla Cultura Alberto Parigi è intervenuto alla conferenza stampa di presentazione della 13ª edizione del Polinote Music Festival, la rassegna che da giugno a settembre porterà a Pordenone un ricco calendario di eventi a ingresso libero dedicati ai grandi anniversari musicali e culturali del 2026, con artisti di rilievo nazionale e internazionale, la direzione artistica di Francesco Bearzatti e una particolare attenzione ai giovani talenti e alla partecipazione attiva delle persone fragili.
La manifestazione si conferma tra gli appuntamenti culturali di riferimento del territorio e tra le iniziative che contribuiscono al percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.
Nel corso dell’incontro, l’Assessore Parigi ha sottolineato il valore culturale e sociale del festival:
«Non è casuale che il Polinote Music Festival apra da alcuni anni la stagione dei grandi festival, ma rappresenta il riconoscimento che il Comune attribuisce a questa manifestazione. Non credo sia necessario soffermarsi sulla qualità della proposta artistica: il nome di Polinote, il lavoro di Giulia Romanin e la direzione artistica di Francesco Bearzatti parlano da soli.
Trovo particolarmente interessante il filo conduttore – ha continuato Parigi – scelto per questa edizione, che attraverso figure universali come David Bowie e i Pink Floyd, riesce a coniugare l’eleganza che da sempre caratterizza il festival con una dimensione popolare e accessibile. È una scelta che può avvicinare nuovo pubblico e coinvolgere anche persone che normalmente non frequentano le sale da concerto.
Allo stesso modo, ritengo importante la scelta di mantenere l’ingresso libero a tutti gli appuntamenti. Non è una decisione scontata per chi organizza una rassegna di questo livello, ma una scelta che rende la cultura realmente accessibile e partecipata.
C’è poi un aspetto che considero particolarmente significativo: la partecipazione attiva delle persone fragili. Non si tratta di spettatori o ospiti della manifestazione, ma di protagonisti coinvolti direttamente nelle attività del festival. Se crediamo davvero che la cultura debba essere un percorso partecipato e aperto a tutti, è da queste persone che la partecipazione deve partire.
Oggi Pordenone – ha concluso Parigi – si sta raccontando sempre di più a livello nazionale, ma nessun territorio può farlo efficacemente senza contenuti e spessore. È grazie al lavoro delle associazioni culturali pordenonesi e a realtà come Polinote che possiamo presentarci all’esterno con credibilità, qualità e una visione culturale fondata sulla partecipazione e sulla crescita della comunità».













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