SOCIETÀ LONGEVA: LAVORO, TERRITORIO, TECNOLOGIA E LE RIORGANIZZAZIONI NECESSARIE

Celebrata a Tricesimo il 1° maggio la 26ª edizione della «Festa del Pensionato Artigiano» con un dibattito a più voci su «La società longeva. Appunti per un futuro che ci riguarda». Interventi di Carlo Bolzonello presidente della III Commissione consiliare Fvg, Paolo Manfredi responsabile delle tecnologie digitali di Confartigianato nazionale, Fabio Menicacci segretario nazionale Anap e del presidente Anap Udine e Fvg Pierino Chiandussi. Conclusioni del presidente di Confartigianato Udine e Fvg Graziano Tilatti.
Le riorganizzazioni necessarie e possibili imposte dal calo demografico in tema di salute, lavoro e struttura sociale sono state al centro del confronto fra esperti organizzato da Confartigianato Udine/Anap Udine in occasione della 26ª «Festa del Pensionato» svoltasi a Tricesimo alla presenza di una foltissima platea e di un’importante rappresentanza istituzionale, con il coordinamento del presidente di Anap Udine e Fvg, Pierino Chiandussi.
Ispirato dal recente volume «La società longeva» di Stefania Bandini e Paolo Manfredi (ediz. Egea), il dibattito attorno alla riorganizzazione ineludibile a fronte del profondo e pervasivo calo demografico e aumento dell’età è stato sviluppato dagli interventi dell’autore Manfredi, del presidente della III Commissione del Consiglio regionale Carlo Bolzonello, del segretario nazionale Anap Fabio Menicacci, con l’intervento in apertura del presidente nazionale Anap Guido Celaschi e del presidente Chiandussi. Le conclusioni sono state tratte dal presidente di Confartigianato Udine e Fvg Graziano Tilatti.
«Una società longeva – ha detto Chiandussi – è una società che ha il privilegio di avere persone con più anni, più esperienza, più saggezza. Non significa, invece, emergenza anziani, perché la nostra generazione ha ancora molto da dire, molto da dare, molto da pretendere». A partire da un trattamento pensionistico che mantenga il potere d’acquisto in virtù di un’equa rivalutazione, di servizi di trasporto e per la salute che devono essere prossimi. Ha ribadito che «il mondo ha bisogno di persone capaci di trasmettere» e di fronte alle costanti innovazioni tecnologiche ha esortato i pensionati a non demordere perché tutto si può imparare, anche con il supporto associativo. Quindi, se il mondo cambia, «né paura né resa».
Il cambiamento demografico, che è generalizzato, è paragonabile al cambiamento climatico, è stata la premessa del confronto a più voci. «Nonostante gli interventi di mitigazione richiede un ripensamento radicale di molti aspetti dell’organizzazione del nostro vivere, singolarmente e come comunità». Da qui alcuni percorsi possibili riguardo a tre ambiti: lavoro, territorio e tecnologia. Tra le sfide più significative, ha sottolineato Manfredi, «la solitudine dei caregiver, il peso invisibile della cura». Connessa ad essa, la necessità di ripensare l’organizzazione del sistema dei servizi sanitari, su cui Bolzonello si è concentrato sviluppando gli interventi in atto in Regione Fvg per rendere concreti i principi «più territorio e meno ospedale; più prevenzione e più domicilio», evidenziando anche l’operazione in corso per l’omogeneizzazione dell’offerta delle Rsa presenti in Friuli Venezia Giulia, con 11mila posti, di cui 8mila pubblici. «È necessario un cambio culturale – ha sottolineato Bolzonello – pensi innanzitutto a salvaguardare la salute, per una rinnovata presenza dei professionisti in sanità – per esempio la presenza di un medico in ogni Rsa – e per una ricostituzione di un tessuto sociale solidale, perché solo in una comunità solidale si può dare una società longeva».
Il segretario Menicacci ha condiviso lo sviluppo di una sanità del territorio, ha messo in evidenza il valore del nuovo strumento mutualistico messo a punto dagli artigiani a livello nazionale, MutuiArt, e ha posto l’attenzione anche su un altro aspetto connesso alla società longeva: l’allungamento della vita lavorativa e la possibilità di impiego degli artigiani in pensione in tante attività di reale supporto al sistema: «Un pensionato artigiano barbiere può essere presente nelle Rsa, gli artigiani con specialità tecniche potrebbero avere una funzione ausiliare importante in tutte quelle attività di riparazione tanto richieste e oggi introvabili», ha esemplificato, immaginando una società che normativamente e istituzionalmente prevede queste prospettive.
«Dobbiamo governare la grande trasformazione innescata dal calo demografico – ha tirato le fila il presidente Tilatti – e il modello artigiano ha molto da dire: una dimensione inclusiva, responsabile, solidale con i pensionati che, in moltissimi casi, restano in servizio permanente». Quest’epoca, ha proseguito, «richiede dialogo, confronto per la maturazione di idee e, com’è accaduto all’epoca del terremoto del 1976, una classe dirigente e politica preparata e lungimirante per pensare e attuare il nuovo».
Hanno portato il loro saluto l’assessore del Comune di Tricesimo Lorenzo Fabbro; i presidenti zonali di Confartigianato Eva Seminara (Udine) e Paolo Bressan (Friuli Occidentale). Per la loro lunga e significativa vita lavorativa sono stati premiati Daniela Zoratto, autotrasportatrice, e Andriana Zanin, parrucchiera, entrambe di Sedegliano; Pierino Birarda, impiantista elettrico di Colloredo di Monte Albano; Modesto Gonano, lavorazione in legno, di Cividale e Alida Liberale, estetista, laureatasi in «Scienze e tecniche del turismo culturale» dopo essere andata in pensione.













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