ALLARME AMIANTO. IN FVG +51,8 LE DENUNCE PER PATOLOGIE ASBESTO-CORRELATE

L’emergenza legata all’aumento dei casi di mesotelioma pleurico e l’impatto ancora drammatico delle malattie asbesto-correlate spingono le istituzioni a fare rete in modo sempre più serrato. Si tratta di una risposta urgente ad una delle patologie oncologiche più aggressive in assoluto, la cui insorgenza resta strettamente e tragicamente correlata all’esposizione alla fibra killer dell’amianto.
I dati epidemiologici dell’Inail, elaborati dall’ANMIL, tracciano un quadro nazionale che impone la massima attenzione. In Italia, infatti, il mesotelioma pleurico ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, passando dalle 439 denunce registrate nel 2020 alle 485 del 2021, per poi toccare un picco di 543 casi nel 2023 e assestarsi a quota 499 nel corso del 2024. Questo andamento si traduce in un incremento complessivo del 13,7% nell’arco del quinquennio. L’impatto della patologia è tale che, nell’ultimo anno di rilevazione, il mesotelioma ha rappresentato da solo quasi il 33,9% delle 1.472 malattie totali causate dall’amianto nel nostro Paese, a fronte di un dato generale sulle malattie asbesto-correlate che mostra soltanto un lieve e parziale calo del 4,8%. In Fvg dal 2020 al 2024 le denunce per patologie asbesto correlate si sono impennate del 51,8%, passando da 197 nel 2020 a 299 del 2024. Chiaramente la task-force tra l’ANMIL, la Regione Friuli-Venezia Giulia, il CRO di Aviano, le Università friulane e di Ferrara, il Servizio Sanitario Regionale diventa fondamentale, infatti, solo grazie alla ricerca scientifica i pazienti possono tornare a sperare. Va, dunque, esattamente in questa direzione il nuovo Centro di Riferimento dedicato allo studio, alla prevenzione e alla cura del mesotelioma maligno pleurico, inaugurato proprio in questi giorni al CRO di Aviano con l’ambizioso obiettivo di diventare un polo d’eccellenza di livello nazionale ed europeo. Sul fronte del mesotelioma pleurico in Fvg l’oscillazione nel quinquennio si è attestata su un calo dell’8,8%. «La nostra battaglia contro questa malattia non inizia oggi, ma questa volta abbiamo saputo mettere in campo sinergie e investire energie straordinarie per dimostrare la ferma volontà di fare prevenzione e offrire cure migliori», ha dichiarato con orgoglio Amedeo Bozzer, presidente nazionale dell’ANMIL, evidenziando come questo traguardo sia la prova che il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo della ricerca e associazioni sia l’unica via per raggiungere risultati straordinari, ribadendo il pieno e costante supporto dell’ANMIL all’evoluzione terapeutica del Centro di Aviano.
A leggere i dati rielaborati da ANMIL la gravità della situazione trova conferma anche sul fronte della mortalità. Nel 2024 si sono contati ben 422 decessi per mesotelioma pleurico in Italia, con un tasso di incidenza della mortalità salito del 10,8% e un’aspettativa media di vita che, purtroppo, si attesta ancora intorno ai dodici mesi dal momento della diagnosi. In questo scenario così severo, il Friuli-Venezia Giulia offre tuttavia un segnale di forte controtendenza e speranza. Grazie a un sistema sanitario d’eccellenza e ad équipe mediche di altissimo livello, la regione ha visto scendere a 19 i decessi nel 2024, rompendo la tragica stabilità degli anni precedenti in cui si registravano 29 vittime all’anno. Questo calo del 34,5% nel quinquennio fa ben sperare per il futuro, specialmente oggi che la nuova alleanza scientifica promette di potenziare le armi a disposizione dei medici.
Alberto Alberti, presidente della Commissione ANMIL Amianto e Malattie Professionali ha evidenziato il valore umano del progetto parlando anche a nome di chi è stato colpito in prima persona dall’amianto. Alberti ha spiegato che il Centro rappresenta il coronamento di un vero e proprio sogno per tutti coloro che conoscono il peso quotidiano della sofferenza legata ai tumori professionali, uniti dall’obiettivo comune di lottare affinché ad altri venga risparmiato lo stesso dolore. Un sentimento di profondo orgoglio territoriale è stato espresso anche da Fernando della Ricca, presidente dell’ANMIL Friuli-Venezia Giulia, che confida in una rapida proiezione europea di una ricerca medica che fino a ieri sembrava quasi impossibile da realizzare.
La nascita del Centro di eccellenza porta la firma e l’impegno di personalità che ne hanno fortemente voluto la realizzazione, a partire dall’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi e da Carlo Bolzonello, presidente della Terza Commissione Sanità della Regione. Accanto a loro, il pilastro scientifico è rappresentato da Gustavo Baldassarre, Direttore Scientifico del CRO di Aviano, dall’oncologa Alessandra Bearz e da un’autorevole équipe di professionisti e accademici, tra i quali spiccano i professori Paolo Pinton e Mauro Tognon dell’Università di Ferrara.














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