Ripensare la città a misura di ragazze e ragazzi, l’impegno del Comune di Udine

Ripensare la città a partire dalle scuole, dai percorsi quotidiani di ragazze e ragazzi e dal bisogno delle famiglie di poter contare su strade più sicure e sostenibili. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dal Comune di Udine insieme ad ARPA FVG, con il supporto dello studio Aiforia, azienda internazionale specializzata in progetti di mobilità sostenibile per comuni ed enti italiani, che ha coinvolto tre scuole secondarie di primo grado della città: Manzoni, Valussi e Fermi. I risultati dello studio condotto presentati oggi alla presenza dell’architetto Andrea Burzacchini di Aiforia.
Il progetto mette al centro i percorsi casa-scuola, cioè quei tragitti che ogni giorno attraversano quartieri, strade, incroci e spazi pubblici della città.
L’iniziativa ha previsto una prima fase di analisi dello stato di fatto, realizzata attraverso sopralluoghi, mappature dei percorsi e questionari rivolti a studenti e famiglie. In parallelo, Aiforia ha condotto uno studio approfondito sugli spostamenti casa-scuola nelle tre scuole coinvolte, che interessano un’area molto ampia della città e diversi quartieri, con l’obiettivo di individuare criticità, potenzialità e possibili interventi per aumentare sicurezza, autonomia e sostenibilità.
“Abbiamo fatto un’indagine da cui un messaggio molto chiaro: i nostri ragazzi ci stanno chiedendo spazio, fiducia e sicurezza”, sottolinea l’assessore alla Mobilità Ivano Marchiol. “C’è un forte desiderio di muoversi in modo più autonomo nel tragitto casa-scuola. Oggi questa autonomia è una realtà solo per chi abita molto vicino all’istituto, ma sappiamo che una quota molto ampia di studenti vive entro distanze compatibili con spostamenti autonomi a piedi o in bicicletta. Il nostro obiettivo, come Amministrazione, è colmare il divario tra questo desiderio e le condizioni reali della strada, trasformando i percorsi quotidiani in spazi più sicuri. Per farlo guardiamo alle migliori esperienza d’Europa”, conclude Marchiol.
A fargli eco anche l’Assessore all’istruzione Federico Pirone: “si tratta di un progetto importante perché realizza l’idea di una città che fa esercitare i diritti ai suoi cittadini fin da giovanissimi. Questo vale per l’ascolto, la partecipazione nelle decisioni, e la concretizzazione del proprio punto di vista. Puntiamo a questo perché la scuola è il luogo più importante nella vita di un ragazzo e raggiungerlo in sicurezza è il primo passo verso l’autonomia e la crescita”.
Cosa pensano ragazze e ragazzi: autonomia desiderata, sicurezza da rafforzare
I questionari somministrati nelle scuole Fermi, Manzoni e Valussi hanno permesso di fotografare abitudini, percezioni e aspettative degli studenti e delle famiglie rispetto agli spostamenti quotidiani casa-scuola.
Dalle risposte emerge innanzitutto un dato chiaro: la maggior parte delle ragazze e dei ragazzi oggi raggiunge la scuola in autonomia. Nei tre istituti coinvolti, infatti, gli studenti che dichiarano di andare abitualmente a scuola da soli o con gli amici oscillano tra il 50% e il 66,7%, mentre la quota di chi viene accompagnato da genitori o familiari varia tra il 33,3% e il 50%.
Ancora più evidente è il desiderio di autonomia. Alla domanda “Ti piacerebbe andare a scuola da sola/o?”, la somma delle risposte “sì, molto” e “sì, abbastanza” raggiunge percentuali comprese tra circa il 66% e l’83% a seconda della scuola. Un segnale importante, che conferma come molti studenti chiedano maggiore fiducia, ma soprattutto condizioni più sicure per potersi muovere da soli.
Tra chi già si sposta in autonomia, il mezzo più utilizzato è soprattutto lo spostamento a piedi o con il trasporto pubblico. Nei tre istituti, la quota di chi va a scuola a piedi varia tra il 44,3% e il 51,9%, mentre l’utilizzo dei mezzi pubblici arriva fino al 55,7%. La bicicletta, invece, resta ancora marginale: nelle risposte raccolte si ferma al massimo all’11,1%, confermando la necessità di lavorare sulla continuità e sulla sicurezza dei percorsi ciclabili.
Il principale nodo resta la percezione della sicurezza. Ai ragazzi e alle famiglie è stato chiesto come si sentono rispetto al traffico motorizzato: in tutte e tre le scuole prevalgono le risposte legate a una sicurezza percepita come bassa o insufficiente. Le criticità più sentite riguardano la velocità dei veicoli, il rispetto degli attraversamenti pedonali e la qualità dei percorsi ciclabili e pedonali.
Dall’analisi al piano: percorsi più sicuri dai quartieri alle scuole
A partire dai dati e dalle informazioni raccolti, il quadro presentato oggi dal Comune di Udine punta a costruire una rete di collegamenti più sicuri tra i quartieri e le scuole, intervenendo sia davanti agli istituti sia lungo i principali percorsi utilizzati dagli studenti.
La strategia individuata prevede la creazione di corridoi sicuri casa-scuola, con particolare attenzione alla fascia di studenti che vive tra 1,5 e 5 chilometri dall’istituto.
Le azioni ipotizzate si concentrano su tre ambiti principali: la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali, con soluzioni ad alta visibilità e rialzi; il rafforzamento della ciclabilità e dei percorsi dedicati, attraverso corsie ciclabili, strade urbane ben segnalate e percorsi riconoscibili; la moderazione della velocità, in particolare nelle strade prossime agli istituti.
Il piano consegnato all’amministrazione dallo studio Aiforia propone inoltre interventi puntuali negli spazi immediatamente vicini agli ingressi scolastici, con l’obiettivo di ridurre le situazioni di criticità tra auto, pedoni e biciclette e restituire più spazio agli studenti. L’obiettivo finale è arrivare a proposte attuabili nel breve e medio periodo, capace di migliorare la sicurezza dei percorsi casa-scuola e, allo stesso tempo, la mobilità dei quartieri.
La mobilità sostenibile nei percorsi casa-scuola non produce benefici soltanto per chi frequenta gli istituti, ma porta meno traffico nei pressi degli istituti, meno inquinamento atmosferico e acustico, maggiore sicurezza stradale, più salute, un uso migliore dello spazio pubblico e più libertà per ragazze e ragazzi. In poche parole, una città più sicura, a partire dalla scuola.










Ciao mondo!