Cinquant’anni dal sisma in Friuli, Zini al convegno dell’OGS in Sala Ajace: “Da una ferita è nata una rete d’eccellenza al servizio della sicurezza”

Questa mattina, nella Sala Ajace di Palazzo D’Aronco, l’assessore alla Pianificazione territoriale e Protezione civile del Comune di Udine, Andrea Zini, ha portato i saluti istituzionali al convegno “1976-2026: cinquant’anni di monitoraggio e ricerche sulla sismicità del Friuli Venezia Giulia”, dedicato al mezzo secolo di studi e attività scientifica seguiti al terremoto del 1976.
Nel suo intervento di apertura della giornata di lavori, dedicata ai risultati e alle prospettive della ricerca scientifica e sismologica a 50 anni dal sisma che ha colpito il Friuli, Zini ha definito questo percorso “la testimonianza di una rinascita scientifica e civile”. Presenti ai saluti inaugurali anche il presidente dell’INGV Fabio Florindo, il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari, il delegato dell’Università di Trieste Michele Pipan, il presidente dell’OGS Nicola Casagli e l’assessore regionale Riccardo Riccardi.
L’assessore Zini ha ricordato in particolare come, a partire dal sisma del 1976, il Friuli Venezia Giulia abbia saputo trasformare il dolore in conoscenza e capacità di prevenzione. “Da una singola stazione che nel 1976 intercettò i segnali dell’Orcolat siamo passati a una rete d’avanguardia con 43 stazioni ad alta precisione, 22 stazioni GPS e oltre 400 accelerometri sul territorio. È motivo di orgoglio ricordare che il cuore pulsante di questa attività, il Centro di Ricerche Sismologiche, ha sede proprio qui a Udine”, ha sottolineato Zini.
L’assessore del Comune di Udine ha quindi evidenziato il valore concreto di questi strumenti anche per l’attività amministrativa. “Per le deleghe che ricopro, dalla Protezione civile alla Pianificazione territoriale fino all’Edilizia privata, i dati prodotti in questi anni sono vitali: sono le fondamenta su cui poggiano le nostre politiche abitative e territoriali. La microzonazione sismica e le stime di danneggiamento in tempo reale ci permettono di pianificare con maggiore efficacia la prevenzione”.
“Il ‘Modello Friuli’, nato dal terremoto, non ha portato solo alla nascita di una ricerca scientifica così diffusa sul territorio, ma anche, e soprattutto, consapevolezza e capacità di risposta all’emergenza”, ha aggiunto l’assessore, ricordando come proprio in Friuli sia nata una rete d’azione che vede protagonista la Protezione civile, chiamata a trasformare il patrimonio di dati e conoscenze in capacità operativa e risposta tempestiva. “Il monitoraggio costante, la lettura in tempo reale degli eventi e la qualità delle informazioni scientifiche”, ha spiegato, “sono strumenti essenziali per affinare i piani di emergenza, rafforzare il coordinamento tra istituzioni e rendere sempre più efficaci gli interventi sul territorio. In questa prospettiva, la prevenzione e il modello nato dal 1976 rappresentano un presidio quotidiano di sicurezza per le comunità”.
In chiusura, Zini ha ringraziato il personale dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale per il lavoro quotidiano svolto, “spesso nell’ombra, ma con un impatto immenso sulla vita di tutti noi”, ribadendo l’impegno del Comune di Udine a sostenere questo lavoro.














Ciao mondo!