Lupo: “No a provvedimenti di prelievo! Sì a prevenzione, informazione, convivenza”

In una lettera inviata alla Regione FVG il Partito Animalista Italiano (PAI), sezione regionale, torna a chiedere una linea precisa di gestione del lupo: no a provvedimenti di prelievo, sì alla prosecuzione lungo la direttrice di prevenzione, tutela degli allevamenti e coabitazione con la fauna selvatica. Prudenza è la parola d’ordine, “soprattutto alla luce dell’elevato numero di decessi per cause antropiche registrati ogni anno tra bracconaggio, incidenti stradali, avvelenamenti e uccisioni illegali”, rilevano il coordinatore regionale Fabio Rabak e la portavoce Irene Giurovich.
Il lupo – la cui presenza è naturalmente regolata dalla capacità portante degli ecosistemi e dalla territorialità dei branchi – rappresenta un elemento fondamentale degli ecosistemi naturali e la sua conservazione deve continuare a essere una priorità per una regione moderna, responsabile e attenta alla difesa della biodiversità. No, dunque, ad interventi che rischiano di compromettere l’equilibrio ecologico senza offrire reali benefici alla riduzione dei danni.
«Risulta difficile comprendere l’utilità di ulteriori abbattimenti autorizzati quando la mortalità causata direttamente o indirettamente dall’uomo incide già in maniera significativa sulla popolazione del lupo», proseguono: il lupo è una specie sociale organizzata in gruppi familiari stabili e l’abbattimento di individui dominanti può produrre effetti opposti a quelli desiderati, determinando la frammentazione dei branchi, un aumento del numero di individui giovani sul territorio e, in alcuni casi, una maggiore probabilità di predazioni sugli animali domestici e da reddito. Questi sono i criteri scientifici richiamati nella missiva in cui si mettono in luce gli effetti negativi degli eventuali prelievi.
Il Partito Animalista ricorda che la Regione FVG annovera importanti strumenti di supporto agli allevatori: risarcimento del 100% dei danni provocati dai grandi carnivori e la concessione di contributi fino al 90% dei costi sostenuti per le opere di prevenzione, oltre a ciò recinzioni elettrificate e altri sistemi di protezione degli animali da reddito concessi in comodato gratuito. “Guardiamo, conclude il PAI, alle esperienze positive e di successo degli allevatori che convivono pacificamente con il lupo: sia la nostra Regione un modello virtuoso fondato non su slogan e populismi, ma su monitoraggi e dati scientifici già ampiamente chiari e consolida













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