Presentata la 28° edizione del Far East Film Festival, le dichiarazioni della Giunta comunale

Udine si prepara ad accogliere la 28ª edizione del Far East Film Festival, tra le più prestigiose rassegne dedicate al cinema d’Oriente al mondo e appuntamento imprescindibile nel panorama culturale italiano, capace al tempo stesso di rafforzare l’identità della città come luogo di incontro, scambio e apertura verso il mondo, come sottolineato dai rappresentanti della giunta comunale di Udine, intervenuti durante la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2026.
Il vicesindaco con delega al Turismo, Alessandro Venanzi, ha infatti evidenziato il valore ormai identitario della manifestazione per la città di Udine. Dopo i ringraziamenti agli organizzatori Thomas Bertacche e Sabrina Baraccetti, ha detto che “il Far East Film è un interprete delle diversità culturali e strumento di dialogo tra mondi lontani. Udine, grazie al festival, si dimostra ancora una città capace di raccontare storie che arrivano da ogni parte del mondo. Il FEFF è ormai parte integrante dell’identità di Udine. La valorizzazione della diversità culturale è, del resto, il punto di forza di una comunità, come quella udinese, che fa della cultura internazionale una colonna portante dal punto di vista sociale, ma anche un’occasione per portare il mondo a Udine e mostrarsi. I numeri da record della scorsa edizione parlano da soli: 65 mila presenze, 3 mila ospiti internazionali e migliaia tra giornalisti, esperti e appassionati hanno scoperto l’Oriente attraverso la nostra città. Numeri che non solo testimoniano la crescita di una grande iniziativa culturale, ma rafforzano anche il suo legame profondo con la nostra città”.
Durante la presentazione è intervenuto anche l’assessore alla Cultura Federico Pirone, che, dopo aver ribadito i ringraziamenti da parte dell’amministrazione comunale agli ideatori del FEFF, ha evidenziato il significato più moderno del festival: “Il Far East Film Festival è la punta di un lavoro cinematografico che in questo territorio ha raggiunto livelli molto significativi tra distribuzione, produzione, formazione, ricerca. Il festival è a sua volta il frutto di questo percorso straordinario, sostenuto anche da un forte impegno istituzionale che crea le condizioni per un successo che si rinnova ogni anno. Il FEFF rappresenta anche una grande opportunità culturale, aiutandoci a superare ogni atteggiamento di presunta superiorità verso il resto del mondo. A conoscere e comprendere espressioni diverse e lontane dalla nostra come quelle dell’estremo oriente. Non siamo mai stati superiori, non lo siamo oggi e non lo saremo in futuro. Il festival, in questo è una contaminazione positiva, perfettamente in linea con l’identità di questo territorio in cui convivono incroci secolari. In un mondo interconnesso e globalizzato, il FEFF rappresenta un’idea di città necessaria per il nostro tempo: aperta, dialogante e consapevole del proprio ruolo internazionale”.














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