ACUFENE: CRESCONO GLI INTENTI SUICIDARI

L’associazione Italiana Tinnitus, con sede a Udine, è prossima a convocare per l’assemblea annuale i propri associati, ad oggi 1350 da tutta Italia, a cui verrà illustrato anche una nuova attività che, in solo anno, il 2025, ha riscontrato adesioni oltre le aspettative. E’ stato, infatti, costituito un gruppo di ascolto che, con l’assistenza di uno psicologo, ha potuto seguire diversi associati affetti dal disturbo dell’acufene. L’iniziativa, del tutto gratuita, si è svolta in video chiamate e ha visto la partecipazione di persone provenienti da diverse regioni d’Italia. “Si tratta di un’attività importante – sottolinea il presidente dell’Associazione, Fabio Bergo – per la quale abbiamo avuto un riscontro molto positivo da parte di chi ha partecipato, al punto che qualcuno sta richiedendo di ripetere l’esperienza”. Un primo gruppo di 10 persone ha partecipato a quest’iniziativa, gratuita per gli associati, con 2 incontri al mese per 6 mesi. Ed è già in partenza un secondo gruppo, visti i risultati più che positivi. Bergo sostiene la validità di questa esperienza soprattutto per chi, come è già capitato, ha intenti suicidari a causa della situazione catastrofica dell’acufene: “Nel gruppo queste persone possono trovare compagni di viaggio con cui condividere la loro situazione e che le aiutano a sopportare il loro disagio esistenziale”. Un disagio che tocca oltre 100mila persone solamente in Friuli Venezia Giulia, di cui poco si parla, ma che può avere effetti devastanti per chi ne è affetto. Sentire costantemente un fischio, un ronzio, un fruscio nell’orecchio non è facile da gestire e, a livello nazionale, ma anche in regione, ha portato a casi di suicidio.
E’ difficile diagnosticarne la gravità: le persone che ci devono convivere tutti i giorni hanno notevoli difficoltà a reperire informazioni per sapere a chi rivolgersi. Non è una malattia che fa “rumore” a livello sociale e l’Associazione A.I.T. Tinnitus riceve continue e costanti richieste da parte di coloro che si ritrovano a combattere quotidianamente con l’acufene senza sapere più cosa fare.
“Vogliamo essere sempre più presenti sul territorio, cercando di fare informazione e di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema – aggiunge Bergo – per questo cercheremo di essere ancor più incisivi. Le persone affette da questo disagio devono sapere che non sono sole, per questo abbiamo creato un gruppo di ascolto supportato dalla presenza di uno psicologo. Il nostro obiettivo – conclude – è far sapere alle persone affette da acufene che non sono sole e che assieme si può alleviare il disturbo”.












Ciao mondo!