Cisilino (ARLeF) risponde a Bullian: «Un progetto in trasparenza e rigore, rispettando tutte le diversità»

«Trovo che la polemica sollevata dal consigliere regionale del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, Enrico Bullian, non sia condivisibile perchè la scelta di utilizzare proprio quella mappa, nell’ambito di un progetto pluriennale ampiamente voluto e condiviso, non è certo frutto di una libera interpretazione dell’ARLeF ma di valutazioni collegiali approfondite», ha spiegato Eros Cisilino, presidente dell’Agenzia regionale per la lingua friulana.
Per fare chiarezza dopo quando dichiaro da Bullian, l’Agenzia ha infatti diffuso un’immagine che pone, una accanto all’altra, con didascalie ben identificabili, due diverse mappe del Friuli. Come lo stesso Cisilino ha chiarito: «La mappa a sinistra, al momento sotto osservazione, è stata realizzata sulla base della definizione storico-geografica fornita da una fonte autorevole qual è la Treccani. A destra – ha proseguito il presidente – è raffigurata la cartina che traccia i confini dell’area cosiddetta friulanofona. Come è facilmente apprezzabile, le due non coincidono perfettamente».
Approfondendo ulteriormente l’argomento, il presidente dell’ARLeF ha ricordato ancora, citando la celebre e centenaria enciclopedia enciclopedia, che «il Friuli è descritto come il territorio che va dal fiume Livenza al Timavo. Un territorio (storico) in cui c’è chi parla italiano, friulano, sloveno, tedesco o veneto, bisiaco compreso. Detto ciò – ha rimarcato ancora Cisilino – c’è da dire che fra i Comuni di lingua friulana, c’è anche Monfalcone e pure Sagrado, che si trovano in Bisiacaria, ma chiesero specificamente di entrare in quella delimitazione in occasione della stesura della Legge 482 del 1999, anticipata dalla Legge regionale 15 del 1996. Non è pertanto un caso se anche dalla Bisiacaria arrivano domande per aderire alle celebrazioni annuali della Patria del Friuli, proprio perchè il Friuli non si limita all’area friulanofona ma a quella più ampia definita da criteri storici. Credo pertanto – ha chiuso – che ARLeF nel realizzare le mappe di Anìn abbia agito con trasparenza e rigore, rispettando senza dubbio alcuno tutte le diversità che, come ricorda la norma, hanno pari dignità e non si escludono a vicenda».












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