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Firmato oggi a Staranzano il Documento di Intenti per il Contratto di Fiume dell’Isonzo

By Maira Trevisan
20 Ottobre 2025
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L’inizio di un percorso importante e continuativo è stato siglato oggi a Staranzano, con la firma del Documento di Intenti del Contratto di Fiume dell’Isonzo.
Efficace modello di governance partecipata per lo sviluppo locale, il Contratto di Fiume riveste, in Friuli Venezia Giulia, un ruolo assolutamente strategico per la tutela, la corretta gestione e la valorizzazione dei bacini fluviali della Regione. Crescono, infatti, di numero i Contratti di Fiume regionali, già sottoscritti e in attivazione.
L’obiettivo è promuovere una gestione sostenibile del fiume e delle sue risorse, rafforzando la cooperazione tra enti, comunità locali e portatori d’interesse, nel pieno rispetto degli strumenti di pianificazione e delle direttive europee in materia ambientale.

Il Comune di Staranzano, attraverso il suo Assessorato all’Ambiente, si è fatto promotore del Contratto di Fiume dell’Isonzo, e ha chiamato oggi nella sua sede tutti i soggetti con i quali questo percorso è iniziato, per siglare il Documento di Intenti che dà il via al processo d’avvio del Contratto di Fiume per la parte italiana: un patto di responsabilità collettiva tra istituzioni, cittadini e territorio, per garantire un futuro sostenibile a uno dei corsi d’acqua più simbolici del Friuli Venezia Giulia.

L’Amministrazione Comunale di Staranzano ha salutato i presenti con molta emozione, attraverso le parole del  Sindaco Marco Fragiacomo che ha sottolineato l’importanza che questo patto parta dal paese che ospita la foce del fiume, anche sede di una delle più importanti Riserve Naturali della Regione, e quanto sia stato importante trovare il favore così immediato e spontaneo dei tanti comuni, enti, associazioni che si sono allineati nell’intento comune di cominciare insieme un percorso così complesso e insieme profondamente necessario, già volto a una prospettiva transfrontaliera, per la caratterizzazione storico-geografica tanto speciale del fiume Isonzo.

L’Assessore Fabio Scoccimarro ha commentato l’iniziativa con grande favore, adducendo alla metafora del fidanzamento; un passo iniziale, dunque, che guarda a un futuro in grande, un “matrimonio di successo”, auspicando a sua volta di allargare la pertinenza del contratto del fiume “sacro” alla patria, e insieme luogo di grande vita, anche alla parte slovena del bacino idrografico: per questo processo le basi sono già avviate, grazie a un obiettivo specifico di governance che la Regione Friuli Venezia Giulia ha voluto inserire nell’accordo, che attiva l’interlocuzione con il Ministero degli Affari Esteri: presente anche la Senatrice Francesca Tubetti, sensibile testimone dei rapporti con il Ministero.

A seguire la dott.ssa Marina Colaizzi ha specificato la ferma volontà del Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali di agevolare e supportare questo Contratto, che coinvolge non solo parti politiche ma anche e soprattutto tecnici, comunità, cittadini che soltanto lavorando con uno scopo comune possono farsi garanti della forza di questo patto: le basi fin qui poste sono già molto fiorenti e la consapevolezza di tutte le parti che vivono il fiume – dice Colaizzi – deve divenire sempre più un fatto culturalmente condiviso e fatto proprio da tutta i livelli della comunità.

Dopo gli interventi esplicativi di  di Matteo Bisaglia (Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali), di Marco Lipizer (Servizio Difesa del Suolo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia) e di Marco Abordi (project manager del Contratto di Fiume dell’Isonzo), si è passati alla firma e si sono avvicendati  – dopo la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Autorità di Bacino distrettuale Alpi Orientali, il Comune di Staranzano anche i Comuni di Farra D’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Fogliano Redipuglia, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Grado, Mariano del Friuli, Ronchi dei Legionari, Ruda, Sagrado, San Canzian d’Isonzo, San Pier d’Isonzo, Savogna d’Isonzo, Turriaco, Villesse; l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Gorizia, l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Gorizia, Irisacqua Srl, Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia, Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana, Circolo Legambiente “Ignazio Zanutto”, Legambiente Gorizia Aps, Associazione Ambientalista Eugenio Rosmann, Associazione Lacus Timavi, Associazione Punta Barene, Associazione per la Conservazione della Natura Co.Na.

Sono intervenuti – a latere dei relatori – il prof. Francesco Visintin, titolare dei corsi di Geografia degli spazi dell’uomo, Geografie dell’Europa centro orientale e Geografia Umana dell’Università di Udine e la Presidente del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana, Rosanna Clocchiatti.

Così Roberta Russi, Assessore all’Ambiente del Comune di Staranzano, commenta il nuovo percorso: “Le comunità situate sull’asta del fiume si stringono attorno al corpo idrico e ne condividono le sorti, affrontando insieme questioni quali la creazione di nuove aree protette, la tutela della qualità delle acque, l’annosa e problematica regolamentazione delle portate. Oltre a interagire con i Comuni italiani, l’Amministrazione di Staranzano, fin dalla prima edizione del Festival dell’Acqua nel 2023, ha iniziato ad approfondire queste tematiche con i Comuni oltre confine, dalla fonte alla foce del fiume, al fine di iniziare un lavoro costruttivo e condiviso. Questo l’obiettivo che accomuna tutti gli stakeholders finora coinvolti: strutturare una rete di intenti dal basso che faccia sentire una voce unisona a tutti i livelli, per tutelare al meglio l’intero bacino idrografico. Per una gestione più sostenibile dell’acqua, fonte di vita”.

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