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50 ANNI DAL TERREMOTO DEL FRIULI: “LA MEMORIA CHE PROTEGGE”, A PORDENONE UN PERCORSO TRA MEMORIA, PREVENZIONE E SICUREZZA

By Maira Trevisan
31 Agosto 2026
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Pordenone, 31 agosto 2026 – Ricordare il passato, esercitare il presente, mettere in sicurezza il futuro. A cinquant’anni dal Terremoto del Friuli del 1976, Pordenone dedica il mese di settembre a un percorso che unisce memoria, cultura della prevenzione e preparazione alle emergenze.

“La Memoria che Protegge” è il titolo del programma di iniziative che, dall’11 al 27 settembre, accompagnerà la città attraverso incontri di approfondimento, prove di evacuazione e attività dimostrative, fino all’esercitazione sismica “Orcolat”, in programma dal 25 al 27 settembre.

Il programma è stato presentato oggi dal sindaco di Pordenone Alessandro Basso, dall’assessore comunale Mattia Tirelli e dall’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità, delegato alla Protezione civile, Riccardo Riccardi.

«Cinquant’anni fa il terremoto ha segnato profondamente la storia del Friuli e delle nostre comunità, ma da quella tragedia è nata anche una straordinaria capacità di reagire, ricostruire e guardare avanti – sottolinea il sindaco Alessandro Basso –. Oggi abbiamo la responsabilità di custodire quella memoria e di trasmetterla soprattutto alle nuove generazioni, insieme agli insegnamenti che ci ha lasciato. Questo programma tiene insieme la nostra storia e il futuro: ricordare significa conoscere ciò che il nostro territorio ha vissuto, ma anche trasformare quell’esperienza in consapevolezza, prevenzione e preparazione. È così che una comunità diventa più forte: facendo memoria, imparando dal passato e costruendo insieme gli strumenti per affrontare con responsabilità ciò che potrebbe accadere domani».

Il cinquantesimo anniversario diventa così non soltanto un momento di ricordo, ma un’occasione per mettere in relazione la memoria del 1976 con la cultura della prevenzione di oggi. Una scelta che troverà la sua espressione più concreta nell’esercitazione sismica “Orcolat” e nelle attività previste dal 25 al 27 settembre.

Il Comune di Pordenone assumerà direttamente il coordinamento organizzativo dell’esercitazione, lavorando in collaborazione con la Protezione civile regionale, i Vigili del Fuoco e la Croce Rossa, insieme agli altri soggetti coinvolti. L’obiettivo sarà attivare e verificare sul campo le procedure previste in caso di emergenza sismica e il coordinamento tra le diverse componenti chiamate a intervenire.

«Il cinquantesimo anniversario – sottolinea l’assessore alla Protezione Civile Mattia Tirelli – deve essere certamente un momento di memoria e approfondimento, ma abbiamo voluto che avesse anche una dimensione molto concreta. Per questo, accanto agli incontri e alle attività aperte alla cittadinanza, ci sarà una vera esercitazione sismica, nella quale verranno attivate e verificate le procedure previste in caso di emergenza. Come Comune abbiamo assunto direttamente il coordinamento organizzativo di questa parte del programma, lavorando con la Protezione civile regionale, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa e tutti i soggetti coinvolti. È un lavoro importante perché un piano di emergenza è realmente efficace quando procedure, ruoli e coordinamento vengono messi alla prova sul campo. È questo il senso di “Orcolat”: partire dalla memoria di ciò che è accaduto cinquant’anni fa per essere oggi una comunità più preparata e consapevole».

«Un’esercitazione si misura da quante persone riesce a coinvolgere davvero — sottolinea il coordinatore comunale della Protezione civile, l’ingegner Fabio Braccini —. Per questo abbiamo scelto il centro della città e attività che si provano in prima persona: orientarsi dentro una tenda fumo, capire come ci si muove quando una disabilità, permanente o temporanea, cambia ogni gesto, conoscere da vicino specialità che spesso restano dietro le quinte, dai droni alle unità cinofile fino alla tutela dei beni culturali. Saranno impegnati almeno duecento volontari e abbiamo coinvolto tutti i gruppi del Pordenonese, una cinquantina, perché un coordinatore da solo non fa nulla senza la squadra che ha accanto. Molte delle attività che metteremo in campo sono state pensate per essere replicabili anche negli altri Comuni: è così che la preparazione di una città diventa un patrimonio dell’intero territorio».

Alla presentazione ha portato il proprio contributo anche l’assessore regionale Riccardo Riccardi, che ha collocato il programma pordenonese all’interno del calendario regionale per il cinquantesimo anniversario, richiamando i due ambiti su cui Pordenone porta un elemento di novità: la gestione delle disabilità in emergenza e la tutela del patrimonio artistico colpito dalle calamità, terreno sul quale il Friuli Venezia Giulia ha costruito negli anni una competenza riconosciuta.

«È giusto e importante che il Pordenonese si renda protagonista del ricordo del terremoto del 1976 — ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi —. Questo territorio non ha subito l’impatto diretto delle zone epicentrali, ma è stato parte di quella straordinaria storia di rinascita, di capacità di reazione e di strutturazione tecnica proseguita nel tempo, fatta di competenze, procedure e sinergie collaudate. Il programma presentato oggi introduce due elementi di approfondimento innovativi: l’attenzione alle disabilità in emergenza, aspetto culturalmente e materialmente fondamentale, e la tutela dei beni culturali, un ambito in cui il Friuli ha fatto scuola. È la dimostrazione di come il nostro sistema evolva, cresca e si arricchisca, ampliando i propri interventi per perseguire la sua missione principale: assistere chi è colpito nei momenti di difficoltà».

Alla presentazione ha preso parte anche il viceprefetto vicario Andrea Celsi, che ha portato il saluto e l’apprezzamento del prefetto per il programma: «Protezione civile significa conoscere i rischi, pianificare, informare, formare ed esercitarsi — ha sottolineato il viceprefetto vicario Andrea Celsi —. Significa verificare in anticipo procedure e capacità di coordinamento e diffondere tra i cittadini, a partire dai più giovani, una vera cultura della prevenzione. A cinquant’anni dal terremoto, il modo migliore per custodire quella memoria è farne una responsabilità verso il futuro».

DALLA MEMORIA ALLA PREVENZIONE

Il percorso prenderà il via venerdì 11 settembre alle ore 20.30 alla Sala Degan di Piazza XX Settembre con “Istituzioni e Cultura”, un incontro dedicato ai protocolli di sicurezza per il patrimonio artistico e al ruolo dei volontari della Protezione civile nel recupero delle opere d’arte in caso di calamità naturali.

La conferenza approfondirà il ruolo della Soprintendenza nella tutela dei beni culturali in situazioni di calamità, con un focus sui progetti cantiere realizzati con la Scuola di Restauro di Villa Manin e sul nascente centro “Recovery Art” di Palmanova.

Lunedì 14 settembre, alle ore 20.30 sempre alla Sala Degan, l’attenzione si sposterà sulla “Sicurezza inclusiva – La gestione della disabilità in emergenza”. La conferenza istituzionale, con la partecipazione di esperti del settore, proporrà un approfondimento tecnico e normativo incentrato sulle barriere architettoniche e sensoriali durante un’evacuazione e sulla gestione delle criticità.

“ORCOLAT”: TRE GIORNI DEDICATI ALLA RISPOSTA ALL’EMERGENZA

La parte operativa del programma inizierà venerdì 25 settembre. Alle ore 9.45 sono previste prove di evacuazione in emergenza sismica nelle scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale, con la scuola primaria A. Gabelli di Pordenone individuata come plesso scolastico di riferimento.

L’attività consentirà di portare la cultura della prevenzione direttamente nelle scuole, coinvolgendo bambini e ragazzi in un momento dedicato alla conoscenza dei comportamenti da adottare in caso di emergenza.

Sabato 26 settembre, alle ore 9.00 in Piazza XX Settembre, si terrà la cerimonia dell’alzabandiera, alla quale la cittadinanza è invitata a partecipare.

Dalle ore 9.00 e per tutta la giornata, il centro cittadino ospiterà quindi “Arte e Soccorso – Tecniche di messa in sicurezza nei presidi cittadini”. Attraverso attività dimostrative svolte insieme ai volontari della Protezione civile saranno illustrate le manovre di salvaguardia delle persone e le tecniche di recupero e tutela delle opere d’arte colpite da eventi emergenziali.

Le attività proseguiranno domenica 27 settembre, dalle ore 9.00 alle 13.00, ancora nel centro cittadino, con una nuova sessione di “Arte e Soccorso”. Le dimostrazioni permetteranno ai cittadini di conoscere da vicino l’attività svolta dai volontari della Protezione civile, con un focus sulla salvaguardia delle persone e sulle tecniche di recupero e tutela delle opere d’arte coinvolte in situazioni di emergenza.

Con “La Memoria che Protegge”, Pordenone sceglie quindi di vivere il cinquantesimo anniversario del Terremoto del Friuli attraverso un percorso che parte dalla storia e arriva alla preparazione concreta della comunità. Memoria e prevenzione diventano così parti dello stesso impegno: conoscere ciò che è accaduto, essere preparati nel presente e costruire una città sempre più consapevole e sicura per il futuro.

 

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