“Sagra de le Raze”: inviata una diffida-segnalazione a Comune, AGCM, IAP, AGIA per la comunicazione promozionale della manifestazione

Comunicazione poco etica e non rispettosa né degli animali né dei destinatari: su questi e altri punti da indagare il Partito Animalista Italiano (PAI) del Friuli Venezia Giulia e Animal Pride Defending Association aps hanno inviato ieri una diffida-segnalazione congiunta al Comune di Staranzano, agli organizzatori della “Sagra de le Raze 2026”, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, ad AGIA (Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza) ed altri enti, chiedendo una valutazione del materiale promozionale della manifestazione in programma a Staranzano da oggi, 28 agosto, al 7 settembre.
Al centro della segnalazione formale ci sono le locandine e i contenuti social che pubblicizzano la sagra, rende noto la giornalista e attivista Irene Giurovich, portavoce regionale del Partito Animalista, che firma la lettera assieme al coordinatore regionale Fabio e Rabak e a Patrizia Munarin presidente Animal Pride Defending Association: “illustrazioni in cui gli animali protagonisti dell’evento – è scritto nella missiva – vengono raffigurati come personaggi spensierati e antropomorfi, che cantano al microfono, suonano, ballano, fanno il DJ e brindano con boccali di birra, fino a salire su un palco per ricevere un premio (“La Raza d’Argento”)”. Le stesse immagini promuovono però una manifestazione “il cui fine dichiarato è il consumo gastronomico della carne di quegli stessi animali, come reso esplicito dallo slogan che accompagna una delle locandine (‘Life feels better when magnemo i gnochi de raza’)”.
Animali uccisi ma felici?
“Fermo restando la nostra contrarietà intrinseca a sacrificare animali destinati al consumo umano – spiegano – chiediamo se non altro coerenza ed eticità nella comunicazione. Rappresentare come felice, vivo e festante un animale che verrà poi servito nel piatto è un messaggio ambiguo, che rischia di banalizzare la dura realtà della macellazione, oltre ad ingenerare confusione sostanziale nel pubblico dei più piccoli che vengono spesso portati in fattorie didattiche proprio per osservare e interagire con anatre vive”. Una sovrapposizione che, secondo i firmatari, può generare confusione in un pubblico particolarmente vulnerabile come quello dei minori, chiamato ad associare l’immagine di animali vivi e gioiosi al loro consumo alimentare. Lo stesso vale per i laboratori creativi ideati per i più piccoli.
Riferimenti normativi richiamati
La lettera, inviata anche agli sponsor e alla Bcc Venezia Giulia, chiede alle autorità competenti di valutare la conformità del materiale promozionale, anche diffuso via social media, rispetto ad alcuni articoli, fra cui l’articolo 11 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale (IAP), che impone particolare cautela nei messaggi rivolti o comunque raggiungibili da bambini e adolescenti; l’articolo 20, comma 3, del Codice del Consumo, che tutela i gruppi di consumatori vulnerabili “a motivo della loro età o ingenuità”, il Regolamento IAP sulla comunicazione commerciale di alimenti e bevande a tutela dei bambini e altri passaggi.
Le richieste
I firmatari chiedono al Comune e al comitato organizzatore di rivedere, dalle prossime edizioni, l’impostazione comunicativa della sagra; alle autorità di settore (AGCM, IAP, Co.Re.Com. FVG e AGIA) di valutare la conformità normativa del materiale diffuso; e agli sponsor dell’evento di riconsiderare il proprio sostegno in assenza di una revisione complessiva della campagna.














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