REGOLE PER FARE IMPRESA CONSERVANDO SALUTE MENTALE ED EQUILIBRIO

CODROIPO. Imparare a perdonarsi gli errori, coltivare un dialogo interiore più gentile con se stessi, connettersi con i propri desideri senza soffocarli, riconoscere le emozioni e prendersi cura degli altri senza dimenticare le proprie energie.
Sono le “cinque regole” per fare impresa senza smarrire se stessi emerse durante l’incontro «Fare impresa senza smarrirsi» promosso dal Movimento Giovani di Confartigianato Udine, guidato da Marco Battistutta, nella cornice del Museo Civico delle Carrozze d’Epoca di San Martino di Codroipo, con la partecipazione di oltre un centinaio di persone.
L’evento è stato realizzato da Confartigianato Udine — presente con il vicepresidente Giusto Maurig — con il patrocinio del Comune di Codroipo, rappresentato dall’assessore alle Attività produttive Giorgio Turcati, e il sostegno della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, del Cata Artigianato Fvg e di Banca 360 Fvg.
«Per chi apre un’azienda o è ai primi anni d’attività, saper mantenere un corretto equilibrio mentale e il proprio benessere è una delle sfide più impegnative – ha premesso il presidente dei giovani artigiani, Battistutta –. Ho sperimentato personalmente quanto sia importante avere strumenti e supporti che permettano di non perdersi. Ne guadagnano il rapporto con i collaboratori e la stessa attività, perché si diventa più focalizzati e produttivi».
Al centro del confronto, moderato dagli esperti della rete Unobravo, la piattaforma nata sette anni fa per la consulenza psicologica online e da tre anni in rapporto anche con le aziende, la gestione dello stress. Lo psicoterapeuta Federico Cuddretto ha chiarito come lo stress sia una «risposta strategica di adattamento dell’organismo» e quindi una condizione non da eliminare, ma da gestire. Occorre infatti distinguere lo “stress positivo”, il dispendio d’energie finalizzato a uno scopo gratificante, dallo “stress negativo”, accumulato a lungo in contesti sfavorevoli. Ma come rapportarsi con questa condizione?
«Non c’è un’equazione valida per tutti – ha spiegato Cuddretto –. Per tutti, però, vale la regola di rimettere sé stessi al centro e ripartire da ciò che fa stare bene e dalle proprie priorità, senza usare gli altri come specchio. È fondamentale attingere alle proprie risorse interne e alle relazioni e, se non basta, rivolgersi a un professionista: chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di consapevolezza».
A confermare la rilevanza del tema è stato anche il vicepresidente di Unobravo, Francesco Foffa: «Sta crescendo il numero di imprese che investono sul benessere mentale dei propri collaboratori, consapevoli che non si tratta di una spesa ma di un investimento. In Italia – ha ricordato – sono circa 16 milioni le persone che riportano problemi legati ad ansia e depressione, con un impatto forte anche sulle strutture sanitarie».
Temi ripresi dal vicepresidente di Confartigianato Udine, Maurig, che ha richiamato «le sfide a cui sono sottoposti gli imprenditori, ad esempio nella ricerca e nella valorizzazione dei collaboratori, nella ricerca di un equilibrio tra vita lavorativa e vita familiare, sotto la pressione delle incombenze burocratiche e delle trasformazioni in atto nello scenario competitivo».














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