SERVIZI SOCIALI, PRESENTATI I RISULTATI DEL PROGETTO LEAN: INNOVAZIONE E DIGITALIZZAZIONE PER RAFFORZARE I SERVIZI ALLA CITTADINANZA

Pordenone, 28 luglio 2026 – Ripensare l’organizzazione dei Servizi Sociali per dedicare più tempo alle persone, semplificare il lavoro e preparare la successiva digitalizzazione dei servizi. È questo l’obiettivo del progetto Lean applicato ai Servizi Sociali del Comune di Pordenone e dell’Ambito Territoriale Noncello, realizzato in collaborazione con LEF – Lean Experience Factory e Polo Tecnologico Alto Adriatico, i cui risultati sono stati presentati questa mattina nella Sala Missinato del Municipio.
Il percorso, avviato nell’ambito delle politiche di innovazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione, ha avuto l’obiettivo di ripensare e semplificare l’organizzazione dei Servizi Sociali, creando le condizioni per introdurre in modo efficace nuove piattaforme digitali e strumenti informatici, migliorando al tempo stesso l’organizzazione interna e la qualità dei servizi offerti alla cittadinanza.
Negli ultimi anni i Servizi Sociali sono infatti chiamati a rispondere a bisogni sempre più complessi e a una domanda in costante crescita. Tra i dati illustrati nel corso della conferenza stampa spicca l’aumento del 43% degli utenti seguiti attraverso il servizio di assistenza domiciliare, uno degli indicatori più significativi dell’evoluzione dei bisogni della comunità. In questo contesto, innovare l’organizzazione significa rafforzare la capacità dei servizi di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze della cittadinanza.
«Per il Servizio Sociale – dichiara l’assessora alle Politiche Sociali Guglielmina Cucci – si tratta di un percorso strategico con l’obiettivo di rendere l’organizzazione sempre più efficace, chiara e orientata ai bisogni della comunità. Con questo progetto l’Amministrazione conferma la volontà di investire in un modello di Servizi Sociali moderno, orientato alla qualità e capace di mettere al centro sia il lavoro degli operatori sia la cittadinanza, attraverso un’azione di innovazione generata da un processo che nasce dal territorio e dalle sue esigenze. Il modello sviluppato è solido, trasferibile e rappresenta un investimento sulla capacità dell’Ambito del Noncello di affrontare le trasformazioni del presente e del futuro con strumenti adeguati e con una visione di lungo periodo. Innovare i processi significa infatti rafforzare i servizi e generare valore pubblico».
«Innovare – aggiunge l’assessore all’Innovazione e Digitalizzazione Mattia Tirelli – significa innanzitutto rendere la macchina amministrativa più efficiente, semplificando e digitalizzando i processi. L’applicazione del modello Lean ai Servizi Sociali rappresenta un altro risultato concreto del percorso che stiamo portando avanti come Amministrazione e conferma quanto sia importante lavorare in sinergia tra assessorati, uffici comunali e partner qualificati come LEF e Polo Tecnologico Alto Adriatico. È un metodo che intendiamo estendere progressivamente anche ad altri ambiti dell’ente, continuando parallelamente a investire nella formazione del personale sulle nuove tecnologie e sull’intelligenza artificiale. L’innovazione non riguarda solo gli strumenti informatici, ma il modo stesso in cui organizziamo il lavoro per offrire servizi sempre più efficaci alla cittadinanza. La sfida di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 passa anche da qui: da una pubblica amministrazione capace di evolversi, innovare e rispondere con maggiore efficacia ai bisogni della comunità. È questa la direzione nella quale continueremo a lavorare».
Il progetto non ha riguardato soltanto l’introduzione di nuovi strumenti digitali, ma è partito da un’approfondita revisione dell’organizzazione, coinvolgendo direttamente operatori e operatrici dei Servizi Sociali. L’obiettivo è stato individuare e semplificare tutte quelle attività che non generavano valore aggiunto per l’utente, riducendo il peso degli adempimenti amministrativi e liberando tempo da dedicare alla presa in carico delle persone e alla relazione con gli utenti.
«Con questo progetto abbiamo portato nei Servizi Sociali del Comune di Pordenone lo stesso metodo che in LEF applichiamo ogni giorno con le imprese: leggere i processi per quello che sono, semplificarli, standardizzarli e solo a quel punto tradurli in tecnologia» dichiara Marco Olivotto, direttore generale di LEF. «Il nostro ruolo non è stato supportare l’evoluzione di un software, ma rendere esplicite, insieme a chi ci lavora, le regole operative del sistema. Il risultato non è fare più pratiche con meno cura, ma liberare tempo qualificato dagli sprechi, dalle duplicazioni e dalla carta, per restituirlo alla relazione con le persone. È così che si recupera capacità operativa in un sistema nel quale la domanda cresce più rapidamente delle risorse: parliamo di un potenziale compreso tra il 30% e il 50%, da conquistare passo dopo passo».
Il progetto è stato sviluppato attraverso un percorso graduale di revisione dei processi, finalizzato ad accompagnare la digitalizzazione dei Servizi Sociali e la piena valorizzazione delle nuove piattaforme gestionali in fase di introduzione.
La prima fase ha riguardato la mappatura delle attività, l’individuazione delle criticità organizzative e dei passaggi che generano complessità, affiancata da un percorso partecipativo di formazione e coinvolgimento del personale. L’obiettivo è stato creare un linguaggio comune e condividere competenze utili a leggere, analizzare e migliorare i processi.
Successivamente è stata condotta un’approfondita analisi dell’organizzazione esistente, che ha consentito di individuare punti di forza, aree di miglioramento e opportunità di semplificazione, costruendo così le basi per un modello organizzativo più lineare e funzionale all’introduzione delle nuove tecnologie digitali.
L’attività è partita dalle aree maggiormente interessate dalla crescita della domanda, come l’assistenza domiciliare rivolta principalmente agli anziani e la disabilità, per poi estendersi progressivamente al Fondo per l’Autonomia Possibile, all’assistenza economica e alle integrazioni delle rette nei casi di inserimento in strutture.
Partendo dal punto di vista dell’utente, il progetto ha ripercorso l’intero iter delle prestazioni, dalla presentazione della domanda fino alla loro erogazione, eliminando le attività prive di valore aggiunto e definendo un modello organizzativo destinato a supportare l’introduzione del nuovo sistema gestionale. Questo approccio consentirà anche di limitare le personalizzazioni software, con benefici in termini di sostenibilità, flessibilità e gestione futura del sistema.
L’obiettivo è coinvolgere nel tempo tutti i principali processi dei Servizi Sociali dell’Ambito Territoriale Noncello, favorendo una maggiore coerenza organizzativa, la semplificazione dei passaggi e una gestione più fluida delle attività.
È già partita anche la seconda fase del progetto, dedicata alla digitalizzazione delle attività. In queste settimane sono in corso i test e i collaudi dei primi due percorsi pilota, dedicati all’assistenza domiciliare e agli interventi nell’ambito della disabilità, con l’obiettivo di concludere entro il 31 agosto la fase relativa ai primi due ambiti di sperimentazione. Successivamente il modello sarà progressivamente esteso anche agli altri servizi già analizzati.
Il progetto è stato inoltre candidato al Premio NuovaPA FVG 2026, Asse 2 – Servizi agli utenti e digitalizzazione. La candidatura valorizza quattro elementi: l’approccio partecipativo, che vede gli operatori protagonisti e non semplici destinatari del cambiamento; la solidità metodologica, con l’adattamento del modello Lean alla pubblica amministrazione sociale e l’impiego di misurazioni quantitative; la trasferibilità del modello; l’integrazione tra semplificazione organizzativa e trasformazione digitale responsabile.
L’esperienza sviluppata nei Servizi Sociali rappresenta inoltre un modello destinato a essere progressivamente esteso ad altri settori dell’Amministrazione comunale e potenzialmente replicabile anche in altre realtà pubbliche, con l’obiettivo di consolidare un percorso di innovazione organizzativa orientato alla qualità dei servizi e al valore pubblico.














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