Caccia, oltre 180 mila firme raccolte dalla Fondazione Capellino contro il DDL
“Niente giustifica la caccia”, questo il motto che accompagna la mobilitazione avviata dalla Fondazione Capellino, e sostenuta anche dal Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia, per fermare il DDL caccia, meglio noto come ‘sparatutto’, in discussione al Senato. Per guardare il video che da una settimana viene trasmesso su La7 e sta trainando il movimento di dissenso sempre più massiccio, questo il link https://fondazionecapellino.org/it/recommunity/stop-legge-caccia#campaign-actions-216226874659 dove si può aderire alla campagna per dire no a questo progetto di legge, una campagna che ha già superato le 180 mila sottoscrizioni e che ha visto oltre 180 mila mail inviate ai 28 deputati della Commissione Agricoltura e alle principali testate in modo che parlino del movimento contrario al disegno di legge.
Fondazione Capellino evidenzia, nella sua comunicazione istituzionale, dei dati inequivocabili risultato di sondaggi statistici: il 94 per cento dei cittadini italiani ritiene che la caccia vada abolita e/o ridotta (Istituto Piepoli, 2025), l’85 per cento dei cittadini non si sente sicuro a frequentare boschi e sentieri durante la stagione venatoria (Ipsos, 2025). Sono 400 mila le firme consegnate in Senato a febbraio per dire stop allo sparatutto. Alla luce di questi dati, se passasse il progetto di legge, si tratterebbe – dichiara la giornalista Irene Giurovich, portavoce regionale del Partito Animalista del FVG – di un’azione contro i cittadini italiani. “Le conseguenze – sottolinea la Fondazione – ricadranno su tutti: sulla fauna selvatica non più protetta, sui cittadini sempre meno sicuri, sugli ecosistemi non più tutelati”. La politica deciderebbe di ignorare i cittadini che saranno, fra l’altro, chiamati a rispondere, e a pagare, delle violazioni alle direttive europee Habitat e Uccelli che questo DDL infrange. Ci perderanno tutti: animali, habitat, cittadini.












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