Sono una quarantina i nuovi istruttori multisport per la disabilità. Al Pala 360 si è concluso il percorso promosso da ASU – Associazione Sportiva Udinese e CSEN FVG

UDINE – Si è conclusa, al Pala 360 di Udine, la terza edizione del “Corso per istruttore multisport di base e di alta specializzazione per tecnici che trattano la disabilità fisica e intellettiva”, il percorso formativo promosso dall’ASU – Associazione Sportiva Udinese e CSEN FVG, in collaborazione con Special Olympics FVG e CIP FVG – Comitato Italiano Paralimpico, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia attraverso il canale contributivo E.I.S.I., della Fondazione Pietro Pittini, di Danieli Spa e di Banca 360 FVG.
Il corso si è svolto in un clima di grande partecipazione e coinvolgimento. Entusiasmo, attenzione e voglia di mettersi in gioco hanno accompagnato una quarantina di corsisti fino alla conclusione di un percorso che, anche quest’anno, ha saputo coniugare approfondimento teorico ed esperienza pratica, offrendo strumenti concreti a chi desidera operare nel mondo dello sport rivolto alle persone con disabilità.
«Desidero esprimere il mio più sincero apprezzamento per il corso di formazione organizzato da ASU, al quale ho avuto il piacere di partecipare. È stata un’esperienza di grande valore, caratterizzata da un’ampia partecipazione e da un forte interesse da parte di tutti. Ho visto persone desiderose di conoscere, confrontarsi e acquisire strumenti utili per rendere lo sport sempre più accessibile – ha sottolineato Maria Elisabetta Capasa, presidente di CIP Fvg -. Particolarmente significativo è stato il contributo degli atleti paralimpici, che con la loro presenza e le loro dimostrazioni hanno testimoniato concretamente come lo sport sia capace di abbattere le barriere, superare i pregiudizi e creare vere opportunità di partecipazione. Momenti come questi confermano quanto la formazione sia fondamentale per costruire una cultura sportiva attenta alle diverse abilità. Ringrazio ASU per l’organizzazione e tutti i partecipanti per l’entusiasmo dimostrato. Insieme possiamo continuare a far crescere uno sport aperto a tutti, dove il valore della persona viene sempre prima di ogni limite».
«Questa terza edizione del corso conferma un cambiamento importante: il mondo dello sport sta affrontando il tema della disabilità con sempre maggiore professionalità e consapevolezza. Il numero crescente di istruttori che sceglie di intraprendere questo percorso rappresenta un segnale molto positivo, perché significa offrire alle persone con disabilità la possibilità di accedere a un numero sempre più ampio di discipline sportive. Grazie a Fondazione Pietro Pittini, al CIP Fvg e all’Associazione Sportiva Udinese, questa proposta formativa è diventata un punto di riferimento e risponde a una richiesta sempre più forte da parte del territorio – ha commentato Giuliano Clinori, presidente di Csen Fvg -. In questo modo sempre più associazioni stanno aprendo le proprie attività alle persone con disabilità, contribuendo a costruire uno sport davvero inclusivo. La ricchezza del corso risiede anche nella qualità dei docenti, professionisti che operano da anni nel settore e che condividono competenze, esperienze e strumenti pratici. Ogni disabilità richiede approcci diversi e, proprio per questo, il compito dell’istruttore è quello di saper individuare soluzioni personalizzate, con sensibilità, preparazione e attenzione anche agli aspetti relazionali e psicologici. È una sfida che oggi sempre più tecnici scelgono di raccogliere con entusiasmo. Desidero infine ringraziare l’ASU e, in particolare, il presidente Alessandro Nutta e il dg Nicola Di Benedetto. La loro lungimiranza, la determinazione e la convinzione con cui hanno creduto in questo progetto stanno contribuendo a rendere lo sport un’opportunità sempre più accessibile e inclusiva per tutti».
«Anche questa edizione ci ha confermato quanto la formazione sia il primo passo per costruire uno sport realmente aperto a tutti – ha precisato Chiara Candelotto, tecnica di ASU che si è occupata del coordinamento generale del progetto -. In queste settimane i partecipanti hanno potuto confrontarsi con professionalità e competenze diverse, ma soprattutto con esperienze di vita che hanno dato valore concreto ai contenuti affrontati in aula. Vedere i corsisti concludere il percorso con entusiasmo e consapevolezza è la soddisfazione più grande: significa aver contribuito a creare nuovi istruttori capaci di mettere al centro la persona, le sue potenzialità e il diritto di praticare sport in un contesto competente e inclusivo».
Nel corso delle diverse giornate formative si sono alternati relatori e professionisti che hanno condiviso competenze, metodologie ed esperienze maturate sul campo, contribuendo a costruire un percorso multidisciplinare di alto livello. Hanno preso parte alla docenza Giuliano Clinori, Velda De Narda, Marianna Pertoldi, Raffaella De Carlo, Chiara Candelotto, Diego Lissandron, Luciana Rossi, William Del Negro, Silvia Guadagnini e Maria Elisabetta Capasa e non sono mancati i saluti da parte dell’Amministrazione comunale di Udine, grazie all’intervento dell’assessora Chiara Dazzan.
Ad arricchire ulteriormente il percorso formativo anche il coinvolgendo di alcuni atleti paralimpici pluripremiati (Fabio Vida, Elisabetta Braidot, Gabriele Contacolli, Umberto Pellis, Alessandro Pallaro), che hanno portato la propria testimonianza diretta, offrendo ai partecipanti uno sguardo autentico sul valore dello sport come strumento di crescita, autonomia e inclusione.
Al termine della formazione, i partecipanti hanno affrontato il test conclusivo previsto dal programma, chiudendo questa intensa esperienza formativa con soddisfazione. Con questa terza edizione, è emerso con forza l’impegno di questa rete – di realtà private, pubbliche, ed enti – nella diffusione di una cultura sportiva sempre più inclusiva, investendo nella formazione di istruttori, educatori e professionisti capaci di accogliere e valorizzare ogni persona attraverso lo sport. Un percorso che continua a crescere anno dopo anno e che contribuisce concretamente a costruire una rete di competenze al servizio del territorio e delle comunità.














Ciao mondo!