“Andare fuori” con In\Visible Cities: presentata la 12^ edizione

GORIZIA/GRADISCA D’ISONZO – In\Visible Cities torna con una rinnovata attenzione verso sperimentazione, drammaturgie originali e contaminazione tra linguaggi artistici, per continuare ad “Andare Fuori” dagli schemi. In dieci giornate, con oltre 40 eventi, l’edizione numero dodici porterà a Gorizia e Gradisca d’Isonzo un programma di performance teatrali, musicali e di danza, partecipative, itineranti, multimediali, aprendosi ancora una volta e sempre di più all’inclusione nell’ambito culturale, grazie al progetto “Zero gradi di separazione” e alla contaminazione fra arte e scienza con gli eventi targati “Ars. Arti Re(l)azioni Scienze”.
Il festival organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro, offrirà proposte capaci di coniugare riflessioni su temi importanti del nostro tempo con la cura estetica e la sperimentazione di nuove modalità narrative. Quella in calendario – a Gorizia dal 26 al 30 agosto e a Gradisca d’Isonzo dal 2 al 6 settembre – sarà l’edizione che avvierà un nuovo triennio di progettazione, come è stato spiegato in occasione della conferenza stampa ospitata nella sala consigliare del Comune di Gradisca d’Isonzo, alla presenza di Alessandro Cattunar, presidente di Quarantasettazeroquattro; dei direttori artisti Miriam Paschini e Gioele Peressini; di Alessandro Pagotto, sindaco del Comune di Gradisca d’Isonzo e del suo vice, Enzo Boscarol. Presenti per l’occasione anche Roberta Saunig, presidente della Consulta giovani del Comune di Gradisca, Giuseppe Vicario del Circolo ARCI Skianto che gestiranno congiuntamente CasaFestival e la sua programmazione, a Gradisca d’Isonzo (dal 2 al 6 settembre, dalle 17 alle 20). Con loro anche Rita Donda dell’associazione SiAmo Gradisca, con cui quest’anno la collaborazione sarà particolarmente forte, affinché il festival possa avere ancora più ricadute sul tessuto commerciale cittadino.
«Con questo nuovo triennio abbiamo scelto di dare un nome preciso alla nostra voglia di andare fuori: sono nati così sei percorsi tematici che raccontano altrettanti modi di rompere gli schemi, di uscire dagli spazi abituali, di esplorare nuove strade. Non sono categorie rigide, ma piuttosto direzioni di ricerca che si intrecciano tra loro, proprio come si intrecciano i linguaggi artistici che il festival mette in dialogo. Ogni percorso è un invito a lasciarsi stupire, a guardare la scena contemporanea da un’angolazione che non ci si aspetta. È il nostro modo di continuare a sorprendere il pubblico, e di sorprenderci anche noi», ha spiegato il co-direttore artistico, Gioele Peressini.
«L’edizione 2026 segna un passaggio importante per In\Visible Cities. Dopo l’esperienza straordinaria vissuta nel 2025 nell’ambito della Capitale europea della cultura, il festival inaugura un nuovo triennio e conferma Gradisca d’Isonzo come una delle sue sedi principali. Per la nostra città non si tratta soltanto di ospitare una programmazione di qualità: il Comune partecipa attivamente alla costruzione di un progetto che coinvolge luoghi pubblici, realtà culturali, associazioni e attività cittadine. La scelta di utilizzare spazi molto diversi – dal centro storico a Casa Maccari, dal Monte di Pietà all’ex Enoteca regionale, fino al paesaggio rurale – consente di valorizzare parti differenti della città e di farle conoscere attraverso esperienze non convenzionali. È una modalità coerente con il lavoro che l’Amministrazione sta portando avanti per rendere il patrimonio culturale gradiscano sempre più vissuto, riconoscibile e accessibile. Il riconoscimento ottenuto da In\Visible Cities nel sistema regionale dei finanziamenti triennali offre una prospettiva stabile a un’esperienza cresciuta nel tempo. A questo si affianca il sostegno regionale assegnato ad ARS, attraverso il progetto presentato dal Comune di Gradisca d’Isonzo, che rafforza una linea specifica di ricerca tra arti e scienze» ha precisato Alessandro Pagotto, sindaco del Comune di Gradisca d’Isonzo.













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