CASO DELLA CORNACCHIA. “HA VINTO LA RAGIONE DELLA VITA, NON LE CATTIVE RAGIONI DELLA MORTE”

“Hanno vinto le ragioni della vita e non quelle, esiziali e anti-umane, della morte”: queste le parole della giornalista portavoce del PAI, Partito Animalista Italiano, Irene Giurovich alla lieta notizia della sospensione delle ordinanze ammazza-cornacchia. “Un plauso all’ufficio legale della LAV che si è battuta per portare a casa il risultato della salvezza al Tar, da parte nostra, intervenuti ad adiuvandum, avevamo attivato subito un ricorso urgente al Prefetto di Pordenone, al sindaco di Pordenone e al Corpo forestale, intimando le conseguenze, penali e civili, a cui si sarebbero trovati esposti se avessero proceduto con l’uccisione”. Eccezionale la mobilitazione del variegato mondo animalista che si batte per i diritti della natura e degli animali: i volontari in questi giorni hanno fatto da scudo umano, con turni regolari, per impedire l’uccisione. “Il mondo non è di nostra proprietà, è anche degli animali con cui, nel 2026, si deve imparare a convivere pacificamente e trovando soluzioni che non siano sempre soltanto l’ammazzare: la strategia draconiana alla Fugatti non troverà spazio qui in Friuli Venezia Giulia”, assicura il PAI. “La cornacchia ha sempre e soltanto svolto il suo sacrosanto compito previsto in natura: quello di fare da mamma ai suoi piccoli. Chi siamo noi per impedirglielo? Certo, vanno trovate soluzioni per chi vive nei pressi, ma tantissimi altri comuni del Friuli, da Cividale a Trieste, passando per Milano 3, hanno risolto in maniera pacifica e ragionevole: al sindaco, proprio ieri, avevo inviato – racconta Giurovich – la soluzione adottata dal Comprensorio Milano3 che si vanta, giustamente, di portare avanti una politica di sana convivenza uomo-animali grazie alla collaborazione con i cittadini in nome dell’equilibrio da preservare: per l’identica questione, si sono fornite alla popolazione indicazioni precise su come proteggersi e sui comportamenti da adottare in caso di approccio con i corvidi”. Fino ad oggi, in Italia, nessun sindaco aveva mai ipotizzato di sparare a corvidi e rapaci perchè fanno il loro lavoro di genitori. L’ufficio legale PAI rimane in contatto con il movimento, a disposizione per supporti e consigli.
“Ora – conclude Giurovich – si tratta, una volta disarmata finalmente la violenza, di mettersi attorno ad un tavolo, come altri Comuni hanno fin qui operato, e trovare la mediazione incruenta e pro vita. Anche perché, fra l’altro, si tratta di attendere l’involata dei pulli”. Infine, una riflessione che Giurovich invia al primo cittadino: “Il sindaco è anche un dirigente scolastico: dovrebbe sapere che le situazioni difficili, anche a scuola, non si risolvono con il pugno duro, bensì con il dialogo, la comprensione, l’accettazione e l’inclusività, principi che dall’ambito scolastico dovrebbero estendersi anche a quello politico; altrimenti che tipo di esempi si danno agli alunni e ai cittadini?”.














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