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25 NOVEMBRE, LE INIZIATIVE DI UDINE PER IL CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE

By Maira Trevisan
3 Novembre 2026
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Un calendario di iniziative che attraversa l’intero mese di novembre, coinvolgendo istituzioni, associazioni, scuole e realtà culturali cittadine, per promuovere consapevolezza collettiva sulla violenza di genere e sensibilizzare la comunità sull’importanza della prevenzione. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne il Comune di Udine promuove un calendario dal 3 al 26 novembre, che affianca alle attività di sensibilizzazione il lavoro quotidiano dei servizi territoriali impegnati nel contrasto alla violenza. Un impegno che trova riscontro anche nei dati del progetto comunale Zero Tolerance, il centro antiviolenza che offre ascolto, sostegno e accompagnamento nei percorsi di uscita dalla violenza.

ZERO TOLERANCE, I DATI DEL 2026: 151 PERCORSI DI SOSTEGNO E 211 NUOVI CONTATTI

Nei primi dieci mesi del 2026, dal 1° gennaio al 31 ottobre, il servizio Zero Tolerance ha registrato 211 nuovi contatti e seguito complessivamente 151 percorsi di uscita dalla violenza. Di questi, 84 sono stati avviati nel corso dell’anno, mentre 67 rappresentano prosecuzioni di percorsi già intrapresi negli anni precedenti. Una parte fondamentale del lavoro riguarda infatti l’accompagnamento delle donne in percorsi di medio-lungo periodo, che richiedono generalmente tra sei mesi e un anno, con tempi che possono variare sensibilmente in relazione alle singole situazioni. Nel corso del 2026 sono state inoltre registrate 10 accoglienze, che hanno coinvolto complessivamente 20 persone, donne e figli minori.

Si tratta di numeri che confermano la continuità della richiesta di sostegno e la centralità del servizio comunale nella rete territoriale di contrasto alla violenza di genere.

Commenta i dati l’Assessora alle Pari opportunità Arianna Facchini: “I dati evidenziano come la violenza di genere possa interessare donne di diverse età, provenienze e percorsi di vita e di studio. Quello che accomuna molte donne è il tema della dipendenza economica e il contesto in cui la violenza trova espressione: le relazioni più intime. Da qui la centralità del tema del lavoro, un lavoro di qualità non precario e giustamente retribuito, e dell’educazione, fin dalla giovanissima età, al consenso e alle relazioni paritarie. Questo cerchiamo di promuovere attraverso le alleanze: la rete fra Istituzioni, società civile, Centri antiviolenza è il più importante strumento di contrasto alla violenza di genere”.

I dati permettono anche di delineare alcune caratteristiche delle donne che si rivolgono al servizio. La fascia d’età maggiormente rappresentata è quella tra i 30 e i 39 anni, pari al 31% del totale, seguita dalle donne tra i 40 e i 49 anni, che costituiscono il 28%. Il 16% ha tra i 20 e i 29 anni, il 18% tra i 50 e i 59, mentre il 6% ha più di 60 anni e l’1% meno di 20. Una distribuzione che evidenzia come la violenza attraversi tutte le generazioni e conferma la necessità di promuovere un cambiamento culturale capace di coinvolgere persone di ogni età.

Il 66% delle donne seguite è di nazionalità italiana. 96 delle 151 donne accompagnate nei percorsi di uscita dalla violenza hanno uno o più figli, un dato che richiama l’importanza di interventi capaci di considerare anche le esigenze dei minori coinvolti.

Anche il livello di istruzione delle donne seguite conferma come la violenza sia un fenomeno trasversale alle condizioni sociali e culturali: il 43% possiede un diploma di scuola superiore e il 28% una laurea.

Un ulteriore elemento significativo riguarda la condizione economica, che è anche in relazione con il percorso di studi: nonostante l’alto grado di scolarizzazione, il 64% delle donne seguite risulta occupato, ma soltanto il 56% di questo 64% si dichiara economicamente autosufficiente. Un dato che evidenzia come la disponibilità di un lavoro non coincida necessariamente con la possibilità concreta di raggiungere l’indipendenza economica, un fattore fondamentale per intraprendere e consolidare un percorso di uscita dalla violenza.

Per quanto riguarda il rapporto con l’autore della violenza, nella maggior parte dei casi si tratta di una persona con cui la donna ha o ha avuto una relazione affettiva. Il 46% dei casi riguarda infatti il coniuge o convivente, mentre il 34% un ex partner. La violenza si manifesta quindi prevalentemente nell’ambito delle relazioni più strette, spesso all’interno del contesto familiare.

Le situazioni affrontate dal servizio sono inoltre frequentemente caratterizzate dalla compresenza di diverse forme di abuso, con una significativa incidenza della violenza psicologica, accanto a quella sessuale e ai comportamenti persecutori.

IL CONFRONTO CON IL 2025: STABILE LA RICHIESTA DI AIUTO, DIMINUISCONO LE ACCOGLIENZE IN EMERGENZA

Il confronto con il 2025 restituisce un quadro di sostanziale continuità nell’attività del servizio, in particolare per quanto riguarda i contatti e i percorsi di sostegno intrapresi dalle donne.

Nell’intero 2025 Zero Tolerance aveva registrato 237 contatti e seguito 188 donne, di cui 109 nuove prese in carico e 79 prosecuzioni dall’anno precedente. Nei primi dieci mesi del 2026, come detto, i contatti sono già 211, mentre i percorsi attivi sono 151, suddivisi tra 84 nuovi percorsi e 67 prosecuzioni.

Pur tenendo conto della differente durata dei periodi considerati, con i dati del 2026 aggiornati al 31 ottobre e quelli del 2025 riferiti all’intero anno, i numeri indicano una sostanziale costanza della domanda di ascolto e accompagnamento.

Una flessione si registra invece sul fronte delle accoglienze in emergenza, che non indica necessariamente una riduzione delle situazioni di violenza, ma potrebbe riflettere anche un’evoluzione nelle modalità di intervento e protezione delle donne: accelerazione delle procedure e maggiori soluzioni di accoglienza offerte dal territorio in alternative a quelle gestite dal progetto comunale.

Rimane invece sostanzialmente costante il numero di donne che scelgono spontaneamente di rivolgersi al servizio e di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza. È questo uno degli elementi più significativi dell’attività di Zero Tolerance, perché dimostra quanto sia importante garantire luoghi di ascolto facilmente accessibili, riconoscibili e capaci di costruire relazioni di fiducia.

PREVENZIONE E FORMAZIONE: IL LAVORO NELLE SCUOLE E LA COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITÀ

Accanto all’attività di sostegno, il progetto Zero Tolerance dedica una particolare attenzione alla prevenzione, attraverso iniziative formative rivolte soprattutto alle nuove generazioni.

Nel corso del 2026 sono state coinvolte 14 classi del Liceo Percoto in attività di sensibilizzazione sulla violenza di genere, sulle relazioni e sul riconoscimento dei comportamenti abusanti. Entro la fine dell’anno sono previste ulteriori attività anche presso lo IAL.

Il Comune ha inoltre avviato una collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, attraverso un protocollo che prevede l’organizzazione di convegni, iniziative di informazione, percorsi formativi e attività laboratoriali. Tra queste è previsto anche un laboratorio articolato in tre incontri, pensato per approfondire i temi della violenza di genere e della prevenzione.

DAL 3 AL 26 NOVEMBRE, UN CALENDARIO DI INIZIATIVE PER COINVOLGERE LA CITTÀ

Accanto all’attività del Centro Antiviolenza, il Comune di Udine conferma il proprio impegno sul fronte culturale, attraverso un programma di iniziative realizzato insieme alle associazioni e alle istituzioni del territorio.

Il calendario ha preso il via questa mattina martedì 3 novembre al Teatro San Giorgio, con lo spettacolo dedicato alle scuole sulla duchessa Romilda di Altan, con fumetto dal vivo e dibattito per esplorare la costruzione dell’identità e il rapporto tra genere ed esercizio del potere.

Giovedì 5 novembre, alle 10.30, al Parco Ardito Desio, è prevista la cerimonia di inaugurazione di una nuova panchina rossa, simbolo permanente dell’impegno contro la violenza sulle donne.

Tra gli appuntamenti dedicati alla formazione e alla consapevolezza, il 10 novembre l’Università di Udine, in collaborazione con la Procura e il Comune, propone un incontro sul Codice Rosso rivolto a insegnanti, educatori e professionisti che, nel loro lavoro quotidiano, possono trovarsi a intercettare segnali riconducibili alla violenza di genere. L’11 novembre si parlerà invece del ruolo del Pronto Soccorso come luogo di emersione di situazioni di violenza, mentre il 12 novembre l’incontro “Le donne contano – L’indipendenza economica è anche una questione di genere“, parte del Fake News Festival, approfondirà il rapporto tra autonomia finanziaria, stereotipi e disparità di genere.

Ampio spazio sarà riservato anche al linguaggio dell’arte, del teatro e del cinema, attraverso spettacoli e proiezioni dedicati alla riflessione sulle dinamiche di potere, sulle relazioni e sulla condizione femminile. Tra questi “It’s Just a Body“, il 6 novembre a cura dell’associazione IDI IOTUNOIVOI Donne Insieme, “Tipico maschio italiano”, lo spettacolo di e con Lorenzo Maragoni al Teatro San Giorgio il 13 e 14 novembre, e la proiezione dedicata a Carla Lonzi, il 20 novembre al Cinema Visionario.

Spazio alla presentazione di libri il 10 novembre per i “Dialoghi in Biblioteca” alla Joppi con l’antologia di venti racconti “Il rischio di nascere donna” e il 21 novembre alla Casa delle Donne con “Il pane avanzato” sulla storia di Marta Fiascaris, parte del programma OFF del Festival L’Eredità delle Donne 2026. Il 17 novembre, con la seconda edizione di “Spezzarte“, saranno le persone partecipanti a comporre un’opera collettiva interattiva sulla violenza di genere contribuendo con testi, poesie, canzoni, scene di film che parlino di violenza sulle donne.

Il 23 novembre, alla Biblioteca civica Joppi, la Commissione Pari Opportunità del Comune promuoverà la presentazione del saggio di Giulia Sattolo dedicato alle violenze sessuali subite dalle donne durante la guerra. Il 24 novembre sarà invece la volta dell’incontro “Educare al rispetto – Voci e sguardi delle nuove generazioni sulla violenza di genere”. 

  

La giornata del 25 novembre sarà caratterizzata da iniziative che affronteranno il tema della violenza da prospettive differenti.

Alle 14, a Palazzo Antonini, si terrà il convegno “Violenza di genere nella dimensione digitale”, promosso dall’Università di Udine. L’appuntamento sarà dedicato alle forme di violenza online e comprenderà la cerimonia di conferimento dei premi di laurea in memoria di Silvia Gobbato, oltre alle testimonianze delle borsiste della Scuola Estiva 2026 della Società Italiana delle Storiche.

Alle 15, presso Officine Giovani, è in programma “In un mondo che ci vuole piccole facciamo rumore”, appuntamento ormai consolidato che ogni anno prevede attività artistiche, teatro, musica e laboratori creativi intorno al tema della violenza di genere e dell’autodeterminazione.

Nella settimana del 25 novembre, dalle ore 20, Palazzo Florio sarà illuminato di rosso per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della violenza e delle discriminazioni di genere.

Sempre a partire dal 25 novembre, nei pubblici esercizi cittadini verrà distribuito del materiale informativo sulle “Stanze tutte per sé”, presenti presso la Questura e i Carabinieri di Udine, pensate per accogliere al meglio le donne in situazione in difficoltà.

Il calendario proseguirà il 26 novembre con “Rispettami! – Tappa Zero”, progetto ormai giunto alla decima edizione e riservato alle scuole all’Auditorium Zanon, con un approfondimento sulla violenza di genere attraverso il linguaggio cinematografico. Nel pomeriggio, alle 14.30, l’Auditorium della Biblioteca Nuova Rizzi ospiterà il convegno “Violenza è anche quella che non si vede”, dedicato alla violenza economica nelle relazioni e nei luoghi di lavoro. Alle 17, alla Casa delle Donne “Paola Trombetti”, l’iniziativa “Parole di forza. Pagine contro ogni violenza” proporrà letture rivolte all’infanzia.

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