Salute. Capozzi (M5S): Convenzione Udinese e carenza medici, Giunta chiarisca priorità
“La collaborazione con l’Udinese Calcio Spa può certamente costituire una significativa opportunità ma, prima di tutto, rimane comunque intoccabile il diritto dei cittadini del Friuli Venezia Giulia alla salute e a una sanità pubblica che funzioni nei tempi dovuti”.
Lo evidenzia, intervenendo attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che prende nuovamente la parola sul delicato tema della salute per evidenziare il fatto che “il Servizio Sanitario Regionale deve fare i conti con una forte carenza di medici specialisti, anche in Ortopedia, nonché con liste d’attesa che continuano a rappresentare un serio problema per i cittadini. In questo complicato contesto desta perciò concreti interrogativi il rinnovo della convenzione tra Asufc e Udinese Calcio Spa, che prevede l’impiego di dirigenti medici specialisti in Ortopedia per complessive 360 ore, al di fuori dell’orario di servizio”.
“Non mettiamo certamente in discussione l’opportunità di una collaborazione con una società sportiva professionistica. La questione è, piuttosto, un’altra: è davvero opportuno – aggiunge l’esponente pentastellata, che ha depositato un’interrogazione tematica negli uffici dell’Assemblea legislativa Fvg – utilizzare, in una situazione di evidente carenza di specialisti e di liste d’attesa così pesanti, i medici del Servizio sanitario pubblico per attività convenzionate con un soggetto esterno?”.
“È proprio questo che chiediamo di chiarire all’Esecutivo regionale – precisa Capozzi – attraverso i contenuti della nostra interrogazione: quanti professionisti sono coinvolti, quante ore vengono dedicate alla convenzione e, soprattutto, quale valutazione sia stata fatta sull’impatto di questa attività sulla disponibilità di specialisti e sulla conseguente possibilità di ridurre le liste d’attesa”.
“Siamo inoltre interessati ad appurare – domanda ancora la rappresentante del M5S, rivolta alla Giunta Fvg – quante visite e consulenze siano state effettuate dal 2020 a oggi, durante le 360 ore annue previste dalla convenzione e a quanto ammontino i corrispettivi riconosciuti ad Asufc. Allo stesso tempo, è necessario sapere anche quante visite in lista d’attesa in più si sarebbero potute effettuare nei tempi stabiliti, qualora i professionisti coinvolti in tale convenzione fossero stati attivati dall’Azienda con tale obiettivo e, infine, in quale orario vengono svolte le sedute ambulatoriali settimanali di visite ortopediche per i tesserati”.
“Se esistono realmente risorse professionali disponibili, la priorità – conclude Capozzi – dovrebbe essere sempre quella di garantire ai cittadini le visite nei tempi previsti”.











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