STUDENTI IN SALA OPERATORIA PER ASSISTERE AL DONO DELLA VITA

Prosegue con entusiasmo il progetto “Studenti in prima linea”, nato con l’obiettivo di trovare nuove forme di comunicazione verso i giovani sull’importanza della donazione degli organi. Il progetto prende forma dal percorso di potenziamento e orientamento “Biologia con Curvatura biomedica” di durata triennale, promosso nei licei classici e scientifici italiani, ideato dal Ministero dell’Istruzione in collaborazione con gli Ordini dei Medici. Nella nostra realtà udinese la “Biologia con Curvatura biomedica”,vede coinvolti da anni l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Udine e i licei scientifici Copernico e Marinelli, con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla professione medica attraverso lezioni tenute nelle scuole dai camici bianchi su base volontaria. Il dottor Guido Cappelletto, attuale responsabile del corso, per dare un ulteriore impulso al progetto originario e andare incontro anche alle associazioni dei trapiantati, ha esteso la Curvatura biomedica dando la possibilità ai ragazzi, grazie alla disponibilità dell’assessorato regionale alla salute, di Asufc e degli istituti scolastici coinvolti, di assistere a un trapianto. Partito lo scorso anno scolastico, Studenti in prima linea ha visto 6 studenti entrare in sala operatoria, mentre quest’anno si è già arrivati a quota 17 con la partecipazione di studenti provenienti anche dall’Istituto Uccellis. Quasi una ventina di studenti, dunque, hanno potuto osservare da vicino un trapianto, sia di rene, sia di fegato che di cuore attraverso un progetto unico in Italia. “Con questa iniziativa – spiega il Dottor Cappelletto – cerchiamo di coinvolgere i giovani e comunicare loro la passione per una professione che, se da una parte non è semplice, dall’altra offre grandi soddisfazioni, come hanno potuto constatare di persona gli studenti che hanno assistito ai trapianti”. Un percorso, dunque, che “permette agli studenti di capire se sono portati e motivati per intraprendere questa strada – sostiene la Presidente dell’OMCeO di Udine, Anna Maria Bergamin Bracale – e un progetto che l’Ordine porta avanti con convinzione per cercare di formare i medici di domani e, allo stesso tempo, sensibilizzarli alla cultura del dono. Oggi – aggiunge – la comunicazione è cambiata e i giovani hanno davvero bisogno di toccare con mano per comprendere l’importanza della donazione di organi. Abbiamo intrapreso questa strada che ci sta dando ottimi risultati e che intendiamo portare avanti”.













Ciao mondo!