Minori vittime di violenza: mozione in Consiglio regionale per adeguare la normativa del Friuli Venezia Giulia
Adeguare con urgenza la normativa regionale alle nuove disposizioni statali che rafforzano la tutela delle vittime minorenni di violenza. È questo l’obiettivo della mozione presentata in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia da Simona Liguori, insieme ad altri firmatari: Massimo Moretuzzo, Giulia Massolino, Marco Putto (Patto-Civica), Furio Honsell (Open Fvg), Rosaria Capozzi (M5s), Serena Pellegrino (Sinistra-Verdi), Nicola Conficoni, Marko Pisani, Laura Fasiolo e Francesco Russo (PD). Il documento impegna la Giunta ad aggiornare leggi e regolamenti regionali in materia di centri antiviolenza.
La mozione prende le mosse dalla recente introduzione, a livello statale, dell’articolo 5-ter nel decreto-legge n. 93 del 2013, avvenuta con la legge n. 181 del 2 dicembre 2025. La norma stabilisce che le vittime minorenni di violenza che abbiano compiuto 14 anni possano accedere autonomamente ai centri antiviolenza per ricevere informazioni e orientamento, senza la necessaria autorizzazione dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.
Un passaggio definito dai promotori della mozione come «un’innovazione di fondamentale importanza», perché consente di superare uno degli ostacoli principali all’emersione della violenza, soprattutto nei casi in cui il contesto familiare stesso rappresenti una situazione di rischio o di chiusura.
Secondo quanto evidenziato nel testo, l’attuale normativa regionale del Friuli Venezia Giulia e il regolamento approvato con D.P.Reg. n. 215 del 22 dicembre 2023 prevedono infatti che gli interventi dei centri antiviolenza siano rivolti esclusivamente alle donne vittime di violenza ed eventualmente ai loro figli minori, senza riconoscere un accesso autonomo ai minorenni ultraquattordicenni. Una formulazione che risulta oggi in contrasto con la nuova disciplina statale.
«La legge nazionale – dichiara Simona Liguori – riconosce un diritto chiaro e preciso: quello di poter chiedere aiuto, informazioni e orientamento anche quando si è minorenni, senza dover superare barriere che, in certe situazioni, possono diventare insormontabili. È nostro dovere adeguare rapidamente la normativa regionale, per non lasciare questo diritto solo sulla carta».
La mozione richiama inoltre il principio di gerarchia delle fonti e la necessità, anche per una Regione a statuto speciale come il Friuli Venezia Giulia, di esercitare la propria autonomia nel rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento statale.
«Si tratta – prosegue Liguori – di un atto di responsabilità istituzionale: dobbiamo dare certezze operative ai centri antiviolenza e garantire che ogni ragazza e ogni ragazzo di almeno 14 anni sappia che può trovare ascolto, in modo riservato e sicuro».
Nel dispositivo, il Consiglio regionale impegna la Giunta ad adottare iniziative legislative urgenti per modificare la legge regionale in materia di centri antiviolenza, ad aggiornare conseguentemente il regolamento del 2023 e a emanare linee guida operative chiare per le strutture attive sul territorio, affinché siano adeguatamente attrezzate per accogliere e assistere le vittime minorenni nel rispetto delle garanzie e della riservatezza previste dalla legge.
«Parliamo di tutela concreta – conclude Liguori – perché la prevenzione e il contrasto alla violenza passano anche dalla capacità delle istituzioni di rimuovere gli ostacoli, semplificare l’accesso ai servizi e mettere al centro le persone più fragili».













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