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PORDENONE DOCS FEST XVIII edizione. Il Premio Images of Courage va a Eyes of Gaza, per il racconto crudo e necessario di come i giornalisti continuano a mostrare l’inferno in Palestina

By Maira Trevisan
2 Aprile 2025
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Pordenone. Comincia dall’inferno di Gaza, la diciottesima edizione del Pordenone Docs Fest. Le Voci del Documentario, il festival di Cinemazero che, attraverso il cinema del reale, offre una lente per comprendere la complessità del mondo contemporaneo. Mercoledì 2 aprile alle 18 ci sarà la proiezione, in anteprima nazionale, di Eyes of Gaza, del regista turco siriano Mahmoud Atassi, presente in sala. A lui e al produttore Abdulrahman Alkilany verrà consegnato il Premio Images of Courage 2025, sostenuto dall’Ordine dei Giornalisti e dall’associazione Il Capitello, in collaborazione con EMERGENCY. Il film mostra le condizioni estreme in cui lavorano tre giornalisti palestinesi, che rischiano la vita pur di continuare a mostrare l’orrore in corso a Gaza. Nessun altro conflitto nella storia ha causato la morte di così tanti giornalisti in un solo anno come la guerra tra Israele e Hamas. I film di Atassi documentano crimini di guerra e sofferenze umane, accendendo i riflettori su storie non raccontate.

Alle 21, la serata di apertura è un omaggio alla lotta per i diritti civili – quanto mai attuale – di Malcolm X, nel centenario della nascita e nel sessantesimo della morte, con il cineconcerto X! Cinesuite for Malcolm in anteprima assoluta. La nuova produzione fonde il jazz inarrestabile di Francesco Bearzatti e del suo quartetto Tinissima con rari materiali d’archivio, fotografie e disegni. X (Suite For Malcolm), prodotto dalla Parco della Musica Records nel 2010, vincitore di moltissimi premi, si trasforma in questa nuova produzione di Pordenone Docs Fest e dialoga con le immagini, con un caleidoscopio di idee e di accenti: la musica muta continuamente, dalle atmosfere più liriche e raccolte alle sonorità rock, dance, hip hop, esaltando le possibilità espressive di quattro fra i musicisti jazz più ispirati e versatili del panorama internazionale. Con Francesco Bearzatti, al sassofono, clarinetto ed elettronica, ci saranno sul palco Giovanni Falzone, tromba e human effects, Danilo Gallo al doppio basso e basso elettrico e Zeno De Rossi alla batteria e percussioni. I disegni sono di Francesco Chiacchio, le ricerche iconografiche a cura di Alessandro Marotto e il montaggio di Tommaso Fabi.

Mercoledì 2 aprile iniziano anche le due retrospettive del festival, con proiezioni ogni giorno, fino a domenica 6 aprile: Per un “Nuovo Cinema Palestina” e Bella Ciao! Resistenza e Liberazione dal nazifascismo nel documentario del dopoguerra, a cura dello storico e critico del cinema Federico Rossin.

Alle 16 la riscoperta della storia documentaria palestinese, necessariamente legata ai traumi del suo popolo, inizia con tre corti: Blown by the Wind di Jacques Madvo del 1971, in cui i disegni dei bambini mostrano lo sguardo dei più piccoli sulla realtà dolente, dopo la Guerra dei Sei giorni del 1967. A seguire, A Zionist Aggression di Mustafa Abu Ali del 1972, rivela la brutale reazione all’orribile azione terroristica contro la delegazione sportiva israeliana alle Olimpiadi di Monaco 1972, in Germania. Revolution Until Victory AKA We Are the Palestinian People del collettivo Pacific Newsreel del 1973, è un collage di materiali d’archivio che ricostruisce la storia della Palestina: la memoria diventa atto politico.

La seconda retrospettiva, a ottant’anni dalla Liberazione, esplora la ricca eredità cinematografica dei film nati e prodotti dalla Resistenza in tutti i fronti anti-nazifascisti, dei documentari che hanno raccontato la liberazione in tutte le sue forme. Che cosa ha significato filmare la lotta partigiana, in Italia, Francia, Unione Sovietica, Polonia? Che valore hanno assunto nel tempo e che valore hanno oggi le immagini della liberazione dei campi di sterminio europei? Quali forme ed estetiche hanno dato vita alle prime immagini di una società liberata dal nazifascismo? Il primo appuntamento è il 2 aprile alle 17:45, con la proiezione del documentario – singificativo anche per oggi –  Vittoria sulla riva destra dell’Ucraina e cacciata degli aggressori tedeschi fuori dai confini dell’Ucraina sovietica di Aleksandr Dovzhenko e Yuliya Solntseva, realizzato in Unione Sovietica nel 1945. Segue Suite di Varsavia di Tadeusz Makarczyński del 1946, ritratto poetico della capitale polacca mutilata e devastata dalla guerra, una città caduta che si sta lentamente risvegliando. E infine, Verso la vita di Dino Risi del 1947, narra il destino di un orfano in una Milano devastata dalla guerra. A poco a poco, la compagnia di altri bambini lo aiuta a ritrovare l’innocenza perduta.

Come da tradizione, il programma del festival prevede, dalle 19:30, gli Aperidocs! musicali, a spazioZero, appena inaugurato in Piazza Maestri del Lavoro. Mercoledì 2 aprile ci sarà il Trio composto da Willy Mazzer, voce e armonica, Carlo De Bei, voce e chitarra, ed Enrico Crivellaro alla chitarra: un piccolo grande viaggio dai classici del blues del Mississippi a quello di Chicago, fino alle contaminazioni con il rock, dove il blues rimane sempre il filo conduttore.

Pordenone Docs Fest è realizzato con l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, con il sostegno di Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone e Fondazione Friuli.

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