Cividale, crudeltà sui pesci del Natisone: il PAI chiede interventi immediati e maggiore sensibilizzazione

Cividale del Friuli, 28 luglio 2026 – “Basta crudeltà e sevizie sui pesci del Natisone”. Un appello formulato dalla giornalista Irene Giurovich, portavoce regionale del Partito Animalista Italiano (PAI), che è diventato una richiesta di intervento urgente al sindaco di Cividale del Friuli. “Una segnalazione arrivata da alcuni cittadini accende i riflettori su una situazione che si ripete pare da un po’ tempo lungo le rive del Natisone, nella zona della spiaggia di Borgo Brossana, raggiungibile da Piazzetta San Biagio scendendo la scalinata che porta al fiume”, premette Giurovich. “Secondo quanto riportato, in diverse occasioni sono stati visti dei bambini catturare piccoli pesci attraverso i retini e poi abbandonarli fuori dall’acqua, lasciandoli morire soffocati o sottoponendoli a sofferenze evitabili, il tutto sotto lo sguardo passivo dei genitori presenti che hanno lasciato fare”, riferisce la portavoce. “A preoccupare non è solo l’episodio in sé, che è assai grave, ma anche l’assenza totale di una reazione da parte degli adulti che avrebbero l’occasione e la responsabilità di educare i figli al rispetto per gli animali”.
Il Partito Animalista ha inviato la segnalazione al Comune, chiedendo di attivare la dovuta sorveglianza, tramite pattuglie, guardie zoofile e l’installazione di telecamere. “Si tratta di crudeltà gratuita che si consuma sotto gli occhi di genitori che non intervengono. Un bambino che cattura un pesce e lo lascia soffocare fuori dall’acqua non sta semplicemente giocando: sta imparando, nell’indifferenza colpevole degli adulti, che la sofferenza di un altro essere vivente non conta nulla. È un messaggio anti-educativo, anti-etico e pericoloso”. Giurovich evidenza il ruolo ecologico delle specie coinvolte: “Ogni specie ha una funzione precisa nell’equilibrio dell’ecosistema. I pesci del Natisone si nutrono di altri organismi e a loro volta sono nutrimento per numerose specie, comprese le stesse anatre che popolano il fiume. Sottrarli inutilmente all’ambiente, per poi farli morire senza alcuno scopo, significa alterare un equilibrio che non appartiene a noi, ma all’intero ecosistema fluviale”.
Un passaggio è dedicato anche alla differenza tra il comportamento animale e quello umano in questi episodi: “In natura un animale uccide esclusivamente per nutrirsi o per difendersi, mai per divertimento o malvagità. È proprio questo che rende certi comportamenti umani ancora più gravi: non rispondono a nessuna necessità, sono crudeltà fine a se stessa”.
A questo si aggiunge un’altra dinamica segnalata nella stessa area: al tramonto, quando le anatre si avvicinano alla riva per fare ritorno ai propri nidi, “alcune persone – mi è stato riferito – si divertono insistentemente a rincorrerle e spaventarle, scherzando sul volerle “mangiare per cena”. Un comportamento che di goliardico non ha nulla e contribuisce a normalizzare un atteggiamento di mancanza di rispetto verso la fauna selvatica”.
Il partito, che attende le decisioni dell’amministrazione comunale, intanto ringrazia i cittadini che hanno segnalato la situazione, sottolineando l’importanza della vigilanza civica nella tutela degli animali e degli ecosistemi naturali del territorio.













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