VERSO PORDENONE 2027: I PROGETTI “LA CULTURA CHE CURA” E “PUZZLE GENERATION” SI RACCONTANO ALLA CITTADINANZA

Pordenone, 23 maggio 2026 – Si è tenuto ieri sera, presso la Sala Conferenze Degan della Biblioteca Civica di Pordenone, un incontro aperto alla cittadinanza dedicato alla presentazione di due progetti già attivi nell’ambito delle iniziative “Verso Pordenone 2027”: “La Cultura che Cura” e “puZZle Generation”. L’appuntamento è stato l’occasione per conoscere direttamente dalla voce dei protagonisti due iniziative che stanno trasformando la biblioteca e i luoghi di cura in spazi di cultura, benessere e comunità.
Ad aprire i lavori è stato Alberto Parigi, Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone. «Ci tenevo a essere presente perché “La Cultura che Cura” è sicuramente uno dei progetti di punta di Capitale italiana della Cultura 2027. Anche se siamo nel 2026, questo percorso ha già preso avvio nel 2025 ed è particolarmente significativo perché racchiude molti dei temi centrali del dossier con cui Pordenone ha ottenuto il titolo. In questo caso la parola inclusione, spesso abusata, è assolutamente pertinente, perché il progetto si rivolge a pazienti, persone fragili, familiari, operatori sociosanitari e a tutti coloro che vogliono comprendere il valore di questo percorso. È un progetto che dimostra come la cultura non sia soltanto concerto, mostra o spettacolo, ma possa diventare un filo conduttore capace di generare relazioni, benessere e connessioni con altri ambiti fondamentali della vita, come la salute.
“La Cultura che Cura” si sviluppa attraverso moltissime iniziative: formazione, teatro, scuole in ospedale, mostre, arteterapia, incontri pubblici e attività dedicate ai giovani. Accanto a questo percorso abbiamo voluto presentare anche “puZZle Generation”, perché entrambi i progetti condividono un elemento fondamentale di Capitale italiana della Cultura: la capacità di mettere insieme soggetti diversi in una logica di partnership e collaborazione.
“puZZle Generation” è un progetto molto importante che propone oltre 40 laboratori gratuiti per avvicinare i giovani alla lettura attraverso strumenti diversi come musica, lettura ad alta voce, digitale e produzione multimediale. Questo conferma il ruolo che la Biblioteca Civica sta assumendo sempre più chiaramente: non soltanto luogo di prestito libri, ma vero centro culturale, spazio di aggregazione e di incontro per giovani e adulti. Per questo voglio ringraziare tutti i partner coinvolti e in particolare il personale della biblioteca, che sta concretizzando pienamente l’indirizzo dell’Amministrazione comunale, riuscendo a intercettare importanti finanziamenti e contribuendo ai riconoscimenti ottenuti dalla Biblioteca, che consentono di sviluppare progetti di questa qualità».
Nel corso della serata Alessandra Merighi dell’Istituto Flora e Maurizio Mascarin del CRO di Aviano hanno presentato “Storie condivise”, uno dei laboratori inseriti nel progetto “La Cultura che Cura”. Nicoletta Suter di AsFO ha invece illustrato il percorso “La narrazione per il benessere nei luoghi di cura”, sviluppato nell’ambito dello stesso progetto, mentre Marzia Mazzoli della Biblioteca Civica di Pordenone ha approfondito “puZZle Generation”, il progetto dedicato ai giovani lettori promosso dalla biblioteca cittadina.
“La Cultura che Cura”: quando l’arte diventa strumento di salute
“La Cultura che Cura” è un progetto pluriennale — avviato nel 2025 e sviluppato con un ricco programma di attività sia nel 2026 che nel 2027 — che esplora il legame profondo tra cultura e salute, tra arte e benessere della persona. Un progetto che propone un modo diverso di pensare alla cura: non solo come trattamento della malattia, ma come attenzione alla persona nella sua interezza.
Il progetto è inserito nel dossier di candidatura di Pordenone a Capitale italiana della Cultura 2027 ed è promosso da tre soggetti capofila — l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale (AsFO), il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (CRO) e l’Istituto Flora di Pordenone — con il coinvolgimento di una rete crescente di realtà del territorio: la Scuola in Ospedale-Soroptimist, l’USCI Pordenone, l’ADAO, i Servizi Sociali del Comune di Pordenone e il Teatro Sociale di Comunità.
Le evidenze scientifiche confermano ciò che molti intuiscono: partecipare a un evento artistico, visitare una mostra o dedicarsi alla creazione riduce stress e ansia, stimola la produzione di dopamina e rafforza il benessere psicologico. La cultura, in questo senso, smette di essere un ornamento e diventa un vero e proprio strumento di salute pubblica. Pordenone è tra le poche realtà in Italia ad aver adottato in modo strutturato la “prescrizione sociale culturale”: un approccio innovativo con cui i professionisti sanitari indirizzano i pazienti verso risorse non cliniche — attività artistiche, culturali, di comunità — nella consapevolezza che la salute nasce da fattori molteplici e intrecciati.
Il progetto si rivolge a tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti in un percorso di cura: pazienti e familiari, operatori sanitari, insegnanti, studenti. Si articola su più livelli — formazione, produzione culturale, divulgazione e ricerca — con una particolare attenzione ai giovani e a chi vive situazioni di fragilità.
Cosa è già accaduto
Già nel 2025 il progetto ha mosso passi concreti. L’AsFO ha avviato un percorso di formazione continua del personale sanitario sulle competenze relazionali, comunicative e narrative, con l’obiettivo di costruire una comunità di link worker: figure di collegamento tra il mondo della salute e quello della cultura, capaci di costruire percorsi culturali personalizzati per chi vive una malattia grave o una condizione di vulnerabilità.
A settembre 2025, in collaborazione con la Prof.ssa Chiara Faggiolani dell’Università La Sapienza di Roma, si è tenuto l’incontro “Leggere per prendersi cura: la forza delle storie e delle comunità della conoscenza”, primo passo verso la realizzazione di un volume sul tema del Tempo, in sinergia tra AsFO, CRO di Aviano e Istituto Flora.
Durante Pordenonelegge 2025, l’incontro “Cara Giulia” ha portato Gino Cecchettin a dialogare con gli studenti del Laboratorio Storie condivise — che coinvolge scuole superiori e ospedali — sul tema delle relazioni. Da quell’incontro è nato il volume “A Giulia” (Edizioni L’Omino Rosso), accompagnato da un video con podcast realizzato con Fondazione Radio Magica e dal relativo audiolibro, prodotto dal Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre in collaborazione con l’Associazione Polaris di San Vito.
Il progetto ha inoltre portato a Pordenone la mostra fotografica itinerante “La bellezza dell’imperfezione”, curata dall’Area Giovani del CRO di Aviano. Ospitata presso la Biblioteca Civica di Pordenone e prorogata fino al 13 giugno, la mostra raccoglie gli scatti di adolescenti guariti o ancora in cura per patologie oncologiche, provenienti da undici centri italiani di onco-ematologia pediatrica della rete AIEOP. Ogni immagine è un atto di coraggio: un modo per restituire al pubblico una visione diversa della fragilità, in cui la forza e la bellezza nascono proprio da ciò che non è perfetto. Il 22 aprile, al Ridotto del Teatro Verdi, la psicopedagogista Barbara Tamborini ha approfondito i temi della mostra insieme alle riflessioni scritte dai ragazzi coinvolti nel progetto.
Anche i Servizi Sociali del Comune di Pordenone sono parte attiva del progetto: in collaborazione con AsFO, promuovono un welfare culturale attraverso laboratori di biblioterapia rivolti agli operatori della cura, con al centro i temi dell’ingiustizia sociale e della discriminazione.
Cosa verrà
Nei prossimi mesi prenderanno vita numerose altre iniziative. Con l’USCI Pordenone, il progetto “Primavera di Voci”porterà i cori nei luoghi di cura — l’Area Giovani del CRO e il nuovo Ospedale di Pordenone — con la partecipazione anche del Coro dei soggetti portatori di afasia. Soroptimist Pordenone e la Scuola in Ospedale proporranno il laboratorio “Scrivo la mia canzone”, in cui gli studenti ricoverati lavoreranno con il musicista Marco Anzovino; seguiranno un concerto e un convegno sul ruolo dell’intelligenza artificiale come strumento di accompagnamento nel tempo della malattia. Con ADAO sono previste attività di arteterapia per le ragazze del Centro Diurno e una mostra delle loro opere. Il Teatro Sociale di Comunità proporrà un percorso laboratoriale rivolto a studenti delle scuole superiori e a operatori sanitari, che culminerà nella messa in scena di uno spettacolo dal vivo. A Pordenonelegge 2026, l’Istituto Flora e l’Area Giovani del CRO presenteranno un romanzo di una nota autrice italiana, di cui verrà data notizia nei prossimi mesi. Per il Maggio dei Libri, uscirà un video con podcast realizzato dalla biblioteca dell’Istituto Flora con Fondazione Radio Magica, cui hanno partecipato i ragazzi dell’Istituto e del centro diurno disturbi alimentari e pediatria dell’ospedale civile di Pordenone.
Nel 2027 sono in programma un convegno conclusivo e la presentazione, durante Pordenonelegge, di un volume che raccoglierà le riflessioni di pazienti, operatori sanitari, studenti e caregiver sul tema del tempo umano — il tempo della malattia, della cura, delle relazioni, della resilienza — per condividere tutto ciò che il progetto avrà generato.
Tutti gli aggiornamenti sul sito www.pordenonecapitale2027.it
“puZZle Generation”: la Biblioteca per i giovani dai 11 ai 19 anni
“puZZle Generation” è il nuovo progetto di promozione della lettura della Biblioteca Civica di Pordenone, dedicato a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 19 anni. Come suggerisce il nome, il progetto intreccia linguaggi e strumenti diversi — analogici e digitali — per avvicinare i giovani alla lettura e alla creazione di contenuti narrativi, trasformando la biblioteca in uno spazio sicuro e informale dove fare esperienze, socializzare e scoprire storie.
Il progetto è stato reso possibile dall’aggiudicazione di un importante bando che ha assegnato alla Biblioteca 45.000 euro di finanziamento: un risultato che testimonia la competenza e la dedizione del personale nel monitorare le opportunità disponibili e nell’intercettare i bisogni reali dell’utenza.
Il programma, articolato da maggio a settembre 2026, prevede oltre 40 laboratori pensati per due fasce d’età — 11-14 anni e 15-19 anni — costruiti attorno ai canali espressivi più vicini alle nuove generazioni: fumetto, manga e graphic novel, escape book e game book, gruppi di lettura, lettura ad alta voce e registrazione di audiolibri, produzione di contenuti digitali, laboratori che uniscono musica e narrazione. La sezione ragazzi della biblioteca si arricchirà inoltre di circa 360 nuovi libri.
Accanto ai laboratori per i giovani, il progetto offre un calendario di incontri rivolti agli adulti — insegnanti, educatori, genitori e bibliotecari — per accompagnare le nuove generazioni con strumenti e consapevolezza aggiornati.
“puZZle Generation” è pensato per essere inclusivo: grazie alla collaborazione con l’Associazione APN aps e La Casa dell’Autismo aps. Il progetto porta con sé anche un importante aggiornamento tecnologico degli spazi: nuovi dispositivi digitali e un nuovo sistema di videoconferenza per seguire gli incontri anche a distanza.
Gli appuntamenti già avviati
Il progetto ha preso il via con una serie di appuntamenti nel mese di maggio. Il 9 maggio è iniziato il primo laboratorio per ragazzi: un ciclo di tre incontri di lettura ad alta voce e teatro condotto da Federica Guerra, con i successivi appuntamenti fissati per il 23 e il 30 maggio. Il 16 maggio si è tenuto l’incontro mensile del gruppo di lettura per ragazzi dagli 11 ai 14 anni. Sono già andati in scena anche numerosi incontri formativi per adulti: la psicopedagogista Barbara Tamborini ha aperto il ciclo il 22 aprile con una riflessione sull’adolescenza e l’identità; Matteo Maria Giordano ha condotto tre appuntamenti sul ruolo degli adulti nell’era digitale (27 aprile, 4 e 11 maggio); Giuseppe Bartorilla, il 5 maggio, ha guidato una mattinata sul rapporto tra adolescenti e biblioteca; Jessica Tondini, il 7 e il 15 maggio, ha affrontato i temi dei Bisogni Educativi Speciali e dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
I prossimi appuntamenti
Il 25 maggio il gruppo di lettura per ragazzi dai 15 ai 17 anni si riunirà dalle 14:30 alle 15:30, mentre la psicologa e psicoterapeuta Sabrina Burato terrà un incontro dedicato all’esperienza delle persone autistiche in adolescenza, con testimonianze, ricordi autobiografici e citazioni letterarie.
Tutti i laboratori e gli incontri sono gratuiti e aperti a tutti. Per iscriversi è sufficiente inviare una mail a biblioteca.ragazzi@comune.pordenone.it con oggetto “Iscrizione puZZle Generation”. Il calendario completo è disponibile su biblioteca.comune.pordenone.it e su pordenonecapitale2027.it, e sui canali social del Comune di Pordenone (Instagram, Facebook e Telegram).













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