DE TONI: “SULLA SICUREZZA PARLO CON ONESTÀ. UDINE È UNA CITTÀ SICURA, MA SENZA ABBASSARE LA GUARDIA”

L’indice del Sole 24 Ore sulla criminalità, aggiornato a ottobre 2025, offre uno spunto serio di riflessione. Udine è al 67° posto su 106 province italiane, con un numero di denunce sotto la media nazionale e un livello di sicurezza superiore rispetto a realtà come Gorizia e Trieste. In Friuli Venezia Giulia, solo Pordenone presenta dati migliori. Questo, prima di tutto, conferma che Udine è una città sicura, anche in un contesto nazionale che ha visto aumentare le denunce in molte zone del Paese.
So bene, però, che i numeri da soli non bastano. I cittadini vogliono vedere risposte concrete. Ed è proprio per questo che, da quando abbiamo assunto la guida della città, non abbiamo mai ignorato il tema della sicurezza: lo abbiamo affrontato con realismo, senza scorciatoie propagandistiche, mettendo in campo strumenti nuovi e collaborando in modo costante con la Prefettura, la Questura e tutte le forze dell’ordine.
Uno dei dati che mi ha colpito positivamente è il calo delle denunce per spaccio di droga, dove Udine ha guadagnato oltre 20 posizioni rispetto al 2022, confermandosi nelle fasce più basse della classifica nazionale. Segno che prevenzione e repressione stanno funzionando, e che il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine, spesso silenzioso, produce risultati. Questo anche grazie alle azioni coordinate con il Comune: dai pattugliamenti congiunti nelle aree sensibili, all’introduzione dei vigili di quartiere, fino al coinvolgimento dei cittadini nella sicurezza partecipata, con 56 referenti attivi nei quartieri in contatto con la Polizia Locale.
Ci sono però ambiti in cui non possiamo permetterci leggerezze. Penso ai furti in abitazione, che restano una delle tipologie di reato più sentite, e alle truffe digitali, in costante crescita. Su questi fronti occorre continuare a rafforzare il controllo del territorio ma anche la prevenzione intelligente: con nuovi impianti di videosorveglianza, maggiore illuminazione nei punti critici e programmi di alfabetizzazione digitale rivolti agli anziani. Su molti di questi punti stiamo lavorando da tempo, e continueremo a farlo per il bene della città.
C’è poi il tema dei reati che coinvolgono minori. Udine, come altre città del nord, presenta dati superiori alla media. Non lo nascondo. Soprattutto la fascia d’età adolescenziale oggi è in grande difficoltà, con i servizi sociali che si trovano in carico quasi 1 adolescente su 10, ed è per questo che sia in ambito istituzionale che educativo e scolastico stiamo lavorando investendo risorse e attivando progetti. Con l’ambito socio-assistenziale che include nove diversi comuni del territorio, abbiamo investito oltre 10 milioni di euro nei servizi per minori, famiglie e disabilità. La sicurezza non si costruisce solo con i controlli, ma anche con scuole più inclusive che diventano presidio sociale, educazione civica e servizi sociali che prevengono il disagio.
La gestione della sicurezza pubblica ha, per sua natura, due volti: da un lato controllo e repressione, che vanno sempre garantiti; dall’altro prevenzione e cura. La sicurezza passa attraverso la coesione sociale, la cura dello spazio pubblico e la comunità che si incontra. In campagna elettorale abbiamo detto che “una città vissuta è una città sicura”: lo confermiamo ogni giorno investendo in rigenerazione urbana, cultura, servizi educativi, vivibilità dei quartieri.
È questo il modello di città che stiamo costruendo. Una Udine più viva, più giusta e quindi più sicura. Dove la risposta ai problemi non è chiudersi, ma partecipare, conoscersi, abitare gli spazi insieme. È lì che nasce la vera sicurezza: nel legame tra istituzioni e cittadini, e nel diritto di ognuno a sentirsi parte di una città che non lascia indietro nessuno.














Ciao mondo!