Il Parco delle Rose rinasce a Grado: il giardino storico restituito alla città, tra profumo di rose, viali drenanti e innovazione green

Inaugurato il Parco delle Rose di Grado dopo un intervento di riqualificazione che ha restituito respiro, bellezza e sostenibilità a uno dei giardini storici più amati dell’Adriatico. Un progetto da 890 mila euro che riscrive il futuro del verde urbano gradese, nel segno della tradizione botanica novecentesca e delle sfide ambientali del terzo millennio.
«Oggi restituiamo a Grado molto più di un parco: restituiamo un pezzo d’anima della nostra città. Un secolo di storia, un futuro di bellezza
Il Parco delle Rose non è solo verde: è memoria, è identità, è il luogo in cui generazioni di gradesi hanno passeggiato, si sono incontrati, hanno sognato. Vederlo rinascere con questo splendore è un’emozione che non riesco a descrivere a parole.»
— Giuseppe Corbatto, Sindaco di Grado
Un viale che torna a respirare
Spazio di connessione fra spiaggia e città, forme che evocano la laguna e i suoi isolotti fioriti, o meglio i «fiuri de tapo» cantati dal poeta Biagio Marin, fautore della nascita del Parco delle Rose. Un parco rinnovato, capolavoro fra spazialità e luce, che questa mattina, dopo 200 giorni di lavori e un investimento complessivo di 890 mila euro, è stato inaugurato e benedetto dal parroco Paolo Nutarelli, alla presenza dell’amministrazione comunale, delle Autorità, del consigliere regionale Furio Honsell e dei bambini dell’asilo parrocchiale “L. Rizzo”. Cuore pulsante del nuovo parco è il grande viale trasversale (oggetto dell’ultimo lotto), tracciato per la prima volta nel 1925 e oggi completamente rigenerato. Il percorso — largo 2,8 metri per rendere comoda la passeggiata oltre che inclusiva anche per le persone con disabilità – è stato rialzato e dotato di un sistema di pavimentazione drenante (risultato: niente più criticità di ristagno idrico). Sotto la pavimentazione corre un sottofondo drenante di 20 centimetri, delimitato da eleganti bordi in corten in dialogo con il paesaggio circostante.
«Ho camminato su questo viale tante volte da bambino. Allora era ghiaia e profumava di sale e di rose. Oggi, con questo nuovo pavimento che drena l’acqua invece di trattenerla, possiamo tornare a passeggiarci con le carrozzine, con i bambini, con i nonni. È un viale per tutti, finalmente», dichiara il sindaco Giuseppe Corbatto. Lungo la passeggiata dei platani — uno degli elementi arborei più antichi e maestosi del parco — e nei controviali all’ombra dei pini, la pavimentazione lascia il posto a proteggi-prato con ghiaia, per garantire alle radici centenarie di respirare e captare l’acqua necessaria senza alterare gli equilibri naturali del suolo.
La vegetazione: oltre 150 varietà di rose e la magia del Mediterraneo
Un autentico «giardino sul retrospiaggia». Il nuovo volto del Parco delle Rose ha riportato in vita la visione botanica immaginata da Biagio Marin, con una ricchezza vegetazionale pensata per essere sostenibile e accessibile con un’ispirazione Liberty. «Quando ho visto le prime rose piantate, ho pensato a Biagio Marin. A quest’uomo straordinario che un secolo fa sognò un giardino per regalare bellezza a una città che stava nascendo. Noi stiamo completando il suo sogno. E questo mi commuove profondamente: abbiamo restituito al parco la sua identità botanica», aggiunge il primo cittadino. Il fulcro del nuovo impianto vegetale è una grande aiuola di rose rosse dal disegno evocativo — la forma di una rosa stilizzata — ispirata a una poesia della poetessa friulana Geda Jacolutti, amica di Marin. Lungo i bordi del parco si snodano fasce di arbusti e rose: verso il mare, a sud, dominano le fioriture bianche e azzurre associate ad aromatiche mediterranee; verso nord, a separare il parco dalla strada, esplodono i toni del giallo, dell’arancio e del rosato. Lungo la passeggiata dei platani, aiuole di lavanda, rosmarino e salvia si alternano a piante da bacca nelle zone più ombreggiate. Tra i nuovi alberi impiantati spiccano specie scelte per i loro cromatismi: fioriture primaverili esplosive e fogliame autunnale vibrante animeranno il parco in ogni stagione. Avviato anche il rinnovamento del patrimonio arboreo centenario.
Il rain garden: dove l’acqua torna alla terra
Nell’area più bassa del parco — quella che, dopo ogni temporale, si trasformava in una pozzanghera fangosa e inaccessibile — sorge ora uno degli elementi più innovativi e visivamente affascinanti dell’intera riqualificazione: il rain garden che permettono di accumulare, filtrare e assorbire le acque meteoriche in modo efficiente e silenzioso. La copertura vegetale del rain garden è affidata a tappezzanti a bassissima manutenzione. Nelle immediate vicinanze, nella piccola emergenza della vallecola dei platani, trovano posto arbusti da ombra con fioriture estive e autunnali, scelti tra le specie tipicamente utilizzate nei giardini friulani d’inizio Novecento, omaggio floreale alla storia del luogo.
Il sistema drenante: tecnologia invisibile per un parco resiliente
«Abbiamo progettato un parco che beve l’acqua del cielo e la restituisce alla terra e alle piante. In un’epoca in cui l’emergenza climatica è realtà quotidiana, questo non è un lusso: è responsabilità. Grado dimostra che si può fare verde in modo intelligente», sottolinea il sindaco Giuseppe Corbatto. Un parco che non spreca una sola goccia d’acqua, in grado di gestire le piogge anche intense senza allagamenti, che si irrigua con risorse proprie, rinnovabili e a costo zero. Sotto i viali e le aiuole del nuovo Parco delle Rose, infatti, scorre un sistema idraulico all’avanguardia, progettato per rispettare il principio di invarianza idraulica e chiudere il ciclo naturale dell’acqua senza appesantire la rete fognaria cittadina. La pavimentazione drenante garantisce la dispersione continua delle acque meteoriche nel sottosuolo. Un tubo drenante, collocato nel sottofondo dei percorsi, intercetta l’acqua in eccesso — quella dei temporali più violenti — e la convoglia in una cisterna interrata, dove viene raccolta e riutilizzata per l’irrigazione. Riattivato anche lo storico pozzo artesiano del parco scavato nel primo Novecento.
IL PROGETTO IN NUMERI
Superficie complessiva riqualificata (lotti A ed E): 1,5 ettari
Importo lavori: € 890 mila euro
Larghezza viali principali: 2,8 metri
Spessore sottofondo drenante: 20 cm
Spessore pavimentazione drenante: 10 cm
Tappezzanti rain garden: Lippia nodiflora, Erigeron karvinskianus
Fonti di approvvigionamento cisterna: Tubi drenanti, fontanelle, pozzo artesiano storico














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