Carcere, Pirone e Zini: cultura, dignità e abitare al centro delle politiche di reinserimento

Gli assessori del Comune di Udine Federico Pirone e Andrea Zini sono intervenuti questa mattina alla conferenza stampa del Garante Counale dei diritti delle persone private della libertà personale Andrea Sandra. Anche quest’anno, con la collaborazione di Coop Alleanza 3.0, Società della Ragione e Icaro, è stata organizzata la distribuzione di angurie alle persone detenute da consumare durante le attività sociali. I due rappresentanti della Giunta hanno ribadito l’impegno dell’Amministrazione sui temi della dignità delle persone detenute, del rapporto tra carcere e città e dei percorsi di reinserimento sociale.
“Occuparsi del carcere significa occuparsi di tutta la comunità“, sottolinea l’assessore alla Cultura Federico Pirone. “La libertà può essere tolta, la dignità no. Ringraziamo il Garante e le realtà della società civile che continuano a tenere accesi i riflettori su questa realtà, rispetto alla quale come amministrazione sentiamo il dovere di fare la nostra parte. In questo senso la ristrutturazione in corso nel carcere di Udine rappresenta un fatto particolarmente significativo rispetto alla situazione di molti istituti penitenziari italiani e consentirà di avere a disposizione nuovi spazi dedicati alla cultura, completamente rinnovati e attrezzati per accogliere non soltanto le persone detenute, ma anche il pubblico esterno. Il teatro ormai prossimo al completamento potrà così diventare un luogo pienamente inserito nella vita culturale cittadina. Nei prossimi bandi del Comune dedicati ai contributi per la programmazione estiva e invernale della città infatti intendiamo prevedere la possibilità, per le associazioni partecipanti, di scegliere anche gli spazi del carcere come sede delle proprie performance artistiche, musicali e culturali. Significa rendere concreto il principio secondo cui il carcere non deve essere un luogo separato dalla città”.
Sul tema del reinserimento è intervenuto invece l’assessore alle Politiche abitative Andrea Zini, richiamando in particolare il ruolo dell’abitare sociale. “Per una persona che esce dal carcere o accede a misure alternative alla detenzione, avere una casa rappresenta uno degli elementi decisivi per poter costruire un vero percorso di reinserimento. Quando manca una rete familiare, affrontare da soli questa fase diventa estremamente difficile. Il Comune ritiene che tra le proprie finalità sociali debba esserci attenzione anche a queste situazioni”.
“Per questo – prosegue Zini – già con la variazione al Documento unico di programmazione dello scorso luglio abbiamo individuato nell’edificio comunale fermo da circa vent’anni tra via Chinotto e viale Trieste, composto da quattro unità abitative, una possibile risposta concreta. Nel nuovo DUP 2027-2029, che sarà prossimamente sottoposto al Consiglio comunale, l’obiettivo sarà ancora più chiaro: puntiamo ad avviare la progettazione nel 2027 e, parallelamente, a reperire tramite finanziamenti pubblici circa 3 milioni di euro per la ristrutturazione dell’immobile, valutando anche la possibilità di ricavare spazi destinati ad attività produttive. In questo modo daremo una risposta abitativa ma di vero reinserimento sociale, accompagnando la realizzazione di una sede fisica ad una progettualità che sarà costruita in collaborazione con le associazioni che già lavorano all’interno del carcere”.














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