BASSO E PARIGI ALLA PRESENTAZIONE DELLA TRENTESIMA EDIZIONE DE L’ARLECCHINO ERRANTE

Pordenone, 30 luglio 2026 – Il sindaco di Pordenone Alessandro Basso e l’assessore alla Cultura Alberto Parigi hanno partecipato questa mattina alla conferenza stampa di presentazione della trentesima edizione del Festival Internazionale L’Arlecchino Errante, in programma in città dal 1° al 10 settembre. Organizzata dalla Scuola Sperimentale dell’Attore, la manifestazione sarà dedicata quest’anno al tema “Suoni e sentimenti” e proporrà spettacoli, workshop e incursioni teatrali diffuse, confermandosi tra gli appuntamenti più rappresentativi del panorama culturale pordenonese.
«L’Arlecchino Errante – ha dichiarato il sindaco Alessandro Basso – è un festival capace di parlare davvero a tutti: ai bambini, ai giovani, agli adulti e alle persone diversamente giovani. Da trent’anni riesce a riunire generazioni diverse attraverso linguaggi creativi che ogni anno sanno sorprendere, emozionare e rinnovarsi. È questa la sua forza: un festival vivo, festoso e capace di guardare sempre avanti, senza smettere di sperimentare. Complimenti agli organizzatori e a tutti coloro che, con il loro impegno, continuano a far crescere una manifestazione che da trent’anni è parte dell’identità culturale della nostra città».
«Il titolo scelto per questa trentesima edizione, “Trent’anni di teatro tra suoni e sentimenti” – ha commentato l’assessore alla Cultura Alberto Parigi – ci ricorda una cosa molto semplice ma profonda: il teatro non è soltanto uno spettacolo da guardare, è un’esperienza da vivere. È emozione, incontro, relazione. Ed è proprio questo che Arlecchino Errante continua a essere dopo trent’anni: un teatro che attraversa la città, esce dai palcoscenici convenzionali, invade piazze e strade, incontra le persone e le rende parte di ciò che accade. È questo, credo, il significato più autentico delle sue incursioni teatrali diffuse: fare della cultura un’esperienza condivisa e partecipata.
Arlecchino Errante ci ricorda anche che la cultura non è qualcosa da conservare sotto una teca. La cultura cammina insieme alle persone, si trasforma, pone domande, sorprende. Il festival ha saputo custodire il fascino del teatro artigianale, genuino, facendolo dialogare con la ricerca, la sperimentazione e i linguaggi contemporanei. Lo dimostrano il forte investimento sulla formazione, che da sempre rappresenta uno degli elementi distintivi della manifestazione, e la capacità di accogliere progetti nuovi come il Teatro Urbano 27 e “Mask Sabbath”, che interpretano perfettamente questo spirito di ricerca e contaminazione.
In un certo senso Arlecchino Errante ha anticipato di trent’anni uno dei temi che oggi caratterizzano il percorso di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027: la capacità di sorprendere. Non una cultura prevedibile, ma una cultura che percorre strade nuove, crea relazioni, coinvolge una comunità e invita a guardare la realtà da prospettive diverse. È forse questo l’aspetto che più colpisce di Arlecchino Errante: attorno al festival si percepisce una comunità vera, fatta di artisti, volontari, studenti, cittadini e istituzioni che in questi trent’anni hanno contribuito a farlo crescere. È questo il miglior augurio che possiamo fare a un festival che è diventato parte dell’identità culturale di Pordenone».














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