VILLA CATTANEO APRE LE PORTE ALLA CITTÀ: PROVE GENERALI PER IL POLO DEL FUTURO MUSICALE

Pordenone, 20 ottobre 2026 — Musica dal vivo, dj set, visite agli spazi e un confronto aperto sul futuro della villa: con “Siamo Suono” Villa Cattaneo ha vissuto, sabato 17 ottobre, la sua prima anteprima di apertura alla cittadinanza. A organizzarla sono stati i giovani della cooperativa Echi Futuri, ai quali l’amministrazione comunale ha affidato la villa, destinata a diventare il Polo del Futuro Musicale. Sarà uno spazio interamente dedicato alla musica, tra produzione, digitalizzazione ed eventi, e verrà inaugurato ufficialmente nel 2027 come uno dei progetti di Pordenone capitale italiana della Cultura 2027.
La serata ha fatto da banco di prova per gli spazi e per la macchina organizzativa, con una risposta del pubblico che conferma il potenziale del luogo. Il progetto segna anche la nascita di una nuova impresa culturale giovanile: un’eredità concreta che l’anno da Capitale porta in dote alla città.
“Questa operazione ha un valore molto importante — sottolinea l’assessore alla Cultura Alberto Parigi — perché restituisce Villa Cattaneo alla città e la affida ai giovani, che qui faranno produzione musicale, digitalizzazione ed eventi. È la concretizzazione di un progetto di Pordenone 2027: oltre alle discussioni e alle polemiche, ci sono i fatti, e questi dicono che le prove generali sono andate molto bene. L’amministrazione crede in questi ragazzi e li accompagna in questa prima fase, con l’obiettivo che camminino presto con le proprie gambe. A loro va tutta la mia fiducia: lavoreranno in piena autonomia e indipendenza, e sono certo che sapranno assumere questo compito con grande senso di responsabilità“.
Soddisfazione anche da parte della cooperativa. “La serata è stata per noi un bellissimo banco di prova — spiega Leonardo Del Pup, presidente di Echi Futuri — e una prima occasione concreta per testare gli spazi della villa, metterci alla prova sul piano organizzativo e iniziare a immaginare insieme al pubblico ciò che questo luogo potrà diventare. Vogliamo costruire uno spazio dedicato alla musica, ma soprattutto un luogo vivo, aperto alla città, capace di mettere in relazione persone, generazioni, competenze e linguaggi diversi. Il viaggio è ancora lungo e c’è moltissimo lavoro da fare, ma abbiamo compiuto un primo passo importante. La sfida sarà trasformare queste prime esperienze in una realtà culturale solida e partecipata, capace di lasciare qualcosa di duraturo alla città e a tutto il territorio, anche oltre il 2027“.













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