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Home›FRIULI›Udine presenta il Bilancio di Genere, numeri e politiche per ridurre le disuguaglianze

Udine presenta il Bilancio di Genere, numeri e politiche per ridurre le disuguaglianze

By Maira Trevisan
16 Dicembre 2025
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Il Comune di Udine ha presentato oggi a Palazzo D’Aronco il suo primo Bilancio di Genere dall’insediamento della giunta De Toni, uno strumento di analisi e governance che consente di leggere in modo strutturato l’impatto delle politiche pubbliche e della spesa comunale sulle donne e sugli uomini della città. Il documento, curato dall’associazione Period Think Tank e dal gruppo di lavoro interno al Comune di Udine, è stato illustrato dal sindaco Alberto Felice De Toni e dall’assessora alle Pari Opportunità Arianna Facchini e rappresenta un passaggio significativo verso una programmazione più consapevole ed equa.

Le politiche comunali a Udine incidono sulla riduzione delle disuguaglianze di genere: il Bilancio di Genere è uno strumento trasversale di governo che, attraverso una riclassificazione strategica delle risorse economiche, rende evidente come la gran parte della spesa comunale sia indirettamente sensibile alla parità. Il Bilancio consente infatti di superare una visione formalmente neutra del documento di programmazione, mettendo in luce gli effetti concreti che le politiche producono su gruppi diversi della popolazione, in un’ottica intersezionale che tiene conto del genere, dell’età, delle condizioni di vita, del lavoro di cura e della disabilità.

UDINE, UNA CITTA’ DELLE DONNE

L’analisi parte dal contesto demografico e sociale della città. Udine presenta una popolazione a prevalenza femminile, pari al 52,8 per cento del totale, e un indice di vecchiaia molto elevato, che raggiunge il 245,9 per cento. Nelle fasce di età più avanzate, in particolare oltre gli 80 anni, la presenza femminile è nettamente dominante, con ricadute importanti in termini di solitudine, fragilità e domanda di servizi di assistenza. A questo si aggiunge un indice complessivo del carico di cura femminile che arriva al 41,3 per cento, evidenziando come il lavoro di cura non retribuito continui a gravare in modo sproporzionato sulle donne.

Dal punto di vista dell’istruzione e del lavoro, il Bilancio di Genere restituisce un quadro di forti contraddizioni. Le donne tra i 25 e i 49 anni presentano un livello di istruzione più elevato rispetto agli uomini, con il 46,4 per cento di laureate contro il 34,6 per cento degli uomini. Questo vantaggio formativo, tuttavia, non si traduce in pari opportunità occupazionali. Il tasso di occupazione femminile si ferma al 47,7 per cento, contro il 60,4 per cento di quello maschile, mentre la presenza delle donne nella non forza lavoro è molto più alta, in particolare tra le casalinghe, che rappresentano il 12,6 per cento delle donne contro l’1,2 per cento degli uomini. Uno squilibrio che produce effetti di lungo periodo, soprattutto sulla sicurezza economica delle donne anziane.

IL BILANCIO TRA CURA E WELFARE

È all’interno di questo quadro che il Bilancio di Genere analizza la spesa comunale, riclassificando il bilancio 2024 in base al suo impatto di genere. Ne emerge che circa il 60 per cento delle risorse rientra nella categoria delle spese indirette, per un valore complessivo di circa 65,7 milioni di euro. All’interno di questa quota, oltre 38 milioni di euro riguardano in particolare i servizi socio-assistenziali, che rappresentano l’asse portante del welfare comunale. Si tratta di interventi fondamentali per il sostegno alle persone fragili, per l’assistenza domiciliare, per i servizi rivolti agli anziani e alle persone non autosufficienti, con un impatto diretto sulla riduzione del carico di cura familiare che grava prevalentemente sulle donne.

Accanto ai servizi socio-assistenziali, un ruolo centrale è svolto dai servizi educativi per la prima infanzia, ai quali il Comune destina 5,5 milioni di euro per la fascia 0-6 anni. Il Bilancio di Genere evidenzia come l’investimento in nidi e servizi educativi sia uno dei principali fattori di promozione dell’uguaglianza di genere, perché favorisce la conciliazione tra vita lavorativa e familiare e consente una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Allo stesso modo, i servizi per la terza età e l’assistenza domiciliare, che superano complessivamente i 3 milioni di euro, risultano particolarmente rilevanti in una città con un indice di vecchiaia così elevato. Il servizio di prossimità “No alla Solit’Udine”, ad esempio, ha ricevuto 270 richieste da donne contro 125 da uomini, confermando una maggiore esposizione femminile all’isolamento sociale.

Accanto alle spese indirette, il Bilancio di Genere individua una quota di spese dirette esplicitamente dedicate alla promozione delle pari opportunità, che nel bilancio 2024 ammontano complessivamente a 281.889 euro. La parte più consistente di queste risorse è destinata al Centro Antiviolenza comunale “Zero Tolerance”, che riceve 214.440 euro. Nel corso del 2024 il Centro ha registrato un aumento del 40 per cento delle richieste di emergenza e un incremento del 66 per cento delle accoglienze in Casa Rifugio, dati che testimoniano sia la gravità del fenomeno della violenza di genere sia la centralità del servizio nel sistema di protezione locale.

Il documento evidenzia inoltre come circa il 40 per cento del bilancio comunale, pari a 86,1 milioni di euro, sia attualmente classificato come spesa “neutra”, in quanto mancano dati disaggregati per genere che ne consentano una valutazione puntuale dell’impatto. Rientrano in questa categoria ambiti strategici come le politiche del personale, la mobilità, l’urbanistica e la gestione degli spazi pubblici. Il Bilancio di Genere individua proprio in queste aree una delle principali sfide future, indicando la necessità di rafforzare la raccolta e l’analisi dei dati, integrare indicatori di genere nei documenti di programmazione, a partire dal DUP, e approfondire l’analisi dei tempi di vita e di utilizzo della città, con particolare attenzione ai temi della sicurezza, soprattutto nelle ore serali e notturne.

IL COMUNE, LA COMPONENTE FEMMINILE E’ DEL 62%

Un’attenzione specifica è dedicata anche al Bilancio di Genere interno all’ente. Il personale comunale è composto per il 62 per cento da donne, concentrate prevalentemente nei ruoli amministrativi ed educativi, mentre gli uomini risultano maggioritari nei profili tecnici e nella Polizia locale. Vi è inoltre una equa rappresentanza di genere tra le figure dirigenziali.

Il ricorso al part-time è fortemente femminilizzato, con il 15,6 per cento delle donne che vi ricorre contro il 2,4 per cento degli uomini, a conferma di come la conciliazione tra lavoro e vita privata continui a pesare soprattutto sulle lavoratrici. Sul piano della rappresentanza politica, la Giunta comunale presenta una composizione equilibrata, con cinque donne e cinque uomii, mentre il Consiglio comunale resta a prevalenza maschile, con il 65 per cento di uomini.

“Con questo Bilancio di Genere siamo tra i primi a rendere evidente come il lavoro quotidiano del Comune incida concretamente sulla qualità della vita delle donne”, ha dichiarato il sindaco Alberto Felice De Toni. “Nella nostra visione c’è una città capace di rispondere ai bisogni di tutte e tutti, e non solo di alcune categorie: un’esigenza che non è soltanto ideale, ma profondamente logica se si considerano le caratteristiche anagrafiche di Udine, il forte invecchiamento della popolazione e i dati che mostrano quanto il lavoro di cura continui a gravare in modo sproporzionato sulle donne. Questa analisi ci aiuta a capire dove intervenire per ridurre le disuguaglianze e rendere più efficaci le politiche pubbliche”.

“Con questo primo Bilancio di Genere rendiamo visibili dinamiche che spesso restano nascoste”, ha aggiunto l’assessora alle Pari Opportunità Arianna Facchini. “I dati mostrano chiaramente come il welfare comunale sia già oggi uno strumento fondamentale di equità, ma indicano anche la strada per il futuro: trasformare le spese considerate neutre in politiche strutturalmente orientate alla parità”.

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