{"id":7002,"date":"2025-04-07T09:18:54","date_gmt":"2025-04-07T07:18:54","guid":{"rendered":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=7002"},"modified":"2025-04-07T09:18:54","modified_gmt":"2025-04-07T07:18:54","slug":"sacile-patrie-dal-friul-concluse-le-celebrazioni-della-48-fieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=7002","title":{"rendered":"Sacile, Patrie dal Fri\u00fbl:  concluse le celebrazioni della 48^ Fieste"},"content":{"rendered":"<p>Si sono concluse, nel Comune pi\u00f9 occidentale del Friuli, Sacile, le celebrazioni della 48^ edizione della Fieste de Patrie dal Fri\u00fbl con cui si sono ricordati i 948 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077. La citt\u00e0-porta del Friuli rappresenta una scelta particolarmente simbolica in quanto, nel 1366, il patriarca Marquardo di Randeck la scelse per promulgare le\u00a0<i>Constitutiones Patriae Fori Iulii<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Organizzata quest\u2019anno da Comune di Sacile, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana &#8211; ARLeF, in collaborazione con l\u2019Istit\u00fbt Ladin Furlan \u201cPre Checo Placerean\u201d, la Fieste de Patrie dal Fri\u00fbl\u00a0\u00e8 cominciata, in piazza Sant\u2019Odorico, con il tradizionale alzabandiera della Bandiera del Friuli. Presenti, come di consueto, tantissime autorit\u00e0, insieme ai\u00a0sindaci e ai rappresentanti dei comuni del territorio friulano.\u00a0Successivamente, nella Chiesa di Sant\u2019Ulderico \u00e8 stata celebrata Santa Messa con letture e preghiere in friulano, sloveno, tedesco e veneto. Terminata la funzione, le cerimonie si sono spostate alla Loggia del Municipio, dove si \u00e8 tenuto il saluto di benvenuto agli ospiti e alla cittadinanza. Le celebrazioni civili sono poi proseguite al Teatro Ruffo. Ad aprirle \u00e8 stata l\u2019esecuzione dell\u2019Inno del Friuli intonato dalla talentuosa mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza, accompagnata al pianoforte da Ruggero Spagnol, assessore alla cultura della Citt\u00e0 di Sacile. Terminato l\u2019inno, come da programma c\u2019\u00e8 stata la lettura della Bolla imperiale e il tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco di Tarcento Maurizio Steccati, che aveva ospitato la Festa lo scorso anno, e il sindaco di Sacile,\u00a0<b>Carlo Spagnol<\/b>. Sono seguiti gli interventi delle molte autorit\u00e0 presenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo l\u2019intervento del sindaco, nel corso della cerimonia civile sono intervenuti:\u00a0<b>Geremia Gomboso<\/b>, presidente dell\u2019Istit\u00fbt Ladin Furlan;\u00a0<b>Daniele Sergon,<\/b>\u00a0presidente dell\u2019ACLIF &#8211; Assemblea della comunit\u00e0 linguistica friulana;\u00a0<b>Dorino Favot<\/b>, presidente dell\u2019ANCI FVG &#8211; Associazione Nazionale Comuni Italiani;\u00a0<b>Angelo Montanari<\/b>, che dal prossimo ottobre sar\u00e0 il rettore dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine;\u00a0<b>Eros Cisilino<\/b>, presidente dell\u2019ARLeF &#8211; Agenzia regionale per la lingua friulana; gli onorevoli\u00a0<b>Isabella De Monte<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Emanuele Loperfido<\/b>; la senatrice\u00a0<b>Tatjana Rojc<\/b>;\u00a0<b>Markus Maurmair<\/b>, per il Consiglio Regionale FVG;\u00a0<b>Mario Anzil<\/b>, vicepresidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e assessore alla cultura; il governatore della Regione\u00a0<b>Massimiliano Fedriga<\/b>\u00a0(con un video intervento).<\/p>\n<p>Presenti, inoltre, Rita Nassimbeni presidente del Consiglio comunale di Udine e la consigliera Stefania Garlatti Costa; Maurizio Negro, assessore del Comune di Gorizia; Stefania Miotto per la Societ\u00e0 Filologica Friulana; Gabrio Piemonte per l\u2019Ente Friuli nel Mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia<\/b>, intervenendo in un video messaggio, ha ricordato come la citt\u00e0 di Sacile, nel 1366, fu teatro\u00a0dell\u2019approvazione della Costituzione della Patria del Friuli. Una delle pi\u00f9 alte espressioni di autonomia istituzionale in Europa. \u00ab<i>Da quel momento<\/i>\u00a0\u2013 ha ricordato il governatore &#8211;\u00a0<i>la nostra terra visse, per oltre tre secoli, un periodo di unit\u00e0 e coesione, in cui si svilupparono una lingua comune, una cultura condivisa e un forte senso di appartenenza. Il Patriarcato fu anche esempio di pluralit\u00e0 e convivenza. Al fianco della lingua friulana, si garantiva rispetto e tutela alle lingue culture delle comunit\u00e0 slovene e germanofone. Un modello di pluralismo che oggi, in un\u2019Europa che cerca nuovi equilibri, resta un riferimento importante. Questa giornata ci ricorda che l\u2019identit\u00e0 friulana \u00e8 fondata sull\u2019autonomia ma anche sulla responsabilit\u00e0. Celebrare la nostra storia non significa rimanere ancorati al passato, ma rinnovare l\u2019impegno a trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza delle proprie radici. La lingua friulana\u00a0<\/i>\u2013 ha rimarcato &#8211;<i>\u00a0rappresenta un elemento essenziale di questo patrimonio. Promuoverla nei contesti educativi, nell\u2019istituzioni e i mezzi di comunicazione \u00e8 un dovere che ci assumiamo, perch\u00e9 attraverso la lingua passa non solo la memoria, ma la capacit\u00e0 di affrontare il futuro con consapevolezza. Il F-VG, grazie anche alla propria autonomia speciale, ha saputo dimostrare che \u00e8 possibile coniugare autogoverno e responsabilit\u00e0, identit\u00e0 e apertura, tradizione e innovazione. Questo \u00e8 il contributo che vogliamo continuare a offrire all\u2019Italia e all\u2019Europa. Essere un esempio concreto di coesione nella diversit\u00e0, di rispetto delle specificit\u00e0 e di solidariet\u00e0 tra le comunit\u00e0. La Fieste del Patrie dal Fri\u00fbl rinnova oggi il senso di appartenenza che ci unisce. Ci ricorda\u00a0<\/i>\u2013 ha chiuso il presidente Fedriga<i>\u00a0&#8211; che siamo custodi di un\u2019eredit\u00e0 preziosa, fatta di istituzioni solide, di pluralismo culturale e di coesione sociale e che questa eredit\u00e0 va custodita, difesa e trasmessa<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel suo intervento,\u00a0<b>Mario Anzil, vice presidente del F-VG e assessore alla cultura<\/b>, ha evidenziato l&#8217;importanza di conservare l&#8217;identit\u00e0, ricordare i valori degli avi &#8211; un patrimonio di secoli di laboriosit\u00e0 e capacit\u00e0 di superare le avversit\u00e0, come la ricostruzione post terremoto -, ma anche alimentare la consapevolezza nelle giovani generazioni di essere all&#8217;altezza di queste radici per costruire un futuro solido.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel ricevere la bandiera dall\u2019omologo di Tarcento, che ha ospitato la Fieste lo scorso anno,\u00a0<b>Carlo Spagnol,\u00a0<\/b>sindaco della Citt\u00e0 di Sacile, ha posto l\u2019accento sulla storia della citt\u00e0 sottolineando come: \u00ab<i>Sacile \u00e8 stato ed \u00e8 ancora un crocevia. Siamo orgogliosi di avere le nostre radici in Friuli. Noi vogliamo continuare a portare avanti questo legame, con l\u2019aiuto di tutti, anche attraverso il recupero dei legami, delle tradizioni, che sono il nostro patrimonio e che sapremo coltivare e far crescere nell\u2019interesse comune, guardando con ottimismo al futuro<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche il\u00a0<b>presidente dell&#8217;ARLeF, Eros Cisilino<\/b>, ha posto l&#8217;accento sull&#8217;importanza di Sacile nella storia del Friuli: \u00ab<i>Con le celebrazioni della Fieste de Patrie dal Fri\u00fbl a Sacile abbiamo acceso i fari su un fatto storico non ancora sufficientemente noto: seicentocinquantanove anni fa, nel 1366, su impulso del patriarca Marquardo di Randeck, in questa citt\u00e0 venivano promulgate le Constitutiones Patriae Fori Iulii, ovvero un volume che conteneva i \u201ccodici\u201d del diritto friulano, poi rimasti in vigore fino al 1797. Una codificazione giuridica all&#8217;avanguardia per l&#8217;epoca, cos\u00ec come del resto lo era il Parlamento della Patria, uno dei pi\u00f9 antichi d\u2019Europa e dei pi\u00f9 longevi della storia, dove accanto ai nobili e agli ecclesiastici, sedevano anche i rappresentanti dei Comuni. Le Constitutiones erano significativamente innovative sotto diversi punti di vista, ma senz&#8217;altro per il peso che davano alle donne, alle quali riconoscevano tutele e diritti non immaginabili per l&#8217;epoca e diventati universalmente riconosciuti solo secoli dopo. Si tratta di aspetti fondamentali che in una certa misura, da un punto di vista legislativo, ponevano la donna alla pari dell&#8217;uomo: poteva ereditare i beni del marito, in mancanza di eredi maschi, e aveva potere sul suo patrimonio in casi precisi. Temi tutt\u2019altro che secondari e che hanno visto il Friuli antesignano, rimarcando cos\u00ec, ancora una volta, la sua autonomia<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La senatrice\u00a0<b>Tatjana Rojc,<\/b>\u00a0ringraziando per l\u2019invito e complimentandosi per le celebrazioni, ha fatto invece un appello affinch\u00e9 si continui a coltivare lo studio delle lingue che compongono il panorama linguistico regionale e che lo si faccia con l\u2019impegno profuso dall\u2019UniUd, sin dalle sue origini, essendo il Friuli oggi al centro dell\u2019Europa: la forza di questo territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ha invece posto l\u2019accento sul legame dei friulani con i loro simboli l\u2019onorevole\u00a0<b>Isabella De Monte<\/b>. Prima fra tutti, la bandiera con la sua aquila. De Monte ha sottolineato l\u2019unicit\u00e0 del Friuli, terra in cui le differenze dei popoli coesistono pacificamente. Ha quindi parlato di un obiettivo comune: la ratifica della Carta europea delle lingue minoritarie, attesa da oltre 20 anni, un passaggio sostanziale che \u00e8 necessario avvenga.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il deputato\u00a0<b>Emanuele Loperfido\u00a0<\/b>salito sul palco del Teatro Ruffo, ha sottolineato come le istituzioni debbano saper essere all\u2019altezza del popolo che rappresentano e ha lanciato una sfida verso il futuro, in previsione del ritorno alle province, auspicando che siano in grado di essere snelle, di ascoltare il territorio, mettendolo nelle condizioni di saper correre per essere pronto ad affrontare a testa alta le sfide del futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A\u00a0portare i saluti del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, c\u2019era invece\u00a0il<b>\u00a0<\/b>consigliere regionale,\u00a0<b>Markus Maurmair<\/b>\u00a0il quale ha sottolineato come \u00abnon ci siano friulani di serie a o di serie b, ma che anzi, chi desidera prendere la bandiera del Friuli e metterla fuori dalla propria casa, per rivendicare l\u2019appartenenza a un popolo \u2013 al di l\u00e0 delle diversit\u00e0 presenti sul territorio \u2013 credo vada apprezzato e incoraggiato\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il neo eletto rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Udine,\u00a0<b>Angelo Montanari<\/b>, in carica dal prossimo 1\u00b0 ottobre, ha posto l\u2019accento su quello che ha definito \u00ab<i>un tratto distintivo del nostro Ateneo, che va coltivato con grande cura: la coesistenza di un forte radicamento con il territorio e uno sguardo che spazia in tutte le direzioni<\/i>\u00bb. Ricordando il padre, primo sindaco di Sacile nel secondo dopoguerra, poi emigrato in Argentina, ha aggiunto: \u00ab<i>Credo ci sia una rete di rapporti che lega le diverse realt\u00e0 del Friuli e che oggi l\u2019Universit\u00e0 di Udine sia uno dei nodi pi\u00f9 importanti di questa rete, svolgendo un ruolo fondamentale nel rafforzamento e nella valorizzazione del nostro territorio<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>\u00ab<i>Come\u00a0<\/i><i>Istit\u00fbt Ladin Furlan<b>\u00a0<\/b><\/i><i>siamo stati i primi, dopo l\u2019iniziativa del 1977, organizzata da Pre Checo Placerean, a sostenere le celebrazioni della Fieste de Patrie dal Fri\u00fbl. A quarantotto anni di distanza da quel giorno, siamo contenti che la Regione abbia riconosciuto questa iniziativa. Ancora pi\u00f9 bello \u00e8 vedere che il ricordo della nascita del Patriarcato di Aquileia, e quindi del Friuli, si allarga ogni giorno di pi\u00f9. Quindi devo dire grazie alla Regione, che ci ha creduto, cos\u00ec come all\u2019ARLeF e al Comune di Sacile, quest\u2019anno. Ma soprattutto il mio grazie va al popolo friulano che sta riscoprendo la sua storia. Una storia che ci era sempre stata negata, ma che \u00e8 una storia grandissima. Le celebrazioni che si sono svolte a Sacile, dove sono state promulgate le\u00a0<\/i><i>Constitutiones\u00a0<\/i><i>della Patria volute da Marquardo, dimostrano quanto il patriarcato fosse tra i pi\u00f9 avanzati d\u2019Europa<\/i>\u00bb, ha ricordato\u00a0<b>Geremia Gomboso, presidente dell\u2019Istit\u00fbt Ladin Furlan \u201cPre Checo Placerean\u201d<\/b>rimarcando anche che \u00ab\u00e8 doveroso esprimere una profonda preoccupazione per il mancato rispetto delle normative che dovrebbero garantire l&#8217;insegnamento della lingua friulana nelle nostre scuole. Le risorse stanziate, sebbene importanti, non sembrano garantire una presenza capillare e efficace della lingua friulana nel sistema educativo regionale. Quante altre generazioni \u2013 ha chiuso domandandosi retoricamente \u2013 dovranno passare prima che l&#8217;insegnamento del friulano venga riconosciuto per quello che \u00e8: un diritto fondamentale di tutti noi?\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il programma della Fieste \u00e8 proseguito, nel pomeriggio, dopo il tradizionale pranzo, offrendo ai presenti la possibilit\u00e0 di partecipare ai molteplici itinerari culturali. Fra essi l\u2019importante mostra d\u2019arte &#8220;Stral\u00fbs. 1985-2025 Arte in Friuli \/ Art in Fri\u00fbl&#8221;, frutto della collaborazione fra la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine, il Comune di Sacile e l&#8217;ARLeF, ospitata a Palazzo Ragazzoni, che rester\u00e0 aperta fino all\u201911 maggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sono concluse, nel Comune pi\u00f9 occidentale del Friuli, Sacile, le celebrazioni della 48^ edizione della Fieste de Patrie dal Fri\u00fbl con cui si sono ricordati i 948 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077. 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