{"id":14973,"date":"2026-09-15T12:14:55","date_gmt":"2026-09-15T10:14:55","guid":{"rendered":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=14973"},"modified":"2026-09-15T12:14:55","modified_gmt":"2026-09-15T10:14:55","slug":"criticita-dellisonzo-il-sindaco-ziberna-scrive-al-ministro-della-transizione-ecologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=14973","title":{"rendered":"CRITICIT\u00c0 DELL\u2019ISONZO: IL SINDACO ZIBERNA SCRIVE AL MINISTRO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content entry clearfix\">\n<p class=\"m_-8959183415413859653MsoNoSpacing\">L\u2019urgenza di interventi strutturali, la revisione delle modalit\u00e0 gestionali per la salvaguardia dell\u2019alveo e della portata dell\u2019Isonzo e la tutela dell\u2019ecosistema fluviale: questi gli argomenti affrontati dal sindaco, Rodolfo Ziberna, nella lettera inviata al ministero della Transizione Ecologica e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e per conoscenza al vice premier Antonio Tajani e all\u2019assessore regionale all\u2019Ambiente, Fabio Scoccimarro. In vista della riunione della Commissione mista italo-slovena per l\u2019idroeconomia in programma in Slovenia mercoled\u00ec 30 settembre, il primo cittadino ribadisce la forte preoccupazione per le gravissime e ricorrenti criticit\u00e0 che interessano la parte taliana del fiume, peraltro gi\u00e0 rappresentate pi\u00f9 volte al governo.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-8959183415413859653MsoNoSpacing\">La missiva inizia facendo presente il preoccupante prosciugamento del corso d\u2019acqua, che nel tratto immediatamente a valle del confine di Stato ha raggiunto livelli drammatici con una secca eccezionale che ha determinato un\u2019importante moria di pesci e che penalizza pesantemente il comparto agricolo ed enogastronomico isontino. Gli agricoltori hanno compiuto sforzi enormi per ottimizzare la risorsa idrica passando all\u2019irrigazione a pioggia, ma la gestione attuale dei flussi continua a mettere in ginocchio il territorio, spiega il sindaco: \u201cLe criticit\u00e0 odierne risentono pesantemente dei rilasci intermittenti (hydropeaking) dell\u2019impianto idroelettrico sloveno di Salcano, che vengono calcolati su base portate medie e non su un deflusso costante a tutela dell\u2019intero ecosistema. Non v\u2019\u00e8 dubbio che i rilasci minimi attuati dalla diga rispettino gli accordi presi in seno alla Commissione, ma a fronte della nuova situazione climatica, fortemente connessa a un naturale abbassamento della falda freatica, \u00e8 sempre pi\u00f9 urgente e improcrastinabile rideterminare un valore di portata minima che permetta di tutelare la fauna ittica e l\u2019ambiente fluviale, come previsto dalla normativa comunitaria\u201d.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-8959183415413859653MsoNoSpacing\">I parametri utilizzati sono stati definiti ormai cinquant\u2019anni fa con gli accordi del 1975 e quindi risultano del tutto incoerenti con la situazione attuale e con le direttive comunitarie (in particolare la Direttiva Quadro sulle Acque 2000\/60\/CE). \u201c\u00c8 improponibile ridurre la gestione del fiume a una mera spartizione burocratica delle acque tramite il concetto obsoleto di \u201cportata minima\u201d, superato oggi dai moderni standard di \u201cdeflusso ecologico\u201d e dalle linee guida europee sui corpi idrici modificati. La tutela della biodiversit\u00e0 del fiume \u00e8 perseguibile solo con azioni sinergiche di tutti gli attori coinvolti\u201d, prosegue il primo cittadino.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-8959183415413859653MsoNoSpacing\">Di qui la richiesta al ministro di farsi portavoce con la controparte slovena di una serie di priorit\u00e0, cominciando dalla revisione degli accordi e dal deflusso ecologico, promuovendo la revisione formale degli accordi del 1975 e ricalcolando la portata minima dell\u2019Isonzo per garantire la tutela della fauna ittica e del habitat in coerenza con la normativa europea. In secondo luogo la mitigazione dell\u2019Hydropeaking alla fonte, ovvero l\u2019adozione di misure di agendo direttamente sull\u2019impianto di Salcano, evitando cos\u00ec l\u2019impatto distruttivo dei rilasci a intermittenza sul tratto italiano. Una unit\u00e0 di crisi dotata di piena autonomia, in grado di agire celermente e di disporre tempestivamente variazioni delle portate in rilascio in occasione di situazioni critiche contingenti, consentirebbe di salvaguardare l\u2019habitat delle specie ittiche e di evitare il ripetersi di emergenze. E ancora il coinvolgimento nella riunione della Commissione di rappresentanti delle istituzioni del territorio, come peraltro attuato per prassi nelle riunioni in territorio italiano. L\u2019ultima istanza \u00e8 la realizzazione delle opere di regolazione a monte, quindi lo sblocco degli impegni previsti a livello transfrontaliero relativi alla regolazione dei flussi e al bacino di rifasamento nei siti preposti, nel rispetto degli accordi istituzionali di cooperazione.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-8959183415413859653MsoNoSpacing\">Il problema affonda le sue radici in questioni strutturali e transfrontaliere che attendono risposte da troppo tempo, rimarca il sindaco: \u201cGi\u00e0 in base agli accordi di cooperazione firmati a Osimo e nell\u2019ambito della Commissione mista per l\u2019idroeconomia era stato previsto un sistema globale che comprendesse la centrale idroelettrica di Salcano e la costruzione di un bacino di rifasamento con una capacit\u00e0 di circa tre milioni di metri cubi, da realizzare mediante uno sbarramento a Gorizia. Tale opera, pur essendo stata autorizzata dagli Enti competenti e pur avendo visto lo stanziamento delle somme necessarie per la quota italiana, non \u00e8 purtroppo mai stata realizzata dalla controparte slovena\u201d.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-8959183415413859653MsoNoSpacing\">Infine conclude: \u201cUn\u2019infrastruttura di questo tipo risolverebbe definitivamente il problema della portata dell\u2019Isonzo, poich\u00e9 il suo compito fondamentale \u00e8 regolare il regime delle acque, distribuendole in modo omogeneo nell\u2019arco della giornata e ottimizzando al contempo la produzione idroelettrica sull\u2019intera asta fluviale. A ci\u00f2 si affianca la necessit\u00e0 di costituire una task force di tecnici coordinata dalla Direzione regionale dell\u2019Ambiente per monitorare e risolvere in modo strutturale le problematiche di approvvigionamento del settore agricolo\u201d.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<div id=\"share-buttons-bottom\" class=\"share-buttons share-buttons-bottom\">\n<div class=\"share-links  icons-only\">\n<div class=\"share-title\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019urgenza di interventi strutturali, la revisione delle modalit\u00e0 gestionali per la salvaguardia dell\u2019alveo e della portata dell\u2019Isonzo e la tutela dell\u2019ecosistema fluviale: questi gli argomenti affrontati dal sindaco, Rodolfo Ziberna, nella lettera inviata al ministero della Transizione Ecologica e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e per conoscenza al vice premier Antonio Tajani e all\u2019assessore regionale all\u2019Ambiente, Fabio Scoccimarro. 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