{"id":14359,"date":"2026-07-20T14:02:31","date_gmt":"2026-07-20T12:02:31","guid":{"rendered":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=14359"},"modified":"2026-07-20T14:02:31","modified_gmt":"2026-07-20T12:02:31","slug":"era-di-maggio-alessio-boni-porta-in-scena-lorcolat-al-mittelfest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=14359","title":{"rendered":"&#8220;Era di maggio&#8221;: Alessio Boni porta in scena l&#8217;Orcolat al Mittelfest"},"content":{"rendered":"<div>\u00c8 una collaborazione che, anno dopo anno, si fa sempre pi\u00f9 viva e prolifica, quella fra Mittelfest e l\u2019ARLeF &#8211; Agenzia regionale per la lingua friulana. E che per questo 2026, nel 50\u00b0 del terremoto che sconvolse il Friuli, porter\u00e0 al pubblico della regione una nuova, grande, prima assoluta: &#8220;Era di maggio&#8221;, in cartellone sabato 25 luglio, alle 21.30, al Teatro Verdi di Gorizia.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Uno spettacolo che sar\u00e0 una vera e propria esperienza immersiva, grazie alla narrazione di Alessio Boni, cui spetter\u00e0 dare voce al testo scritto da Flavio Santi; e alle musiche originali di Damiano Drei, eseguite dall\u2019Orchestra La Corelli, diretta da Jacopo Rivani. Voce e musica, insieme, come in una danza, consentiranno agli spettatori di entrare in un paesaggio sonoro vivo e cinematografico, anche grazie alla messinscena curata da\u00a0Giacomo Pedini, direttore artistico del Festival.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\u00ab<i>La collaborazione tra ARLeF e Mittelfest \u00e8 ormai un percorso consolidato che, ancora una volta, dimostra come cultura e lingua possano raccontare identit\u00e0 e storia di un popolo. Nel cinquantesimo dal terremoto del 1976 ecco uno spettacolo che aiuta tutti a ricordare. Aiutandoci cos\u00ec, da un lato, a custodire le nostre radici e, dall&#8217;altro, a trasmettere alle nuove generazioni il valore di una comunit\u00e0 che, dopo quella tragedia, ha saputo rialzarsi pi\u00f9 forte e unita di prima<\/i>\u00bb, ha dichiarato Eros Cisilino, presidente dell&#8217;ARLeF.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00ab<i>In questi anni la collaborazione tra il festival e Arlef \u00e8 stata solida ed estremamente importante<\/i>\u00a0&#8211; ha sottolineato\u00a0Giacomo Pedini, direttore artistico di Mittelfest -,\u00a0<i>a partire dalla comunicazione in lingua friulana che abbiamo curato e voluto per Mittelfest, ritenendola doverosa per questo territorio. Dopo importanti spettacoli fatti insieme, nel 2026 non poteva non nascere un ricordo, un momento di rito e di memoria legata al cinquantesimo del terremoto. Cos\u00ec \u00e8 nato \u201cEra di maggio\u201d, come\u00a0una naturale consonanza d\u2019anime tra il dialogo costruito con Arlef e il suo direttore Cisilino e, in questo caso, con Flavio Santi, con l\u2019Orchestra La Corelli e naturalmente, con Alessio Boni che dar\u00e0 voce e corpo alla narrazione di quella giornata che segnato la storia e il mutamento del Friuli<\/i>\u00bb.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\u00ab<i>Sar\u00e0 un viaggio dentro una giornata normale, come molte altre, che si riveler\u00e0 eccezionale<\/i>\u00bb, ha spiegato lo stesso Santi,\u00a0docente all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Insubria, di origini friulane, gi\u00e0 vincitore del premio \u201cViareggio-R\u00e8paci\u201d, per la poesia, nel 2021, oltre che autore di due raccolte di poesie in friulano. Lui quel 6 maggio 1976, seppur molto piccolo, c&#8217;era. \u00ab<i>Quel giorno ero in casa. Avevo appena tre anni. Mio padre racconta di come indicavo i muri e lo interrogavo sul perch\u00e8 si stessero muovendo<\/i>\u00bb. Una traccia nella memoria che non si \u00e8 mai fatta ricordo, a causa della tenera et\u00e0. Uno di quegli episodi che arrivano come un lampo a squarciare una giornata solo apparentemente come le altre che, invece, cambiano tutto, per molti. \u00ab<i>Nonostante i pochi anni di vita, qualcosa di quel giorno mi \u00e8 sempre rimasto dentro e cos\u00ec, se mio padre e i miei zii hanno usato il cemento per ricostruire la casa andata completamente distrutta, io ho cercato di rimettere in piedi quei ricordi con le parole. Dopo averlo fatto, parzialmente, con alcune poesie e romanzi del passato, per la prima volta ecco un testo organico. Non escludo sar\u00e0 solo il primo passo prima di un romanzo dedicato al tema<\/i>\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In parte un&#8217;autobiografia, ma non del tutto (\u00ab<i>mi sono immaginato un po\u2019 di anni pi\u00f9 grande<\/i>\u00bb), &#8220;Era di maggio&#8221; &#8211; co-produzione\u00a0Orchestra La Corelli e Mittelfest2026 in collaborazione con l\u2019ARLeF &#8211; racconta quella giornata attraverso gli occhi di un ragazzo appena adolescente. Tutto scorre nella normalit\u00e0, fra i banchi di scuola, i compiti, i tuffi al fiume in una primavera particolarmente calda. La mente \u00e8 gi\u00e0 alle vacanze estive sempre pi\u00f9 vicine. Alle 21, l&#8217;urlo dell&#8217;Orcolat squarcia il silenzio della sera. Per poco meno di un minuto \u2013 che sembra infinito &#8211; tutto trema. Quella giornata normale, \u00e8 diventata eccezionale. La terra ha ingoiato quasi 1000 morti e lasciato 45 mila persone con un unico tetto sopra la testa: le stelle.<\/div>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una collaborazione che, anno dopo anno, si fa sempre pi\u00f9 viva e prolifica, quella fra Mittelfest e l\u2019ARLeF &#8211; Agenzia regionale per la lingua friulana. E che per questo 2026, nel 50\u00b0 del terremoto che sconvolse il Friuli, porter\u00e0 al pubblico della regione una nuova, grande, prima assoluta: &#8220;Era di maggio&#8221;, in cartellone sabato 25 luglio, alle 21.30, al Teatro Verdi di Gorizia. 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