{"id":14355,"date":"2026-07-16T16:12:01","date_gmt":"2026-07-16T14:12:01","guid":{"rendered":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=14355"},"modified":"2026-07-16T16:12:01","modified_gmt":"2026-07-16T14:12:01","slug":"inaugurata-al-castello-di-udine-la-mostra-terremoti-e-trasformazioni-un-racconto-tra-fotografia-scienza-e-memoria-a-cinquantanni-dal-sisma-del-friuli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=14355","title":{"rendered":"Inaugurata al Castello di Udine la mostra &#8220;Terremoti e Trasformazioni&#8221;. Un racconto tra fotografia, scienza e memoria a cinquant&#8217;anni dal sisma del Friuli"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif\">La traccia del sismografo posto a metri di profondit\u00e0, in Grotta Gigante, l\u2019unico sistema di rilevazione attivo il 5 maggio del 1976. Lo scatto del 1928 a Verzegnis, che ritrae quattro bimbi, di cui uno in fasce, seduti ai piedi di una tenda, dopo il sisma che aveva colpito il Tolmezzino. L\u2019ingresso monumentale del Palazzo del Governo di Lubiana, ricostruito com\u2019era e ritratto ai nostri giorni. Gli abbracci, le lacrime, i dettagli del trauma interiore di chi ha vissuto l\u2019Orcolat. Ma anche le foto storiche di Udine e del Friuli, una stazione di rilevazione predisposta dall\u2019OGS e alcuni\u00a0disegni seicenteschi del Castello esposti per la prima volta. Questa \u00e8 solo una piccola anteprima della mostra\u00a0<strong>\u201cTerremoti e trasformazioni. Fotografia e scienza sul crinale del 1976 in Friuli\u201d<\/strong>, inaugurata oggi nel Salone del Parlamento\u00a0e in alcune sale della Galleria d&#8217;Arte Antica del Castello di Udine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif\">Alla presentazione sono intervenuti\u00a0<strong>l&#8217;assessore alla Cultura Federico Pirone<\/strong>, i curatori\u00a0<strong>Silvia Bianco, Antonio Giusa\u00a0<\/strong><strong>e<\/strong><strong>\u00a0Andrea Pertoldeo<\/strong>, insieme a tre dei quattro fotografi protagonisti dell&#8217;esposizione:\u00a0<strong>Olivo Barbieri, Marina Caneve\u00a0<\/strong><strong>e\u00a0<\/strong><strong>Davide Degano<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif\">Nel corso degli interventi \u00e8 stato sottolineato come\u00a0<strong>l&#8217;obiettivo del progetto<\/strong>\u00a0sia stato quello di costruire una mostra di ricerca, interamente ideata e prodotta in Friuli per questa occasione, capace di superare la retorica della commemorazione. La sfida curatoriale \u00e8 stata quella di intrecciare materiali storici, fotografie d&#8217;archivio e documenti scientifici con le ricerche originali commissionate a quattro autori contemporanei, dando vita a un allestimento ibrido in cui\u00a0<strong>fotografia, storia e scienza<\/strong>\u00a0dialogano continuamente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif\">La mostra,\u00a0<strong>visitabile dal 17 luglio al 18 ottobre 2026<\/strong>\u00a0negli spazi del Castello di Udine, nasce dalla collaborazione tra i\u00a0<strong>Civici Musei del Comune di Udine<\/strong>\u00a0e il\u00a0<strong>Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia (CRAF)<\/strong>, con l&#8217;<strong>Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS)<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>La Cineteca del Friuli<\/strong>, e propone una riflessione inedita sul terremoto del 1976, non come semplice ricorrenza commemorativa ma come punto di osservazione privilegiato per leggere le profonde trasformazioni del territorio friulano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif\">Come ha evidenziato\u00a0<strong>l&#8217;assessore alla Cultura Federico Pirone<\/strong>: \u00abIl nostro sforzo \u00e8 stato quello di concepire un progetto espositivo originale che aiutasse a riflettere sull\u2019eredit\u00e0 del terremoto e sulle trasformazioni del nostro Friuli e delle comunit\u00e0, senza alcuna forma di retorica. Abbiamo chiesto a quattro fotografi affermati, che non hanno esperienza del sisma del 1976, di dare una visione contemporanea e laterale sul Friuli di oggi. A questo abbiamo affiancato un confronto con la storia e la sua documentazione, conservata in molti dei nostri spazi cittadini, dai Civici Musei alla Biblioteca. Chi la visita pu\u00f2 trovare diversi livelli di lettura e grazie a questa stratificazione pu\u00f2 fare una sua personale riflessione su queste tragedie, in particolare sulla loro eredit\u00e0. Abbiamo voluto fare una scelta di rottura, andando oltre l\u2019amarcord scontato.\u00a0<\/span><strong>Il Friuli di oggi \u00e8 figlio di quel terremoto<\/strong>, ma dopo 50 anni \u00e8 radicalmente cambiato e deve trovare la sua nuova chiave di affermazione, anche a partire dalla memoria. Un obiettivo colto a pieno dagli artisti coinvolti e dai curatori, che insieme a\u00a0<strong>Fondazione Friuli<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Banca di Udine<\/strong>\u00a0hanno creduto in questo progetto. A tutti loro va il nostro ringraziamento\u00bb.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif\">Il percorso espositivo si sviluppa lungo\u00a0<strong>tre linee del tempo \u2013 culturale, paesaggistica e sismologica<\/strong>\u00a0\u2013 che accompagnano il visitatore dalla seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento fino alla contemporaneit\u00e0, con qualche incursione in periodi antecedenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif\">La mostra valorizza il patrimonio dei\u00a0<strong>Civici Musei<\/strong>\u00a0e della\u00a0<strong>Biblioteca Civica &#8220;V. Joppi&#8221;<\/strong>, mettendo in esposizione\u00a0<strong>circa 250 fotografie<\/strong>, in larga parte provenienti dalle collezioni civiche, insieme a incisioni, documenti storici e materiali scientifici. Il percorso racconta cos\u00ec l&#8217;evoluzione della fotografia e della sismologia attraverso opere e testimonianze che spaziano dalle prime calotipie di\u00a0<strong>Augusto Agricola<\/strong>\u00a0alle vedute di\u00a0<strong>Giuseppe Malignani<\/strong>, dagli studi scientifici di\u00a0<strong>Robert Mallet<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Giuseppe Mercalli<\/strong>\u00a0fino alla campagna fotografica realizzata da\u00a0<strong>Wilhelm Helfer<\/strong>, concessa in prestito dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Lubiana. Una sezione specifica \u00e8 inoltre dedicata al\u00a0<strong>terremoto della Carnia del 1928<\/strong>, documentato attraverso le analisi di\u00a0<strong>Michele Gortani<\/strong>\u00a0e i reportage fotografici di\u00a0<strong>Attilio Brisighelli<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Carlo Pignat<\/strong>, restituendo l&#8217;evoluzione dello sguardo scientifico e fotografico sui terremoti tra Ottocento e Novecento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif\">Accanto ai materiali d&#8217;archivio trovano spazio i\u00a0<strong>progetti inediti<\/strong>, realizzati tra il 2025 e il 2026 dai quattro fotografi contemporanei, tutti appartenenti a una generazione che non ha vissuto direttamente il terremoto del Friuli.\u00a0<strong>Olivo Barbieri<\/strong>\u00a0riflette sulla ricostruzione e sulla reinvenzione urbana di Lubiana;\u00a0<strong>Marina Caneve<\/strong>\u00a0indaga la rete scientifica internazionale nata anche grazie all&#8217;esperienza del terremoto friulano e i luoghi in cui il fenomeno sismico continua a essere studiato;\u00a0<strong>Davide Degano<\/strong>, attraverso una residenza realizzata al CRAF, racconta le nuove generazioni e la mobilit\u00e0 sociale del Friuli contemporaneo;\u00a0<strong>Giulia Iacolutti<\/strong>, anche lei coinvolta in una residenza al CRAF, affronta invece il tema della memoria e del post-trauma, costruendo una ricerca intima a partire dagli archivi storici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif\">Il dialogo tra fotografia e ricerca scientifica prosegue anche grazie alle\u00a0<strong>due postazioni di approfondimento<\/strong>\u00a0dedicate rispettivamente al\u00a0<strong>Centro di Ricerche Sismologiche dell&#8217;OGS<\/strong>, che proprio a Udine coordina una rete di\u00a0<strong>43 stazioni di monitoraggio sismico<\/strong>, e al portale\u00a0<strong>CFTIvisual dell&#8217;INGV<\/strong>, l&#8217;Atlante delle fonti visive dei terremoti italiani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif\"><strong>&#8220;Terremoti e Trasformazioni&#8221;<\/strong>\u00a0si inserisce nel programma di iniziative promosso dalla\u00a0<strong>Regione Friuli Venezia Giulia<\/strong>\u00a0per il cinquantesimo anniversario del sisma del 1976 ed \u00e8 realizzata con il contributo della\u00a0<strong>Fondazione Friuli<\/strong>, il sostegno di\u00a0<strong>BCC Banca di Udine<\/strong>\u00a0e il patrocinio dell&#8217;<strong>Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli<\/strong>, della\u00a0<strong>Camera di Commercio Pordenone-Udine<\/strong>, di\u00a0<strong>Confindustria Udine<\/strong>, di\u00a0<strong>Ente Friuli nel Mondo<\/strong>\u00a0e dell&#8217;<strong>Universit\u00e0 degli Studi di Udine<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif\"><strong>La mostra sar\u00e0 aperta al pubblico dal 17 luglio al 18 ottobre 2026<\/strong>, dal marted\u00ec alla domenica,\u00a0<strong>dalle 10 alle 18<\/strong>\u00a0(ultimo ingresso alle\u00a0<strong>17.30<\/strong>), negli spazi del\u00a0<strong>Castello di Udine<\/strong>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La traccia del sismografo posto a metri di profondit\u00e0, in Grotta Gigante, l\u2019unico sistema di rilevazione attivo il 5 maggio del 1976. 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