{"id":13643,"date":"2026-04-13T08:04:51","date_gmt":"2026-04-13T06:04:51","guid":{"rendered":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=13643"},"modified":"2026-04-13T08:04:51","modified_gmt":"2026-04-13T06:04:51","slug":"verso-pordenone-2027-presentazione-del-progetto-pluriennale-la-cultura-che-cura-inserito-nel-dossier-di-candidatura-pordenone-2027-citta-che-sorprende","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=13643","title":{"rendered":"VERSO PORDENONE 2027: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO PLURIENNALE \u201cLA CULTURA CHE CURA\u201d INSERITO NEL DOSSIER DI CANDIDATURA \u201cPORDENONE 2027. CITT\u00c0 CHE SORPRENDE\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">La visione di <strong>Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027<\/strong>\u00a0si fonda, fin dalla candidatura, sul principio che l&#8217;arte e la cultura non sono un settore isolato, ma una leva trasversale di sviluppo e coesione. Il dossier\u00a0<em>Pordenone 2027. Citt\u00e0 che sorprende<\/em>\u00a0declina questa visione in oltre 50 progetti che attraversano ambiti molto diversi \u2014 dalla formazione alla rigenerazione urbana, dal turismo al welfare \u2014 tutti accomunati dall&#8217;idea che\u00a0<strong>investire sulla cultura significhi investire sulla qualit\u00e0 della vita dell&#8217;intera comunit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 in questa cornice che si inserisce\u00a0<strong>&#8220;La Cultura che Cura&#8221;<\/strong>, un progetto pluriennale\u00a0<strong>(avviato nel 2025, con diverse attivit\u00e0 previste sia nel 2026 che nel 2027)\u00a0<\/strong>che esplora uno degli orizzonti pi\u00f9 delicati di questa visione: il legame tra cultura e salute, tra arte e benessere della persona. Un progetto che propone un modo diverso di pensare alla cura \u2014 non solo come trattamento della malattia, ma come attenzione alla persona nella sua interezza \u2014 e che, dopo i primi passi mossi nel 2025, si svilupper\u00e0 nei prossimi mesi attraverso un programma ricco di attivit\u00e0, eventi e collaborazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u201c<em>L\u2019Amministrazione comunale<\/em>\u00a0&#8211; ha commentato l\u2019<strong>Assessore alla Cultura Alberto Parigi<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>ha scelto di puntare su questo progetto perch\u00e9 rappresenta pienamente il senso di Capitale italiana della Cultura: un\u2019iniziativa innovativa, concreta e pluriennale, capace di mettere in rete istituzioni, operatori e comunit\u00e0, con l\u2019obiettivo di lasciare un\u2019eredit\u00e0 duratura. \u2018La Cultura che Cura\u2019 dimostra come la cultura non sia solo un insieme di eventi, ma un processo in grado di incidere profondamente sulla qualit\u00e0 della vita. Il progetto coinvolge pazienti, famiglie, operatori sanitari, studenti e cittadini, attivando pratiche come la prescrizione sociale, l\u2019arte terapia e la presenza della cultura nei luoghi di cura. Al centro c\u2019\u00e8 la persona, non solo come paziente ma come individuo con bisogni relazionali ed emotivi: in questo senso, la cultura diventa parte integrante del benessere. Un progetto che accresce il livello di civilt\u00e0 del territorio e che ha contribuito in modo determinante al riconoscimento di Capitale della Cultura, grazie anche a una straordinaria partecipazione dal basso<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u201c<em>Questo progetto innovativo<\/em>\u00a0&#8211; ha dichiarato l\u2019<strong>Assessora alle Politiche Sociali Guglielmina Cucci<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>conferma un percorso gi\u00e0 avviato dai servizi sociali verso la costruzione di un welfare culturale e comunitario, capace di generare valore e benessere per l\u2019intera comunit\u00e0. La collaborazione con il sistema sociosanitario rappresenta un importante cambio di paradigma: si passa da un modello assistenziale a un approccio che mette al centro la persona, valorizzandone l\u2019unicit\u00e0 e promuovendo un\u2019integrazione sempre pi\u00f9 forte tra politiche sociali, culturali ed educative. In questo contesto, la cultura diventa strumento di cura e la cura diventa cultura, rafforzando il diritto al benessere e alla salute. Allo stesso tempo, affrontiamo temi centrali per la societ\u00e0 contemporanea, come integrazione, discriminazione e disuguaglianze, riconoscendo nella conoscenza e nella cultura strumenti fondamentali per promuovere rispetto, dignit\u00e0 e coesione sociale\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il progetto \u00e8 promosso da tre soggetti capofila \u2014 l&#8217;<strong>Azienda Sanitaria Friuli Occidentale (AsFO),\u00a0<\/strong>il<strong>\u00a0Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (CRO)\u00a0<\/strong>e l&#8217;<strong>Istituto Flora di Pordenone<\/strong>\u00a0\u2014 e coinvolge una rete crescente di realt\u00e0 del territorio tra cui la Scuola in Ospedale-Soroptimist, l&#8217;USCI Pordenone, l&#8217;ADAO, i Servizi Sociali del Comune di Pordenone e il Teatro Sociale di Comunit\u00e0. A coordinare il progetto per le rispettive istituzioni sono la\u00a0<strong>Dott.ssa Nicoletta Suter per AsFO, il Dott. Maurizio Mascarin per il CRO di Aviano, la Prof.ssa Alessandra Merighi per l&#8217;Istituto Flora.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u201c<em>Le evidenze scientifiche, a partire dai report dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0<\/em>\u00a0&#8211; ha commentato la\u00a0<strong>Dott.ssa Nicoletta Suter<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>confermano il ruolo delle arti e della cultura nella promozione della salute e del benessere. La partecipazione ad attivit\u00e0 culturali e artistiche genera benefici concreti, sia in termini di prevenzione sia nel supporto ai percorsi di cura. In questo quadro si inserisce il modello della prescrizione sociale, che affianca alle cure tradizionali l\u2019accesso a esperienze culturali, grazie alla collaborazione tra sistema sanitario e territorio e al supporto di figure dedicate in grado di costruire percorsi personalizzati. L\u2019obiettivo \u00e8 rafforzare la formazione degli operatori e sviluppare una rete integrata tra ambito sanitario, culturale e sociale, capace di rispondere in modo pi\u00f9 efficace ai bisogni delle persone.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Strumenti come la medicina narrativa, che utilizzano linguaggi artistici e culturali, contribuiscono a mettere al centro la persona, valorizzandone la storia, i bisogni e la dignit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u201c<em>Il progetto \u2018La cultura che cura\u2019<\/em>\u00a0&#8211; ha dichiarato il\u00a0<strong>Dott. Maurizio Mascarin<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>mette al centro i giovani pazienti, valorizzandone il bisogno di normalit\u00e0 e trasformando l\u2019esperienza della malattia in occasione di crescita, espressione e condivisione. Attraverso iniziative come la mostra fotografica sulla \u201cbellezza dell\u2019imperfezione\u201d, il percorso coinvolge ragazzi da tutta Italia, promuovendo una riflessione sul valore della fragilit\u00e0 e sul ruolo della cultura come strumento di consapevolezza e benessere<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u201c<em>Il Laboratorio di scrittura \u2018Storie Condivise\u2019, esperienza unica in Italia che coinvolge studenti e ragazzi in cura<\/em>\u00a0&#8211; ha commentato la\u00a0<strong>Prof.ssa Alessandra Merighi<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>utilizza la narrazione come strumento di crescita, identit\u00e0 e benessere, contribuendo a rendere la biblioteca un vero agente di salute. Il progetto ha dato vita a una comunit\u00e0 educante e a numerose iniziative culturali, rafforzando il legame tra lettura, cura e sviluppo personale, in particolare nel percorso degli adolescenti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>LA CULTURA CHE CURA<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il legame tra cultura e salute \u00e8 ormai riconosciuto anche dall\u2019<strong>Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS)<\/strong>\u00a0che ha posto questa relazione tra le proprie priorit\u00e0. Le pratiche artistiche e culturali, infatti, non agiscono solo sulla sfera estetica o intellettuale, ma incidono concretamente sulla qualit\u00e0 della vita delle persone, favorendo la coesione sociale e riducendo le disparit\u00e0 tra individui e comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Partecipare a un evento artistico, visitare una mostra o dedicarsi alla creazione sono esperienze che il corpo e la mente registrano in modo tangibile: i livelli di stress e ansia diminuiscono, la produzione di dopamina aumenta e il senso generale di benessere psicologico ne risulta rafforzato. Gli effetti, inoltre, non si limitano a una fase specifica dell&#8217;esistenza, ma accompagnano l&#8217;essere umano lungo tutto l&#8217;arco della vita,\u00a0<strong>contribuendo a rallentare il declino cognitivo e a trasformare la percezione dell&#8217;invecchiamento in qualcosa di pi\u00f9 sereno e consapevole.<\/strong>\u00a0In questo senso, la cultura smette di essere un ornamento e diventa un vero e proprio strumento di salute pubblica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">&#8220;La Cultura che Cura&#8221; si rivolge a tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti in un percorso di cura: pazienti e familiari, operatori sanitari, insegnanti, studenti. Si sviluppa su pi\u00f9 livelli come formazione, produzione culturale, divulgazione e ricerca, con una particolare attenzione ai giovani e a chi vive situazioni di fragilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Non sono molte\u00a0<strong>le realt\u00e0 in Italia<\/strong>\u00a0ad aver adottato in modo strutturato quello che viene definito\u00a0<strong>&#8220;prescrizione sociale culturale&#8221;<\/strong>: un approccio innovativo secondo cui i professionisti sanitari indirizzano i pazienti verso risorse non cliniche \u2014 attivit\u00e0 artistiche, culturali, di comunit\u00e0 \u2014 nella consapevolezza che la salute \u00e8 frutto di fattori molteplici e intrecciati. Pordenone \u00e8 tra queste realt\u00e0, e questo dice qualcosa di preciso su come la citt\u00e0 sa guardare avanti e sorprendere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>UN PROGETTO GI\u00c0 ATTIVO<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">&#8220;La Cultura che Cura&#8221; \u00e8 gi\u00e0 pienamente attivo, con una serie di attivit\u00e0 avviate nel corso del 2025 che ne mostrano concretamente la direzione e la vitalit\u00e0: l&#8217;AsFO ha dato avvio a un percorso di\u00a0<strong>formazione continua<\/strong>\u00a0del personale sanitario, lavorando sulle competenze relazionali, comunicative e narrative degli operatori. Un filone centrale di questo lavoro sar\u00e0 la costruzione di una comunit\u00e0 di\u00a0<em><strong>link worker<\/strong><\/em><strong>\u00a0\u2014 figure di collegamento tra il mondo della salute e quello della cultura<\/strong>, capaci di costruire percorsi culturali personalizzati per chi vive una malattia grave o una condizione di vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel settembre 2025 nei locali della Formazione di AsFO, in collaborazione con la\u00a0<strong>Prof.ssa Chiara Faggiolani<\/strong>dell&#8217;Universit\u00e0 La Sapienza di Roma, si \u00e8 tenuto l&#8217;incontro\u00a0<em>&#8220;Leggere per prendersi cura: la forza delle storie e delle comunit\u00e0 della conoscenza&#8221;<\/em>, aperto a operatori, docenti e pazienti: un primo passo verso la realizzazione di un volume sul tema del Tempo, in sinergia con il CRO di Aviano e l\u2019Istituto Flora di Pordenone.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Durante\u00a0<strong>Pordenonelegge<\/strong>\u00a02025, l&#8217;incontro\u00a0<em>&#8220;Cara Giulia&#8221;<\/em>\u00a0ha portato Gino Cecchettin a dialogare con gli studenti del Laboratorio \u201cStorie condivise\u201d, tra scuole superiori e ospedali, sul tema delle relazioni. Il Laboratorio \u00e8 guidato dalla biblioteca dell\u2019Istituto Flora, in collaborazione con l&#8217;Area Giovani del CRO e con un importante contributo del Centro diurno disturbi alimentari e pediatria dell&#8217;Ospedale di Pordenone. In seguito all\u2019incontro, sono stati realizzati il volume \u201cA Giulia\u201d, Edizioni L\u2019Omino Rosso, un video con podcast, grazie alla collaborazione con Fondazione Radio Magica, e il relativo audiolibro, realizzato dal Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre, in collaborazione con l\u2019associazione Polaris di San Vito.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>LE PROSSIME TAPPE \u00a0&#8211; ATTIVIT\u00c0 PREVISTE NEL 2026 E NEL 2027<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il prossimo appuntamento porta a Pordenone una mostra itinerante che ha gi\u00e0 toccato diverse citt\u00e0 italiane, nata dalla collaborazione tra alcune delle eccellenze nazionali in ambito di onco-ematologia pediatrica. Dodici centri specializzati da nord a sud del paese hanno partecipato a questo progetto: il\u00a0<strong>17 aprile 2026 alle ore 18:00<\/strong>\u00a0inaugura presso la Biblioteca Civica di Pordenone, la mostra fotografica\u00a0<em><strong>&#8220;La bellezza dell&#8217;imperfezione&#8221;<\/strong><\/em>\u00a0(fino al 2 maggio), curata dall&#8217;Area Giovani del CRO di Aviano. La mostra raccoglie gli scatti di adolescenti guariti o ancora in cura per patologie oncologiche, provenienti da undici centri italiani di onco-ematologia pediatrica della rete AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia Oncologia Pediatrica). Attraverso la fotografia questi ragazzi hanno raccontato s\u00e9 stessi, il tempo sospeso della malattia, le paure e le speranze. Ogni immagine \u00e8 un atto di coraggio e condivisione: un modo per restituire al pubblico una visione diversa della fragilit\u00e0, in cui la forza e la bellezza nascono proprio da ci\u00f2 che non \u00e8 perfetto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il\u00a0<strong>22 aprile<\/strong>, al Ridotto del Teatro Verdi, una conferenza con la psicopedagogista\u00a0<strong>Barbara Tamborini<\/strong>\u00a0approfondir\u00e0 i temi della mostra, arricchita dalle riflessioni scritte da ragazzi coinvolti nel progetto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il\u00a0<strong>22 maggio<\/strong>, alla Sala Degan della Biblioteca Civica, un incontro pubblico esplorer\u00e0 il valore della connessione tra scuole, ospedali e biblioteca attraverso la pratica della scrittura e della lettura. L&#8217;evento nasce dalla collaborazione tra \u201cLa Cultura che Cura\u201d e\u00a0<strong>PuZZle Generation<\/strong>\u00a0\u2014 il progetto della Biblioteca Civica di Pordenone dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 19 anni che, come un puzzle, intreccia linguaggi diversi: dal fumetto alla narrazione digitale, per avvicinare i giovani alla lettura, alla scrittura e alla creazione delle proprie storie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Presenti anche i\u00a0<strong>Servizi Sociali del Comune di Pordenone<\/strong>\u00a0in una veste inedita: in collaborazione con\u00a0<strong>AsFO<\/strong>, promuovono un welfare culturale attraverso laboratori di biblioterapia rivolti agli operatori della cura. I temi al centro sono quelli dell&#8217;attualit\u00e0 \u2014 ingiustizia sociale e discriminazione \u2014 con l&#8217;obiettivo di diffondere una cultura dell&#8217;integrazione e del rispetto, capace di superare stereotipi e pregiudizi e di mettere al centro la dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nei mesi a venire prenderanno vita molte altre iniziative: con l&#8217;<strong>USCI Pordenone (Unione Societ\u00e0 Corali)<\/strong>, il progetto\u00a0<em>&#8220;Primavera di Voci&#8221;<\/em>\u00a0porter\u00e0 i cori nei luoghi di cura \u2014 l&#8217;Area Giovani del CRO e il nuovo Ospedale di Pordenone \u2014 per offrire musica a pazienti e operatori ed \u00e8 prevista la partecipazione del Coro dei soggetti portatori di afasia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Soroptimist Pordenone<\/strong>\u00a0e la\u00a0<strong>Scuola in Ospedale<\/strong>\u00a0proporranno il laboratorio\u00a0<em>&#8220;Scrivo la mia canzone&#8221;<\/em>\u00a0permetter\u00e0 agli studenti ricoverati di lavorare con il musicista Marco Anzovino. Seguir\u00e0 un concerto e un convegno sul tema dell&#8217;intelligenza artificiale come strumento \u2014 potente e delicato \u2014 di accompagnamento nel tempo della malattia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Con\u00a0<strong>ADAO<\/strong>, che supporta persone con disturbi del comportamento alimentare, sono previste attivit\u00e0 di arteterapia con le ragazze del Centro Diurno, e una mostra delle loro opere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il\u00a0<strong>Teatro Sociale di Comunit\u00e0<\/strong>\u00a0proporr\u00e0 un percorso laboratoriale rivolto a studenti delle scuole medie superiori e a operatori sanitari sul linguaggio del corpo e sulla drammaturgia partecipata culminer\u00e0 nella messa in scena di uno spettacolo dal vivo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nell\u2019edizione 2026 del festival\u00a0<strong>Pordenonelegge<\/strong>, l\u2019Istituto Flora e l\u2019Area Giovani del CRO presenteranno un romanzo di una nota autrice italiana di cui verr\u00e0 data notizia nei prossimi mesi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per\u00a0<strong>Il Maggio dei Libri<\/strong>, uscir\u00e0 un video con podcast realizzato dalla biblioteca dell\u2019Istituto Flora, in collaborazione con Fondazione Radio Magica, cui hanno partecipato i ragazzi dell\u2019Istituto stesso e del centro diurno disturbi alimentari e pediatria dell\u2019ospedale civile di Pordenone.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel corso del 2027 sono in programma un\u00a0<strong>convegno conclusivo<\/strong>\u00a0e la presentazione del\u00a0<strong>volume sul tema del Tempo<\/strong>durante l\u2019edizione 2027 del festival Pordenonelegge, per raccogliere e condividere tutto ci\u00f2 che il progetto \u201cLa Cultura che Cura\u201d avr\u00e0 generato. In particolare il volume conterr\u00e0 le riflessioni scritte da\u00a0<strong>pazienti,<\/strong>\u00a0<strong>operatori sanitari, studenti, caregiver<\/strong>\u00a0sul tema del tempo umano declinato nelle sue sfaccettature: tempo della malattia, della cura, delle relazioni, della resilienza, di un\u2019esistenza a misura di essere umano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>UN&#8217;EREDIT\u00c0 PER LA CITT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Capitale italiana della Cultura<\/strong>\u00a0\u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 straordinaria, ma il progetto &#8220;La Cultura che Cura&#8221; nasce con un orizzonte pi\u00f9 ampio: il 2027 \u00e8 un punto di partenza, non un traguardo. L&#8217;ambizione \u00e8\u00a0<strong>costruire un modello duraturo<\/strong>, profondamente radicato nel territorio, in cui istituzioni sanitarie, culturali, sociali e scolastiche collaborino in modo strutturale. Una rete che condivide una convinzione: l&#8217;accesso alla cultura non \u00e8 un privilegio, ma una componente essenziale del benessere \u2014 individuale e collettivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La visione di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027\u00a0si fonda, fin dalla candidatura, sul principio che l&#8217;arte e la cultura non sono un settore isolato, ma una leva trasversale di sviluppo e coesione. Il dossier\u00a0Pordenone 2027. 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