{"id":13549,"date":"2026-03-31T07:41:20","date_gmt":"2026-03-31T05:41:20","guid":{"rendered":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=13549"},"modified":"2026-03-31T07:41:20","modified_gmt":"2026-03-31T05:41:20","slug":"violenza-di-genere-a-pordenone-un-convegno-per-informare-prevenire-e-tutelare-non-siete-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=13549","title":{"rendered":"Violenza di genere, a Pordenone un convegno per informare, prevenire e tutelare: \u201cNon siete sole\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Pordenone \u2013 Si \u00e8 tenuto a Palazzo Montereale Mantica il convegno \u201cRiconoscere la violenza di genere: informazione, prevenzione e tutela delle vittime\u201d, promosso dal Comune di Pordenone \u2013 Assessorato alle politiche sociali e alle pari opportunit\u00e0 \u2013 insieme alla Questura di Pordenone e al Leo Club Pordenone Sylvis, con il patrocinio di Anci Fvg \u2013 Tavolo per le politiche di genere e la partecipazione delle associazioni del territorio.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>Un momento di confronto intenso e partecipato, aperto alla cittadinanza, che ha posto al centro un messaggio chiaro: solo una rete solida, coordinata ed efficiente pu\u00f2 garantire una reale tutela alle vittime. La forza di questa rete \u00e8 emersa in ogni intervento, evidenziando come il contrasto alla violenza di genere richieda una collaborazione strutturata tra istituzioni, forze dell\u2019ordine, sistema sanitario, centri antiviolenza e realt\u00e0 associative.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p><strong>La Questura e la campagna \u201cQuesto non \u00e8 amore\u201d<\/strong><u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>La Questura di Pordenone ha illustrato la campagna permanente della Polizia di Stato \u201cQuesto non \u00e8 amore\u201d, fornendo informazioni sull\u2019importanza della \u201crete\u201d e sugli strumenti normativi a disposizione delle vittime di violenza di genere. A guidare il confronto il Questore Graziella Colasanto, che ha saputo valorizzare il contributo di ciascun relatore e restituire una visione completa di un fenomeno complesso, che affonda le proprie radici in dinamiche culturali profonde e stratificate.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>\u00abLa tutela delle vittime \u2013 ha spiegato Graziella Colasanto, Questore di Pordenone &#8211; passa necessariamente attraverso una rete capace di agire in modo tempestivo, coordinato e competente: nessuno pu\u00f2 affrontare da solo un fenomeno cos\u00ec complesso, ma insieme possiamo fare la differenza agendo sulla prevenzione.\u00bb<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>Il Commissario Capo Giusy Valenti ha illustrato il ruolo delle forze dell\u2019ordine, approfondendo i protocolli operativi della Polizia di Stato \u2013 sia nella fase del primo intervento sia in quella successiva \u2013 e l\u2019attivit\u00e0 di ascolto empatico della vittima. \u00c8 emersa con forza l\u2019importanza dell\u2019ammonimento, misura adottabile dal Questore che consente di intervenire prima ancora che il comportamento assuma rilevanza penale e indipendentemente dalla denuncia della vittima.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p><strong>La Prefettura: cabina di regia istituzionale<\/strong><u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>La Prefettura si \u00e8 confermata cabina di regia fondamentale nel coordinamento delle strategie condivise, rappresentata dalla presenza del Prefetto Michele Lastella e dalla vice prefetta aggiunta Carolina Costa, a testimonianza di un impegno istituzionale concreto.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>\u00abPer quanto riguarda questa tematica \u2013 il commento di Michele Lastella, Prefetto di Pordenone &#8211; su cui noi siamo molto impegnati come Prefettura, Comune e forze dell\u2019ordine, ritengo che la situazione qui sia piuttosto buona, anche per l\u2019attivit\u00e0 che svolgono le associazioni sul territorio. Quello che occorre \u00e8 un salto di qualit\u00e0 culturale, che deve essere attivato sin dai primi anni di et\u00e0 all\u2019interno delle famiglie: abituare tutti al rispetto degli altri, soprattutto delle persone che ne hanno pi\u00f9 bisogno.\u00bb<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>Il Prefetto ha inoltre evidenziato come, accanto ai progressi registrati negli ultimi anni, emergano nuove forme di violenza di carattere psicologico, spesso perpetrate attraverso i social network.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il modello Pordenone: rete, cultura e prevenzione<\/strong><u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>L\u2019assessora alle politiche sociali e alle pari opportunit\u00e0, Guglielmina Cucci, ha ripercorso il lavoro svolto negli anni sul territorio pordenonese, riconosciuto come laboratorio d\u2019avanguardia a livello nazionale e internazionale per il metodo di costruzione della rete e per la progettualit\u00e0 innovativa. Tra gli strumenti citati, il Protocollo dei 50 Comuni \u2013 alleanza unica in Italia che unisce in rete tutti i Comuni dell\u2019area Vasta \u2013 e la Carta di Pordenone, dedicata al linguaggio e alla comunicazione nella lotta alla violenza di genere, che quest\u2019anno festeggia i 10 anni con oltre 60 enti aderenti.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>L\u2019impegno ha abbracciato tutte le forme del fenomeno \u2013 violenza economica, verbale, psicologica, digitale, sessuale e sanitaria \u2013 con attenzione particolare alle categorie pi\u00f9 fragili, come le donne migranti, e attraverso il costante coinvolgimento del mondo della scuola e dei giovani. Elemento distintivo del modello pordenonese \u00e8 il forte coinvolgimento degli uomini: la violenza di genere non \u00e8 solo un problema delle donne, ma una responsabilit\u00e0 collettiva. In questa direzione si inserisce il lavoro della dott.ssa Giuseppina Di Francia e di Antonio Aprea nei percorsi rivolti agli uomini autori di violenza, elemento imprescindibile per interrompere il ciclo della violenza, cos\u00ec come la nascita del Tavolo per le politiche di genere di Anci Fvg, coordinamento regionale unico in Italia.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>\u00abA Pordenone il contrasto alla violenza di genere \u2013 ha sottolineato Cucci &#8211; non \u00e8 un\u2019iniziativa episodica, ma un lavoro quotidiano, condiviso e strutturato, che negli anni ha costruito un modello riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Istituzioni, forze dell\u2019ordine, sanit\u00e0, scuola, associazioni e Terzo Settore operano insieme con un metodo coordinato e trasversale. La volont\u00e0 \u00e8 quella di proseguire su questa strada, rafforzando la rete e ampliando le azioni rivolte alla comunit\u00e0, nella consapevolezza che comprendere i segnali della violenza e conoscere gli strumenti di tutela e supporto \u00e8 il primo passo per contrastarla. Alle donne oggi vogliamo dare un messaggio forte: non siete sole. Noi ci siamo.\u00bb<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p><strong>I giovani in prima linea: il Leo Club Pordenone Sylvis<\/strong><u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>Tra i protagonisti dell\u2019evento, il neo-costituito Leo Club Pordenone Sylvis, fondato nel dicembre 2025 e tornato in citt\u00e0 dopo oltre trent\u2019anni di assenza. Il club ha rappresentato una presenza significativa e carica di valore simbolico, esprimendo la volont\u00e0 di giovani ragazze e ragazzi di farsi portavoce di un cambiamento culturale fondato su rispetto, consapevolezza ed educazione.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>Riccardo Pinna, Presidente Leo Club Pordenone Sylvis, ha spiegato: \u00abLa giornata di oggi \u00e8 una giornata unica, perch\u00e9 portiamo qui a Palazzo Mantica tantissime istituzioni \u2013 tra cui la Polizia di Stato, la Prefettura, i Carabinieri e la Guardia di Finanza \u2013 e anche tante associazioni che fanno di questo tema la loro fondamentale ragione di vita. Noi siamo l\u2019associazione giovanile che vuole fare da trait d\u2019union tra istituzioni, altre associazioni e, soprattutto, che deve coinvolgere pi\u00f9 giovani possibili su queste tematiche.\u00bb<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p><strong>Sanit\u00e0 e centri antiviolenza: intercettare e sostenere<\/strong><u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>Il contributo della sanit\u00e0 \u00e8 stato rappresentato dalla dott.ssa Fabiana Nascimben, che ha evidenziato l\u2019importanza dell\u2019intercettazione precoce dei segnali di violenza nei contesti di emergenza. Il punto di vista dei centri antiviolenza \u00e8 stato portato dalla dott.ssa Anna Campanile, che ha illustrato il ruolo fondamentale di accoglienza e sostegno alle vittime nel loro percorso di uscita dalla violenza.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p><strong>La testimonianza: \u201cNon ero sola\u201d<\/strong><u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>Tra i momenti pi\u00f9 intensi del convegno, la testimonianza di una donna che ha raccontato quattro anni di stalking, restituendo con lucidit\u00e0 il dolore e la paura vissuti, ma anche la forza di un percorso di uscita dalla violenza. Il suo ringraziamento alle forze dell\u2019ordine e ai centri antiviolenza ha rappresentato una prova diretta dell\u2019efficienza della rete, capace di accogliere, sostenere e proteggere.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p><strong>L\u2019app YouPol: segnalare in modo sicuro<\/strong><u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>Il convegno si \u00e8 concluso con un invito chiaro alla cittadinanza: utilizzare l\u2019app \u201cYouPol\u201d della Polizia di Stato per effettuare segnalazioni anche in forma anonima, contribuendo in modo concreto alla sicurezza collettiva. Un invito che si inserisce nella pi\u00f9 ampia campagna permanente della Polizia di Stato contro la violenza di genere, con l\u2019obiettivo di promuovere una cultura del rispetto, della legalit\u00e0 e della responsabilit\u00e0 condivisa.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>Riconoscere la violenza \u00e8 il primo passo. Costruire insieme una rete capace di prevenirla e contrastarla \u00e8 la vera sfida, che riguarda tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pordenone \u2013 Si \u00e8 tenuto a Palazzo Montereale Mantica il convegno \u201cRiconoscere la violenza di genere: informazione, prevenzione e tutela delle vittime\u201d, promosso dal Comune di Pordenone \u2013 Assessorato alle politiche sociali e alle pari opportunit\u00e0 \u2013 insieme alla Questura di Pordenone e al Leo Club Pordenone Sylvis, con il patrocinio di Anci Fvg \u2013 Tavolo per le politiche di genere e la partecipazione delle associazioni del territorio. Un momento di confronto intenso e partecipato, aperto alla cittadinanza, che ha posto al centro un messaggio chiaro: solo una rete solida, coordinata ed efficiente pu\u00f2 garantire una reale tutela alle vittime. 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