{"id":13139,"date":"2026-01-30T16:15:50","date_gmt":"2026-01-30T15:15:50","guid":{"rendered":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=13139"},"modified":"2026-01-30T16:15:50","modified_gmt":"2026-01-30T15:15:50","slug":"udine-scopre-impressionismo-e-modernita-capolavori-dal-kunst-museum-winterthur","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=13139","title":{"rendered":"Udine scopre \u201cImpressionismo e modernit\u00e0. Capolavori dal Kunst Museum Winterthur\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">Ha inaugurato ufficialmente questa sera a\u00a0<strong>Casa Cavazzini \u2013 Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Udine<\/strong>\u00a0la mostra\u00a0<strong>\u201cImpressionismo e modernit\u00e0. Capolavori dal Kunst Museum Winterthur\u201d<\/strong>, che aprir\u00e0 ufficialmente al pubblico da domani 30 gennaio e sar\u00e0 visitabile fino al\u00a0<strong>30 agosto<\/strong>. Il vernissage ha segnato l\u2019avvio di un progetto espositivo di respiro internazionale, capace di collocare Udine al centro di un importante dialogo culturale europeo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Questo quanto sottolineato anche dal\u00a0<strong>Vicesindaco Alessandro Venanzi<\/strong>: \u201cQui vedo rappresentata l\u2019intera comunit\u00e0 udinese, friulana e regionale: una sintesi \u2013 ha detto il vicesindaco \u2013 \u00a0efficace del percorso fatto per portare questa esposizione oggi in Casa Cavazzini. Udine ospita una grande mostra di rilievo europeo europea, grazie a un lavoro di squadra fondato su sinergie vere, a partire dalla collaborazione con la Regione Friuli-Venezia Giulia e con PromoTurismoFVG, che ringrazio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Poniamo oggi pi\u00f9 che mai la cultura al centro della narrazione e dell\u2019identit\u00e0 del nostro territorio. Quando la cultura viene messa al centro attraverso un lavoro corale, esce dalla nicchia e diventa strumento di racconto e valorizzazione delle nostre specificit\u00e0, delle meraviglie e delle unicit\u00e0 che il Friuli Venezia Giulia sa offrire. I risultati sono concreti: Udine non \u00e8 pi\u00f9 citt\u00e0 di passaggio, ma citt\u00e0 di destinazione turistica. Da due anni registriamo una crescita turistica a doppia cifra. Un risultato tutt\u2019altro che scontato, che genera benessere sociale, economico, turistico e culturale\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">A portare i saluti istituzionali anche l\u2019assessore alla cultura\u00a0<strong>Federico Pirone<\/strong>: \u201cQuesta mostra nasce con l\u2019intensit\u00e0 di un progetto originale, che oggi presentiamo nella sua interezza. Casa Cavazzini e il Kunst hanno saputo intrecciare un dialogo fitto e profondo, diventando parte di uno stesso cammino culturale. Un percorso sostenuto dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, da PromoTurismoFVG e da MondoMostre, che mette a frutto una grande esperienza nell\u2019organizzazione di esposizioni di questo livello.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il pubblico ha oggi l\u2019opportunit\u00e0 di ammirare alcune delle avanguardie pi\u00f9 significative della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento e dei primi del Novecento: Van Gogh, simbolo stesso della mostra, ne \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 evidente. Non si tratta di un progetto calato dall\u2019alto, ma di un\u2019iniziativa co-costruita con la citt\u00e0, con Casa Cavazzini come crocevia culturale: un luogo capace di stare pienamente dentro l\u2019Europa degli scambi, del confronto e del dialogo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Un progetto solido, dal punto di vista scientifico e culturale, che rafforza il ruolo di Udine nel panorama internazionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Circa 200 le perosne che hanno partecipato all\u2019anteprima su invito organizzata a Casa Cavazzini. Tra gli ospiti presenti tante le autorit\u00e0 e le figure del mondo politico, economico e istituzionale, tra i quali alcuni rappresentanti del consiglio comunale, della politica regionale e le categorie economiche. Tra gli invitati anche\u00a0<strong>Matteo Da Ros<\/strong>, giocatore dell\u2019APU Udine e appassionato d\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Intervenuto in seguito anche\u00a0<strong>Simone Todorow di San Giorgio<\/strong>, amministratore delegato di Mondemostre, ente promotore dell\u2019esposizione in Casa Cavazzini: \u201cDovete andare fieri di una manifestazione culturale come questa\u201d, ha detto. \u201cIn contesti come la Svizzera, il lavoro sistemico e l\u2019iniziativa di grandi imprenditori privati ha permesso di costruire alcune delle collezioni pi\u00f9 importanti al mondo: qui ritroviamo la stessa visione, basata sulla collaborazione tra enti, istituzioni e Comuni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Questo progetto rappresenta un punto di riferimento nel panorama nazionale, per qualit\u00e0, visione e capacit\u00e0 di incidere anche sulla qualit\u00e0 della vita e sulla realt\u00e0 imprenditoriale del territorio. Questa di Casa Cavazzini \u00e8 una mostra straordinaria, di livello altissimo, frutto di grande dedizione e di importanti investimenti umani ed economici. Le opere esposte sono patrimonio dell\u2019umanit\u00e0, per noi \u00e8 un onore portarle a Udine e farle conoscere significa nutrire l\u2019animo e la mente, offrendo al pubblico un\u2019esperienza culturale autentica e profonda. Il fatto che una mostra di questo livello sia arrivata a Udine testimonia l\u2019altissimo livello dell\u2019infrastruttura culturale della citt\u00e0 di Udine e le sue prospettive future\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Casa Cavazzini si conferma quindi sede museale di riferimento per l\u2019arte moderna e contemporanea e luogo capace di accogliere progetti di altissimo livello, rendendoli accessibili alla citt\u00e0 e al territorio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel corso degli interventi istituzionali \u00e8 stato evidenziato come la mostra rappresenti non solo un\u2019occasione espositiva di grande qualit\u00e0, ma anche un\u2019opportunit\u00e0 di apertura e di attrazione culturale, rafforzando il ruolo di Udine all\u2019interno dei circuiti artistici internazionali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 quindi intervenuto\u00a0<strong>Konrad Bitterli<\/strong>, direttore del\u00a0<strong>Kunst Museum Winterthur<\/strong>, che ha illustrato la storia e l\u2019identit\u00e0 della collezione, nata grazie alla lungimiranza dei collezionisti di Winterthur e a una solida tradizione filantropica. Una collezione che, fin dalle sue origini, ha saputo riconoscere e sostenere l\u2019arte moderna, contribuendo a costruire un patrimonio oggi considerato di assoluto rilievo a livello europeo: \u201c\u00c8 una serata di grande gioia, per me e per il museo: vedere cos\u00ec tante persone riunite attorno alla nostra arte \u00e8 motivo di profonda soddisfazione. La collezione che vedete qui \u00e8 speciale: vi assicuro che Van Gogh non esce spesso dalle nostre sale. Grazie a collezioni di fama internazionale, Winterthur \u00e8 diventata una capitale nascosta dell\u2019arte in Svizzera, una citt\u00e0 cresciuta come polo industriale e poi come citt\u00e0 dei musei. Tutto questo \u00e8 stato possibile grazie alla lungimiranza dei collezionisti di Winterthur e a una solida tradizione filantropica. La collaborazione con Udine rappresenta per noi un\u2019occasione straordinaria: ringrazio la citt\u00e0 e i suoi musei per aver reso accessibili al pubblico tesori dell\u2019arte moderna. Ho scoperto l\u2019arte di Udine e ne sono rimasto senza fiato. L\u2019arte della modernit\u00e0 nasceva da un\u2019utopia che forse \u00e8 fallita, ma l\u2019arte \u00e8 rimasta: mi auguro che questa mostra crei nuovi legami e incontri il favore del pubblico italiano. L\u2019arte moderna nasceva dall\u2019ambizione di influenzare l\u2019intero contesto sociale, di essere un\u2019arte per il mondo dell\u2019uomo nuovo. C\u2019era l\u2019idea di una societ\u00e0 nuova, fondata su valori universali. Questa visione globale, che prescindeva dagli Stati e si rivolgeva al mondo intero, \u00e8 crollata con la Seconda guerra mondiale. Eppure l\u2019arte \u00e8 rimasta, e nelle opere pi\u00f9 alte \u2014 come quelle di Mondrian, con il dialogo tra orizzontalit\u00e0 e verticalit\u00e0 \u2014 continua a offrirci una bussola per leggere il presente\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La parola \u00e8 poi passata a\u00a0<strong>Vania Gransinigh<\/strong>, cocuratrice della mostra insieme a David Schmidhauser, che ha accompagnato il pubblico dentro il progetto espositivo, spiegandone il filo conduttore e la struttura scientifica: \u201cQuesta mostra rappresenta un progetto strategico per Casa Cavazzini e un\u2019occasione unica anche per valorizzare le nostre collezioni, grazie a una stretta collaborazione con il Kunst museum di Winterthur. Accostare una collezione di 84 capolavori che permettono un viaggio lungo la linea modernista tra Ottocento e Novecento a una realt\u00e0 come Casa Cavazzini, che ha una storia a tratti contemporanea ma diversa, pu\u00f2 sembrare una sfida. In realt\u00e0 \u00e8 proprio in questo confronto tra contesti e risultati profondamente differenti che risiede il valore del progetto. Anche il museo d\u2019arte moderna e contemporanea di Udine nasce alla fine dell\u2019Ottocento, grazie ad Antonio Marangoni, mecenate e figura fondativa. Ma il nucleo generativo della collezione italiana si colloca alla fine del processo di unificazione del Paese, in un momento in cui i musei avevano il compito di costruire un senso di appartenenza nazionale che ancora mancava. Non si cercavano l\u2019avanguardia e la modernit\u00e0 rappresentate dai capolavori visitabili a Udine, ma una tradizione rassicurante, capace di fare da collante tra popolazioni diverse e visioni politiche differenti, unite da un futuro comune. Oggi possiamo finalmente riallacciare i contatti con un panorama internazionale che guarda anche all\u2019Austria e alla Slovenia: un dialogo che vale la pena valorizzare. Questa mostra \u00e8 un ponte verso qualcosa di diverso dalla nostra essenza, ma proprio per questo ci permette di guardarci meglio e di comprenderci pi\u00f9 a fondo\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il pubblico dopo i saluti iniziali \u00e8 stato quindi accompagnato tra le sale allestite al secondo piano di Casa Cavazzini. Le sale dipinte a colori vivaci fanno da sfondo ad un percorso che ha lasciato a bocca aperta i tanti visitatori. L\u2019esposizione infatti si sviluppa seguendo un percorso cronologico e con un allestimento rigoroso ed efficace: si apre con la luce e la vitalit\u00e0 dell\u2019Impressionismo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Le opere di\u00a0<strong>Claude Monet<\/strong>,\u00a0<strong>Pierre-Auguste Renoir<\/strong>,\u00a0<strong>Camille Pissarro<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Alfred Sisley<\/strong>\u00a0raccontano una nuova attenzione alla natura e alla vita quotidiana, mentre il\u00a0<em>Ritratto di Joseph Roulin<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Vincent Van Gogh, immagine simbolo dell\u2019esposizione,\u00a0<\/strong>segna il passaggio verso una pittura pi\u00f9 intensa e introspettiva.<br \/>\nIl cammino prosegue con il Post-Impressionismo e il Cubismo, dove artisti come\u00a0<strong>Pablo Picasso<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Georges Braque<\/strong>\u00a0ridefiniscono spazio e percezione, per poi aprirsi alle dimensioni interiori del Surrealismo con\u00a0<strong>Ren\u00e9 Magritte<\/strong>,\u00a0<strong>Max Ernst<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Alberto Giacometti<\/strong>.<br \/>\nIl percorso si conclude con l\u2019astrazione geometrica e organica di\u00a0<strong>Piet Mondrian<\/strong>,\u00a0<strong>Paul Klee<\/strong>,\u00a0<strong>Wassily Kandinsky<\/strong>,\u00a0<strong>Sophie Taeuber-Arp<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Hans Arp<\/strong>, dove linea, colore e superficie si liberano dalla rappresentazione.<br \/>\n84 capolavori che dialogano con la storia e l\u2019identit\u00e0 del museo udinese, creando un ponte tra modernismo europeo e tradizione italiana. Un confronto che, proprio nella differenza, diventa occasione per rileggere il passato e riaprire lo sguardo a un panorama culturale internazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha inaugurato ufficialmente questa sera a\u00a0Casa Cavazzini \u2013 Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Udine\u00a0la mostra\u00a0\u201cImpressionismo e modernit\u00e0. Capolavori dal Kunst Museum Winterthur\u201d, che aprir\u00e0 ufficialmente al pubblico da domani 30 gennaio e sar\u00e0 visitabile fino al\u00a030 agosto. Il vernissage ha segnato l\u2019avvio di un progetto espositivo di respiro internazionale, capace di collocare Udine al centro di un importante dialogo culturale europeo. Questo quanto sottolineato anche dal\u00a0Vicesindaco Alessandro Venanzi: \u201cQui vedo rappresentata l\u2019intera comunit\u00e0 udinese, friulana e regionale: una sintesi \u2013 ha detto il vicesindaco \u2013 \u00a0efficace del percorso fatto per portare questa esposizione oggi in Casa Cavazzini. 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