{"id":12919,"date":"2026-01-13T10:43:17","date_gmt":"2026-01-13T09:43:17","guid":{"rendered":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=12919"},"modified":"2026-01-13T10:43:17","modified_gmt":"2026-01-13T09:43:17","slug":"giorno-della-memoria-a-staranzano-nove-pietre-dinciampo-dedicate-a-militari-donne-partigiani-e-semplici-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=12919","title":{"rendered":"Giorno della Memoria a Staranzano: nove pietre d&#8217;inciampo dedicate a militari, donne, partigiani e semplici cittadini"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">Le\u00a0<strong>Pietre d\u2019Inciampo (<em>Stolpersteine<\/em>)<\/strong>\u00a0sono\u00a0ormai diffuse in tantissimi luoghi e nascono perch\u00e9 mai si scordino le storie delle vittime del nazifascismo: sono piccole targhe in ottone, incastonate nel pavimento, che riportano i nomi di coloro che hanno perso la vita a causa dell\u2019orrore della dittatura nazifascista. Vengono posate davanti alle case delle abitazioni dei cittadini deportati e uccisi perch\u00e9 chiunque possa vederle e non dimenticare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel caso di Staranzano le Pietre che verranno incastonate sono nove e riportano alla luce\u00a0<strong>le storie di otto uomini e una donna<\/strong>, tra\u00a0<strong>partigiani, militari, artigiani, contadini, semplici cittadini<\/strong>\u00a0che sono stati deportati, hanno subito feroci sofferenze e trovato la morte in diversi contesti e momenti a causa delle barbarie naziste.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Delle nove Pietre, sei verranno posate di fronte alle case delle vittime e tre, simbolicamente, davanti all\u2019ingresso del Municipio di Staranzano.<\/p>\n<p>La posa delle Pietre\u00a0<strong>avverr\u00e0 proprio il 27 gennaio, Giornata della Memoria, a partire dalle 8.30 del mattino alla presenza dei parenti delle vittime<\/strong>: a ogni indirizzo\u00a0<strong>i ragazzi delle scuole Secondarie di Primo Grado dell\u2019IC Dante Alighieri e dell\u2019ISIS BEM Brignoli Einaudi Marconi di Staranzano<\/strong>\u00a0renderanno omaggio a ciascun dedicatario delle Pietre.<\/p>\n<p><strong>Il percorso, a cui \u00e8 invitata tutta la cittadinanza<\/strong>, segue\u00a0<strong>questo iter<\/strong>:\u00a0alle ore 8.30 in Via Vittorio Veneto 30 (Dobbia) verr\u00e0 posata la pietra che porta il nome di\u00a0<strong>Giuseppe Tomaduz<\/strong>; alle 9.15 in Via Antonio De Curtis 1 la pietra sar\u00e0 per\u00a0<strong>Attilio Casarsa<\/strong>; alle 9.45, in Via San Giorgio 80 (Bistrigna) per\u00a0<strong>Giuseppe Zorzin<\/strong>; alle 10.30 il ritrovo sar\u00e0 in Via Armando Diaz 2 (Villaraspa) per posare la pietra dedicata a\u00a0<strong>Ferdinando Pagani<\/strong>; alle 11.15 in Via Martiri della Libert\u00e0 36 per\u00a0<strong>Eradio Zimolo<\/strong>\u00a0e alle 11.50 in Via Fabio Filzi 10 la pietra porter\u00e0 il nome di\u00a0<strong>Narciso Pacor<\/strong>. L\u2019ultima \u201cstazione\u201d del percorso \u00e8 attesa intorno alle 12.20 al Municipio di Staranzano: dopo la posa delle ultime tre pietre d\u2019inciampo \u2013 dedicate a\u00a0<strong>Giovanni Benes, Rosa Simoni, Alfonso Olivo<\/strong>\u00a0\u2013 davanti all\u2019ingresso degli uffici comunali in Piazza Dante Alighieri 26, ci si sposter\u00e0 all\u2019interno del Municipio, dove il\u00a0<strong>Coro Edi Forza e il Coro dell\u2019ISIS BEM<\/strong>\u00a0intoneranno alcuni canti in ricordo delle vittime.<\/p>\n<p>Ad anticipare il percorso della posa sar\u00e0\u00a0<strong>l\u2019inaugurazione ufficiale della mostra, sabato 24 gennaio, alle ore 11, nella Sala Delbianco<\/strong>:\u00a0<strong>\u201cQui abitava\u2026 Dai nomi alle storie di vita\u201d\u00a0<\/strong>\u2013 questo il titolo dell\u2019esposizione \u2013 che restituisce attraverso dei pannelli, composti di parole e immagini, le storie dei nove cittadini ricordati dalle Pietre d\u2019Inciampo. In una teca si troveranno anche le stesse Pietre, pronte per essere incastonate.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019incontro sar\u00e0 l\u2019occasione anche per\u00a0<strong>i saluti delle Autorit\u00e0<\/strong>\u00a0(oltre al\u00a0<strong>Sindaco, Marco Fragiacomo<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>l\u2019Assessora alla Cultura, Giuseppina Gambin<\/strong>\u00a0anche numerose altre Istituzioni) e per\u00a0<strong>un\u2019introduzione alla ricerca storica<\/strong>, condotta con perizia scientifica, per oltre un anno, dalla\u00a0<strong>storica, prof.ssa Chiara Fragiacomo<\/strong>.<\/p>\n<p>Saranno presenti anche tutti i collaboratori che rendono possibili le giornate di celebrazione e che da sempre sono al fianco del Comune di Staranzano:\u00a0<strong>l\u2019ANED Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti; l\u2019ANPI Associazione Nazionale Partigiani d\u2019Italia; il Comitato 2 Giugno; l\u2019Associazione Culturale Apertamente; i rappresentanti dell\u2019ISIS BEM Brignoli Einaudi Marconi e dell\u2019Istituto Comprensivo Dante Alighieri<\/strong>. A corredo dell\u2019incontro alcuni interventi musicali\u00a0<strong>di Piero Politti (violoncello) e Dimitri Candoni (pianoforte)<\/strong>.<\/p>\n<p>La ricostruzione delle storie delle 9 figure staranzanesi &#8211; cos\u00ec diverse tra loro &#8211; ricordate nella mostra e nelle Pietre, ha portato alla luce\u00a0<strong>contesti, situazioni, particolari geopolitici dell\u2019epoca ancora mai analizzati<\/strong>: aspetti che la recente storiografia sta scoprendo in questi anni, dando una visione pi\u00f9 completa a quanto accaduto. Nelle ricerche condotte dalla prof.ssa Fragiacomo ci sono numeri, documenti (anagrafici, sanitari, amministrativi, militari), dettagli sugli spostamenti, sui rastrellamenti, sugli assetti e sulle strategie degli eserciti di Fanteria e di Marina, sulla gestione dei campi di lavoro, di concentramento e di sterminio. Si analizzano le terribili ricadute politiche e civili dell\u20198 settembre e si toccano con mano \u2013 sempre attraverso documenti rigorosamente verificati \u2013 anche testimonianze e pensieri delle persone coinvolte: cittadini, lavoratori, giovani arruolati, militari di carriera, intere famiglie.<\/p>\n<p><em>La decisione di realizzare le Pietre d\u2019Inciampo nel nostro Comune nasce dalla consapevolezza che la memoria riguarda le vite, le famiglie, i luoghi in cui abitiamo.<\/em>\u00a0<strong>\u2013 Spiega l\u2019Assessora alla Cultura Giuseppina Gambin.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Le Pietre d\u2019inciampo non sono monumenti tradizionali: non si ergono, non celebrano, non impongono. Sono inserite nel tessuto urbano, davanti alle case in cui vissero uomini e donne deportati, perseguitati dal nazifascismo. Proprio per questo \u201cinciampano\u201d il nostro sguardo e la nostra coscienza. Ci costringono a fermarci, a leggere un nome, una data, una storia. A riconoscere che l\u2019orrore non \u00e8 accaduto altrove, ma qui, nei nostri luoghi.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Per il nostro Comune, questo progetto ha anche un valore di ricerca storica e civile.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Attraverso le pietre d\u2019inciampo \u00e8 possibile ricostruire frammenti fondamentali della storia economico-sociale delle nostre terre: i lavori svolti, le relazioni familiari, le migrazioni, i percorsi di integrazione, il ruolo di queste persone nella vita quotidiana del paese.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>A rendere questo progetto ancora pi\u00f9 significativo \u00e8 la partecipazione delle scuole, che affiancano l\u2019Amministrazione e le associazioni in un lavoro paziente di ricerca e di studio. Le ragazze e i ragazzi sono stati coinvolti nel confronto con le fonti storiche ai fini della conoscenza delle singole biografie nel contesto storico-culturale. In questo modo la memoria diventa un\u2019esperienza concreta: l\u2019incontro con vite reali, spesso legate ai luoghi che loro stessi attraversano ogni giorno.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Le Pietre d\u2019Inciampo riportano la storia nel presente e nello spazio della vita quotidiana, trasformano la cittadina in un luogo di apprendimento diffuso, in cui il sapere storico si intreccia con la responsabilit\u00e0 civica.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Realizzare le pietre d\u2019inciampo nel nostro Comune significa assumere una responsabilit\u00e0 profonda: fare della memoria un bene comune, condiviso, quotidiano.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Una comunit\u00e0 che coinvolge i suoi giovani nel lavoro della memoria \u00e8 una comunit\u00e0 che non delega il ricordo alle cerimonie, ma lo trasforma in consapevolezza civile, per una cittadinanza vigile, corresponsabile e solidale<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Cos\u00ec la prof.ssa Chiara Fragiacomo, storica che ha curato la ricerca<\/strong>:\u00a0<em>Le nove pietre d\u2019inciampo di Staranzano rivestono un grande interesse dal punto di vista storico, poich\u00e9 offrono una mappa articolata della persecuzione nazifascista. Per molti anni, raccontare la deportazione durante la Seconda guerra mondiale ha significato narrare un unico, immenso orrore, percepito come un\u2019esperienza collettiva e indistinta, in cui gli individui apparivano ridotti a semplici \u201cassenti\u201d. Nel tempo, la ricerca storica ha scavato pi\u00f9 a fondo grazie all\u2019apertura di nuovi archivi e a nuovi strumenti di analisi.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Il sistema concentrazionario nazista si rivel\u00f2 cos\u00ec un ingranaggio complesso, costruito per colpire gruppi diversi con finalit\u00e0 diverse; non tutte le deportazioni sono uguali. La scomposizione della memoria collettiva che le pietre d\u2019inciampo invocano con l\u2019attenzione posta al nome, al luogo, alla vita precedente della persona, alla tipologia di deportazione, riflette lo sguardo pi\u00f9 intimo dello storico attuale, che ora \u00e8 pi\u00f9 sensibile alle storie individuali, alle differenze di genere, di et\u00e0, di provenienza geografica, di ruolo svolto nella guerra.<\/em><\/p>\n<p><em>Si \u00e8 compreso finalmente che l\u2019esperienza della deportazione cambia da campo a campo, da anno ad anno, e persino da prigioniero a prigioniero, come ad esempio cambia la storia dei militari internati e quella dei deportati politici, vicini e dentro lo stesso universo di persecuzione, di fame, di morte, tuttavia realt\u00e0 diverse. In questa direzione si affina sempre di pi\u00f9 la conoscenza del sistema di potere dei regimi totalitari ma anche quella delle vittime dei campi di detenzione.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>La ricerca storica oggi \u00e8 possibile grazie anche al grande lavoro svolto dal Centro di documentazione di Arolsen, in Germania, il pi\u00f9 grande archivio al mondo sulla deportazione nazista. Esso conserva circa trenta milioni di documenti relativi ai campi di concentramento, al lavoro forzato e alle diverse tipologie di schedature dei deportati. Dal 2007 l\u2019archivio \u00e8 accessibile ai ricercatori di tutto il mondo, anche grazie a un imponente processo di digitalizzazione. Nella mostra che accompagna l\u2019installazione delle pietre sono esposti alcuni di questi documenti, esempi dell\u2019alto grado di burocratizzazione del regime in contrasto con le disumane condizioni di vita dei prigionieri.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Questo modo di entrare nella complessit\u00e0 delle vicende individuali e collettive della ricerca contemporanea procede in senso opposto rispetto alla logica della disumanizzazione, della violenza e della sopraffazione rappresentata dai regimi totalitari: esso ci conduce infatti in prossimit\u00e0 dell\u2019Altro, ne permette il riconoscimento e rende possibile comprenderlo nella sua irriducibile dimensione esistenziale, sottraendolo alla cosificazione simboleggiata dal numero classificatorio imposto nei campi di detenzione. Un\u2019occasione di storia ma anche una lezione di etica.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Le celebrazioni della Giornata della Memoria, a Staranzano, iniziano gi\u00e0 da\u00a0<strong>venerd\u00ec 23 gennaio, alle ore 18, alla Sala San Pio X<\/strong>\u00a0con un appuntamento che ormai da dodici anni viene proposto\u00a0<strong>dall\u2019Associazione Culturale Apertamente<\/strong>, in collaborazione con il\u00a0<strong>Comune di Staranzano<\/strong>\u00a0e la\u00a0<strong>Fondazione Roberto Visintin<\/strong>\u00a0e con\u00a0<strong>il supporto della BCC Venezia Giulia<\/strong>.\u00a0<strong>\u201cRicordare la Shoah in Italia e in Europa\u201d<\/strong>\u00a0\u00e8 il titolo dell\u2019incontro che unisce conferenze, musica e letture sceniche.<\/p>\n<p><em>Come ricorda un messaggio della Senatrice Segre<\/em>\u00a0\u2013 spiega Paolo Polli, Presidente dell\u2019Associazione Apertamente \u2013\u00a0<em>in uno dei suoi messaggi inviati per l\u2019occasione: \u201cColtivare la Memoria \u00e8 ancora oggi un vaccino prezioso contro l\u2019indifferenza e ci aiuta, in un mondo cos\u00ec pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la pu\u00f2 usare\u201d. Una Giornata che non serve solamente a commemorare quei milioni di\u00a0persone uccise crudelmente e senza nessuna piet\u00e0 ormai quasi 80\u00a0anni fa dalla follia nazifascista, ma anche a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. Spesso noi stessi ne siamo gli autori, senza rendercene conto.<\/em><\/p>\n<p>La Giornata della Memoria ci ricorda che verso queste discriminazioni\u00a0non alziamo abbastanza la voce\u00a0e che spesso, per comodit\u00e0 e opportunismo, ci nascondiamo in quella che gli storici chiamano\u00a0la zona grigia dell\u2019indifferenza. Per evitare che una tragedia come quella dell&#8217;Olocausto si ripeta occorre ricordare\u00a0e soprattutto\u00a0capire.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">E dobbiamo farlo ancora di pi\u00f9 in questo periodo devastato da guerre molto vicine, come in Ucraina e nella martoriata Palestina, evitando l\u2019erronea e strumentale equiparazione tra l\u2019ebraismo e il governo di Israele, e per tenere la barra dritta in favore del dialogo, della pace e della convivenza tra i popoli.<\/p>\n<p>A tenere la relazione centrale dell\u2019incontro sar\u00e0\u00a0<strong>Tullia Catalan<\/strong>\u00a0Professoressa Associata di Storia Contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, dove insegna Storia Contemporanea, Public History e Storia dell\u2019Ebraismo. Ha studiato i rapporti fra il mondo ebraico e la societ\u00e0 non ebraica fra Ottocento e Novecento in Italia e in Europa. Di recente si \u00e8 occupata di razzismi sul lungo periodo, prendendo in esame i temi dell\u2019antisemitismo e dell\u2019antislavismo. \u00c8 nella direzione delle riviste: \u201cQuest: Issues in Contemporary Jewish History\u201d e \u201cMemoria e Ricerca\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019incontro, introdotto da\u00a0<strong>Giorgia\u00a0Polli di\u00a0Apertamente<\/strong>, sar\u00e0 arricchito dalle\u00a0<strong>letture sceniche degli attori Valentina Verzegnassi ed Enrico Cavallaro<\/strong>\u00a0e concluso come da tradizione dal\u00a0<strong>Coro femminile Audite Nova<\/strong>\u00a0diretto da<strong>\u00a0Gianna Visintin<\/strong>, al pianoforte\u00a0<strong>Cristian Cosolo<\/strong>, al violino\u00a0<strong>Simone Valente<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le\u00a0Pietre d\u2019Inciampo (Stolpersteine)\u00a0sono\u00a0ormai diffuse in tantissimi luoghi e nascono perch\u00e9 mai si scordino le storie delle vittime del nazifascismo: sono piccole targhe in ottone, incastonate nel pavimento, che riportano i nomi di coloro che hanno perso la vita a causa dell\u2019orrore della dittatura nazifascista. 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