{"id":12327,"date":"2025-10-31T07:42:58","date_gmt":"2025-10-31T06:42:58","guid":{"rendered":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=12327"},"modified":"2025-10-31T07:42:58","modified_gmt":"2025-10-31T06:42:58","slug":"tumori-femminili-ancora-troppe-differenze-geografiche-su-diagnosi-e-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/friulitv24.it\/?p=12327","title":{"rendered":"Tumori femminili: ancora troppe differenze geografiche su diagnosi e cura"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400\">Sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale <\/span><b><i>The Lancet<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400\"> (<\/span><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0140673625013832\"><span style=\"font-weight: 400\">link<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\">) i risultati del <\/span><b>progetto VENUSCANCER<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, parte del <\/span><b>programma CONCORD<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> di sorveglianza globale della sopravvivenza dopo diagnosi di tumore (<\/span><a href=\"https:\/\/csg.lshtm.ac.uk\/research\/themes\/concord-programme\/\"><span style=\"font-weight: 400\">link<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\">). Lo studio, al quale ha collaborato il <\/span><b>Centro di Riferimento Oncologico di Aviano<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, fornisce il primo quadro globale sui<\/span><b> percorsi di cura <\/b><span style=\"font-weight: 400\">e sulle<\/span><b> ampie disparit\u00e0 nell&#8217;assistenza sanitaria<\/b> <b>per i tumori femminili<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, con l\u2019obiettivo di migliorare il controllo del cancro in tutto il mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il lavoro &#8211; condotto dal <\/span><b><i>Cancer Survival Group della London School of Hygiene &amp; Tropical Medicine <\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400\">e supportato dal finanziamento dello <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">European Research Council Consolidator Grant<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> (<\/span><a href=\"https:\/\/cordis.europa.eu\/project\/id\/772345\"><span style=\"font-weight: 400\">link<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\">) &#8211; si \u00e8 focalizzato su <\/span><b>tre fra i tumori pi\u00f9 frequenti nelle donne<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. I risultati hanno evidenziato <\/span><b>differenze<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, anche significative, nello stadio della malattia al momento della <\/span><b>diagnosi<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, nel tipo di <\/span><b>trattamento<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> e nella <\/span><b>coerenza della cura<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> con le linee guida internazionali. Si tratta della <\/span><b>pi\u00f9 grande analisi mai condotta<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: ha incluso <\/span><b>oltre 275.000 donne<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> con diagnosi di cancro al <\/span><b>seno<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, alla <\/span><b>cervice uterina <\/b><span style=\"font-weight: 400\">o alle <\/span><b>ovaie<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> nel periodo 2015-2018 in 39 Paesi e con informazioni dettagliate su stadio della malattia, percorso diagnostico e tipo di trattamento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La responsabile del progetto VENUSCANCER \u00e8 la professoressa <\/span><b>Claudia Allemani<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, mentre una delle autrici principali dello studio \u00e8 la dottoressa <\/span><b>Veronica Di Carlo<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, entrambe ricercatrici italiane alla <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">London School of Hygiene &amp; Tropical Medicine<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">&#8220;Il trattamento conforme alle linee guida cliniche internazionali consolidate varia ancora in tutto il mondo\u201d, spiega la professoressa Allemani, \u201cma \u00e8 incoraggiante constatare che, se la diagnosi \u00e8 precoce, nella maggior parte dei Paesi \u00e8 ormai pi\u00f9 facile accedere tempestivamente a trattamenti ottimali per queste tre neoplasie. Purtroppo, <\/span><b>la percentuale di donne che ricevono una diagnosi di tumore precoce \u00e8 ancora troppo esigua<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. I risultati di questo studio offriranno l\u2019evidenza necessaria a <\/span><b>sostenere le politiche internazionali di controllo del cancro<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. Gli sforzi volti a promuovere il miglioramento della diagnosi precoce dovrebbero continuare in tutti i Paesi, anche al loro interno, qualora esistano differenze geografiche locali\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cI risultati ci dicono che <\/span><b>la percentuale di donne con tumore diagnosticato in fase precoce \u00e8 pari o superiore al 40% nelle nazioni ad alto reddito<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, ma molto pi\u00f9 ridotta in quelle a basso e medio reddito, con valori inferiori al 20% per tutti e tre i tipi di tumore, ad eccezione di Cuba (30% per il tumore al seno) e Russia (36% per il tumore alla cervice uterina e 27% per il tumore alle ovaie)\u201d, precisa la dottoressa Di Carlo. \u201cQueste disuguaglianze indicano che le probabilit\u00e0 di sopravvivere e di guarire nella maggior parte dei Paesi a basso e medio reddito saranno inferiori rispetto a quelle dei Paesi ad alto reddito\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cI tumori al seno metastatici sono meno del 10% nella maggior parte dei Paesi ad alto reddito, ma sono pi\u00f9 frequenti (fino al 44%) in quelli a basso e medio reddito\u201d, continua Di Carlo. \u201cI tumori cervicali in stadio avanzato sono inferiori al 15% nella maggior parte degli Stati, mentre <\/span><b>quelli alle ovaie sono ancora diagnosticati per lo pi\u00f9 in stadio avanzato<\/b><span style=\"font-weight: 400\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cLa <\/span><b>chirurgia<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> \u2013 prosegue Allemani &#8211; \u00e8 stata proposta al 78% delle donne con tumore diagnosticato in fase precoce nei Paesi ad alto reddito e al 56% delle donne nei Paesi a basso e medio reddito. Il trattamento \u00e8 pi\u00f9 spesso conforme alle linee guida per il cancro cervicale e ovarico che per il tumore al seno, mentre la <\/span><b>terapia farmacologica<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> (chemioterapia o terapia ormonale) segue pi\u00f9 frequentemente le indicazioni internazionali rispetto alla chirurgia. In linea con le linee guida cliniche, le donne con cancro al seno in fase iniziale sono state trattate con chirurgia conservativa del seno pi\u00f9 radioterapia (67-78%) nella maggior parte dei Paesi europei. La percentuale \u00e8 inferiore in Canada (60%) e negli USA (53%). Al contrario, nelle nazioni a basso e medio reddito, il 30-70% delle donne con tumore al seno in fase iniziale \u00e8 stata trattata con mastectomia, procedura comune anche negli Stati Uniti e in Canada, Estonia, Paesi Bassi e Portogallo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Gli autori dello studio mettono in luce <\/span><b>l&#8217;importanza del coinvolgimento della donna nella scelta in merito alla tipologia di trattamento <\/b><span style=\"font-weight: 400\">al quale sottoporsi, ma sottolineano anche che le decisioni sono spesso condizionate da fattori socioeconomici, istruzione, mancanza \/ distanza da strutture di cura o paura di recidive.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cI <\/span><b>registri dei tumori sono fondamentali<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> per valutare e monitorare la coerenza dei trattamenti con le linee guida e il loro impatto sulle probabilit\u00e0 di guarigione\u201d commenta <\/span><b>Luigino Dal Maso<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, direttore dell\u2019Epidemiologia Oncologica del CRO e coautore dello studio, in parte sostenuto da <\/span><b>AIRC<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. \u201cI risultati incoraggiano gli sforzi che si fanno all\u2019interno del Servizio Sanitario per <\/span><b>promuovere l\u2019adesione agli screening<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> per i tumori della mammella e della cervice uterina, come sottolineato anche dal recente aggiornamento del <\/span><b>Codice Europeo contro il Cancro<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> (<\/span><a href=\"https:\/\/cancer-code-europe.iarc.who.int\/\"><span style=\"font-weight: 400\">link<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\">), ma devono stimolare anche le donne di tutto il mondo a <\/span><b>discutere il loro trattamento con i professionisti sanitari<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, per decidere con la consapevolezza di poter accedere alle migliori opzioni disponibili secondo le raccomandazioni cliniche internazionali&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">A nome di tutti i co-autori, Claudia Allemani conclude ringraziando i <\/span><b>103 registri tumori di popolazione<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> (12 in Italia), senza il cui contributo questa ricerca non sarebbe stata possibile.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale The Lancet (link) i risultati del progetto VENUSCANCER, parte del programma CONCORD di sorveglianza globale della sopravvivenza dopo diagnosi di tumore (link). Lo studio, al quale ha collaborato il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, fornisce il primo quadro globale sui percorsi di cura e sulle ampie disparit\u00e0 nell&#8217;assistenza sanitaria per i tumori femminili, con l\u2019obiettivo di migliorare il controllo del cancro in tutto il mondo. 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